“Mare e amare – Mar y amar” di Filippo Melis

Penelope 

(Itaca)

Penelope.

Guarda il mare

con occhi rossi di tramonto.

La sua voce

la conoscono le onde.

Forte come una roccia

il suo corpo.

La sua tenacia.

La sua folle ostinazione.

Le lacrime si mischiano

con il mare.

Tornerà?

Tornerà.

Mare e amare – Mar y amar (2011-2014) raccoglie liriche in edizione bilingue italiano-spagnolo.

Come anticipato dalla paronomastica allitterazione del titolo, la silloge è composta da poesie d’amore (e disamore) con il mare che fa da sfondo ed include anche una sezione riservata a dieci traduzioni mie di alcuni grandi poeti portoghesi e catalani, fra cui Fernando Pessoa, Salvador Espriu ed Eugénio de Andrade. L’autore, novello Ulisse, esule nostalgico, vive un intenso, struggente desiderio di riunirsi alla sua terra natale, varcando quel mare nostrum che gli è ora amico ora ostile. Il viaggio, l’omerico nostos, da e verso la tanto agognata “Ichnusa-Itaca” è fatto di separazioni, ritorni, nostalgie e di un amore immutabile ma include anche un’odissea interiore, che fa approdare l’io lirico in alcuni porti. Incastonate tra i versi, il lettore può trovare citazioni di Omero, Archiloco, Saffo, Orazio e Virgilio. L’amore per la propria isola è al contempo passionale, struggente e malinconico. Nel percorso tracciato emerge una personalità intimamente legata alla città del sole, all’isola del vento, alla spiaggia del Poetto e a quel mare che sa essere interlocutore paziente e saggio dispensatore di consigli.

Inno alla gioia

Ho fatto la guerra

a tanti nemici,

compreso il mio cuore.

Ho visto città

lontane,

ho sentito lingue

diverse,

ho assaggiato frutti

sconosciuti,

ho toccato lidi

mediterranei,

ho odorato profumi

inebrianti.

Vent’anni

dalla prima volta.

Vent’anni.

Bianche vele

sospinte dal maestrale

gagliardo e

amico

mi riportano sull’isola.

L’isola delle misteriose

torri di pietra,

delle sentinelle

dallo sguardo impassibile

che hanno vegliato per me

sul tuo sonno difficile.

Tu sei a riva

in piedi

ad aspettare.

Occhi

di tramonto.

Vent’anni

dalla prima volta.

Vent’anni.

Siamo cambiati?

Peli bianchi,

neri, rame sulle gote.

Capelli d’argento.

Viso radiante.

Pelle candida

come un cigno,

mani forti,

sguardo sicuro.

Viso radiante.

Vent’anni

dalla prima volta.

Vent’anni.

Siamo due onde dello stesso

mare,

due gocce

che riempiono

lo stesso bicchiere

di terracotta.

Impermeabile

alle intemperie dell’esistenza.

Vent’anni

dalla prima volta.

Vent’anni.

Il nostro futuro è cominciato oggi.

 

Noi

Sei tu?

Sono io.

Sono tu?

Sei io.

Ha senso

un nome proprio?

Noi.

Molto più

di una semplice

somma di io.


Filippo Melis è nato in Sardegna nel 1976. Dopo la maturità classica, si è laureato in Lingue e Letterature straniere. Si occupa di linguistica, traduzione e insegnamento. Ama, in ordine sparso, la musica, la natura, gli animali, il rugby, il mare e la poesia. Cura la pagina web www.acquaevento.eu.
Ha pubblicato tre libri: Mare e amare (2011-2014), disponibile in versione italiana e in versione bilingue italiano-spagnolo (Mare e amare – Mar y amar (2011-2014); AQVA (Non ci sarà la morte) e LVTVM (Memoriae).

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