“Il gatto che camminava da solo” di Rudyard Kipling (Garzanti)

Risultato immagini per "Il gatto che camminava da solo" cover Rudyard Kipling (Garzanti)Recensione di Patrizia Debicke

Perché il Dromedario ha la gobba? E perché l’Elefante, ha la proboscide? Per appagare la curiosità di Josephine, la sua figlia maggiore, Rudyard Kipling scrittore e raffinatissimo illustratore di se stesso scrisse e illustrò questi racconti, servendosi delle sue favole educative, talvolta forse un po’ moraleggianti e ufficialmente destinate ai piccoli ma anche per parlare ai grandi. Impareremo con Josephine dunque la ragione delle macchie del Leopardo e tanto altro. Ma qui una spiegazione si impone: siamo in piena epoca vittoriana, la Britannia ha conquistato l’Impero, il tono della narrazione è troppo paternalistico? Colonialista? Forse, ma pensiamo a un’altra epoca e a diversi parametri comportamentali: meno tabù o per lo meno completamente diversi. Tutto questo ci viene chiarito da Alberto Mattioli che, nella sua gustosa introduzione, esalta il disegno di Kipling scelto per la copertina dei racconti, facendoci notare che è anche il logo del Kattenkabinet di Amsterdam, la splendida casa borghese dell’Herengracht 497. E proprio partendo da questa copertina parlante facciamo intanto conoscenza con il misterioso, enigmatico Gatto che cammina da solo.

In queste pagine infatti, introdotte dalla arguta e di parte (del gatto) prefazione di Alberto Mattioli, prende vita tutto un mondo fantastico di animali parlanti: un mondo fiabesco che, «con un retrogusto surreale alla Lewis Carroll», promette di affascinare oltre ai bambini, anche la sconfinata tribù degli amanti dei felini di ogni taglia. E come se non bastasse la prima favola, Il gatto che camminava da solo ci lega indissolubilmente a Il Gattolico Praticante di Mattioli. Ma torniamo a Kipling e al suo gatto: “il disegno del gatto che andava in giro, mentre camminava selvaticamente per conto suo negli Umidi Boschi Selvatici e fa ondeggiare la sua selvatica coda”. Formidabile disegno ci fa ritornare millenni indietro nel tempo quando tutti gli animali erano esseri selvaggi, e l’uomo non conosceva ancora il tepore del fuoco, e la comodità di disporre di una caverna e di un giaciglio morbido. A dare il via al cambiamento, a fare i primi passi verso la civiltà fu la donna. Sissignori la donna con i suoi magici poteri e la sua capacità di farsi sentire e attrarre alcuni animali. Il primo ad avvicinarsi, come incantato, alla caverna degli uomini sarà il cane, al quale la donna garantirà abbondante cibo se di giorno aiuterà l’uomo a cacciare e la notte farà la guardia. Il cane diventerà il “Primo Amico” e per lui la donna si trasformerà da“nemica e moglie del nemico” in “amica e moglie del mio amico”. Il secondo a osare sarà il cavallo, attirato verso la caverna dal profumo di fasci di erba fresca. Anche il cavallo finirà col fare un patto con la donna e, nominato “ Primo Servo”, servirà in cambio di quell’erba e la donna non sarà più “nemica e moglie del nemico” bensì “amica e moglie del mio amico” Poco dopo, anche la mucca verrà conquistata dell’erogazione di erba fresca e in cambio consentirà di mungerla per avere il suo latte. La donna la battezzerà “Colei-che-ci-Dà-il-Buon-Cibo”. Pur testimone della stesura di ogni patto tra la donna e gli animali, il gatto, diffidente, è rimasto sempre nascosto, a spiare, senza mai avvicinarsi e intervenire. E quando il profumo del latte appena munto lo stuzzicherà spingendolo a farsi avanti,la donna gli comunicherà freddamente che non hanno più bisogno né di amici, né di servi. Ma il gatto la complimenta, la blandisce e, elogiando la sua saggezza e la sua bellezza, otterrà di strapparle una promessa: se saprà farsi lodare una volta potrà entrare nella caverna, se sarà lodato di nuovo potrà accostarsi al fuoco e se ci riuscirà per tre volte potrà bere il bianco latte della mucca. Ce la farà? Avete qualche dubbio?

Joseph Rudyard Kipling (1865-1936) è stato uno scrittore inglese, nato e vissuto molto in India. Considerato il “profeta” dell’imperialismo britannico, i suoi racconti e i suoi romanzi sono permeati di esotismo. Oggi è famoso soprattutto per Il libro della giungla.

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Una risposta a “Il gatto che camminava da solo” di Rudyard Kipling (Garzanti)

  1. Raffaella Tamba ha detto:

    Complimenti, Patrizia, per questa recensione! Ho letto tempo fa i racconti di Kipling, ma questa visione moderna e spiritosa fornisce una nuova chiave di lettura. E’ bello tornare di tanto in tanto ai Grandi del Passato, e se ci vengono presentati così, più che un ritorno….è un nuovo cammino.

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