GRANDANGOLO: “COME LA GRANDINE” di SILVIA ANTENUCCI (L’ERUDITA)

Risultato immagini per "COME LA GRANDINE" di SILVIA ANTENUCCIRecensione di Marco Valenti

Per chi, come me, lavora da sempre con la presenza costante della malattia al proprio fianco, libri come questo di Silvia Antenucci rappresentano istantanee, che pur se viste e riviste migliaia di volte, non mancano di lasciare il proprio strascico di empatica sofferenza.

“Come la grandine” affronta quella che è una delle prove più difficili tra quella che possono capitarci nella nostra esistenza, la gestione di quel rapporto, diretto o indiretto, con la malattia che si insinua nella nostra vita trascinandoci in un vortice da cui non sarà facile uscire, anche solo per riprendere fiato ed equilibrio. E lo fa con un racconto corale in cui le quattro voci che si alternano si sfiorano, si incontrano, si rincorrono e si scontrano. Saranno quindi Elena, maestra elementare alle prese con l’inaspettata malattia incurabile della madre, Pietro, medico dal passato tormentato con cui non ha mai fatto pace, Sophia, bambina che rischia di crescere tanto velocemente quanto male e Gabriele, giovane irrequieto alle prese con la solitudine dei tempi moderni.

Un romanzo che racconta la rinascita come superamento ed accettazione del dolore e ci incita a ricominciare a vivere nonostante la gravità del momento possa farci pensare che non ci siano vie di uscita e che non si possa tornare alla spensieratezza di un tempo. Sono quindi le nostre debolezze che possono portarci a ritrovare la nostra autentica indole attraverso un percorso di purificazione che per quanto possa essere duro è assolutamente necessario. Come appunto la grandine “che picchia duro ma poi diventa acqua che scorre e ripulisce tutto” come sottolinea la stessa Silvia Antenucci nei ringraziamenti finali.

Il caos interiore derivante dalla difficoltosa gestione della malattia che travolge le nostre vite è un qualcosa che spiazza. Siamo talmente abituati a vivere vite che per anni scorrono quasi sottotraccia, senza emettere suoni, in un silenzio quasi irreale, in cui i giorni “scivolano via tutti uguali e uno nemmeno se ne accorge”. La vita esplode all’improvviso e tutto cambia. I protagonisti del libro [che poi fondamentalmente siamo noi, nelle infinite sfumature delle nostre esistenze, più o meno sovrapponibili alle vicende del romanzo] si ritrovano a gestire situazioni che non pensavano potessero sfiorarli, finendo per “tollerare cose che non di dovrebbe nemmeno pensare di accettare”. Ma la vita è questa. Occorre capirlo prima possibile in modo da non farsi trovare indifesi nel momento in cui ci dovesse capitare di trovarci in situazioni simili.

Anche perchè il dolore serve. Eccome se serve. Ci aiuta a restare vivi. Vediamo quindi di tenercelo stretto, conservandolo come una reliquia preziosissima. Al pari di quell’amore che ci permette di scalare le montagne. E come l’amore che non muore, ma muta, anche il dolore si adegua alle nostre vite plasmandosi a seconda della nostra risposta. Mettersi in gioco è ciò che conta. Le cose poi andranno nella direzione che il destino ha scelto. L’importante è non perdersi d’animo ma reagire, sempre e comunque. Perché la reazione è vita. E la vita è reazione.

E sono le reazioni dei quattro protagonisti a far sì che il romanzo vada dritto per la sua strada. Libero e spedito. Ognuno a suo modo, ognuno secondo le proprie capacità somatizza, elabora e reagisce a quel fato malevolo che si pone come ostacolo apparentemente insormontabile. La costante che li unisce è l’impossibilità di sapere come andrà a finire. Ma non è come detto poco sopra ciò che conta. Non si persegue un obiettivo. Non c’è un fine da raggiungere. C’è solo la necessità di crescere e di dare del tu alla vita, anche e soprattutto nei momenti di maggiore difficoltà.

Consapevolezza e cambiamento possono essere le parole d’ordine di questo “Come la grandine” che mi sento di consigliare a tutti coloro che pensano che “a me non toccherà mai”. La vita non fa sconti. A nessuno. E prima o poi viene a chiedere il saldo. Non fatevi trovare impreparati. Il conto potrebbe essere più salato del previsto.

Questa voce è stata pubblicata in recensioni: Grandangolo e contrassegnata con , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...