Sul comodino della Rambaldi: “Nero come la notte” di Tullio Avoledo (Marsilio Farfalle)

Risultato immagini per tullio avoledo marsilioTullio Avoledo – Pordenone – ha pubblicato: L’elenco telefonico di Atlantide, Mare di Bering, Lo stato dell’unione, Tre sono le cose misteriose, Breve storia di lunghi tradimenti, La ragazza di Vajont, L’ultimo giorno felice, L’anno dei dodici inverni, Un buon posto per morire, Le radici del cielo, La crociata dei bambini, Furland e Chiedi alla luce.

Il 31.12 1999, a poche ore dal nuovo millennio, lo zingaro Ramko incontra un albanese per concludere la cessione di un terreno in cambio di una sostanziosa busta di denaro. La busta contiene davvero il denaro pattuito, i mandatari hanno fatto le cose in regola, ma la trattativa si conclude con un accoltellamento. L’albanese si tiene i soldi e Ramko sparirà in una buca che lo sta già aspettando.

Questo è l’incipit di Nero come la notte che il lettore dimentica quasi subito per lasciarsi assorbire dalla storia dell’ex poliziotto fascista, razzista e tossico Sergio Stokar.

Anche se il lettore allenato sa che l’antefatto si ripresenterà nello sbroglio finale della matassa.

Da quel capodanno è passato qualche anno e il cinquantenne Stokar, che ha pestato i piedi alle persone sbagliate, si ritrova abbandonato in fin di vita alle Zattere di Pista, immaginaria cittadina del Nord Est. Un complesso di quattro edifici occupati da una comunità multietnica di immigrati irregolari privo di strade, fognature, elettricità e telefoni. La memoria di Sergio è andata a puttane. Non è in grado di ricordare com’è finito lì o forse non lo vuole ricordare. Quando è stato scaricato nella zona industriale era ridotto malissimo.

E le scale sono sul serio una specie di palestra, anche a farle in discesa. Scendendole pratichi il salto, per scavalcare gente che dorme a tutte le ore, a turno. E anche l’immersione in apnea, quando passi vicino agli urinali e ai buglioli che ai piani alti sostituiscono i pochi bagni che più in basso continuano, anche se non si sa per quanto a funzionare. Jean Mathieau, il vecchio che si occupa delle pulizie nella nostra sezione del piano, dice che anche a Versailles era così. – facci caso, quando visiti un palazzo antico. Niente bagni, letti dorati, mais pas de bains, niente bagni – l’analogia tra questo posto e una reggia finisce lì…

Se i pittori impressionisti fossero vissuti in questo quartiere, il loro consumo di grigio sarebbe stato a livello industriale. A tratti un guizzo di colore appare, ma è solo un trucco. Quel rosso in mezzo alle case in costruzione sembra un campo di papaveri, e per un attimo vederlo ti apre il cuore. Invece è un recipiente di plastica mezza sfondata, il relitto di un cantiere. I cantieri qui si aprono continuamente ma non si chiudono mai. I mezzi arrugginiscono o vengono rubati. Tutto si deteriora”.

Da anni la Giunta di destra ha deciso di abbattere Le Zattere per far posto a un nuovo complesso residenziale ma dopo la crisi del 2009 tutto si era arenato.

Per sopravvivere Stokar diventa sceriffo per conto del Consiglio che governa il complesso delle Zattere e si occupa di cose di poco conto, fino al giorno che gli viene chiesto di trovare l’assassino di alcune ragazze ritrovate barbaramente uccise. Un caso da risolvere alla svelta per evitare l’arrivo delle ruspe.

Gli omicidi, se portati all’attenzione della polizia e dell’amministrazione cittadina, potrebbero minare la sopravvivenza della comunità. Una comunità che sopravvive ai margini di una città che finge di non vedere e che adotta regole feroci. Dove l’equilibrio si regge su giochi di potere, interessi economici e compromessi. L’ecomostro Le Zattere è una città nella città, dove i poveri vivono in alto e i più fortunati ai piani bassi.

E Sergio vive al terzo piano grazie al lavoro che gli hanno affidato.

I membri del consiglio adesso vogliono sapere cos’è successo all’ultima ragazza morta. Una prostituta precipitata dal 6° piano. I vicini dicono di non aver sentito niente, ma qualcuno ha visto due uomini bianchi alti allontanarsi di corsa su una AUDI grigia alle 3 di notte…

Ecco un altro bravo autore per la bella collana Marsilio Farfalle che non sbaglia un libro.

Paola Rambaldi

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Una risposta a Sul comodino della Rambaldi: “Nero come la notte” di Tullio Avoledo (Marsilio Farfalle)

  1. patrizia debicke ha detto:

    Sempre bravo

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