“Ninna nanna per gli aguzzini di Lia Celi e Andrea Santangelo” (Solferino)

Recensione di Patrizia Debicke

Ritrovarsi intruppato tra ben settantanove candidati a un posto di vigile urbano di Montersperso, ridente paesino della Valrubia al quale il padre l’ha iscritto a sua insaputa, lui Marco Pellegrini ventiseienne studente fuoricorso da anni a Bologna, già per sè era stato uno choc. Ma poi guarda un po’ come era andata a finire. Aveva superato i quiz tipo patente, insomma lo scoglio dello scritto, senza infamia né lode. Beh ci credereste? E invece dovete perché l’orale poi era stata una passeggiata con davanti agli occhi, come una fulgida sirena il posto fisso che ormai lo stava implacabilmente fagocitando. E poi insomma aveva ricevuto l’annuncio di aver vinto il concorso. Lui, iscritto a storia antica all’università con il pallino del passato, il cocco del professor Melara, ma poi il suo mentore era morto prematuramente e era volato via con lui anche il sogno di Pellegrini di raggiungere una cattedra a Oxford. Da un giorno all’altro per lui: il vuoto e una totale abulia. Beh, dopo la cupa tristezza di due anni di questa solfa, suo padre, solido ferroviere in servizio, si era risolto a fargli tagliare i ponti con la melanconia e ora?

Ora si trovava pizzardone, pardon: vigile urbano, a Montesperso borgo montano dove aveva passato infanzia e giovinezza davanti al comandante dei vigili prossimo alla pensione, infilato il primo giorno o meglio dire travestito in una specie di divisa d’accatto da pubblico ufficiale: camicia azzurra, pantaloni scuri e scarpe in prestito, da guardia comunale (per avere quella regolamentare ci vuole il suo tempo) e come base logistica: a pensione dal vecchio nonno, padre di sua madre… Insomma un ritorno privo di gloria al natio paesello di Montesperso, incastrato tra i calanchi del’Appennino Tosco/Emiliano (pochi anzi pochissimi residenti fissi, duemiladuecento anime, con un’età media verso i cento, da Guinnes dei primati) che lo impegna subito in ben due lavori. Il primo vigile poliziotto-tuttofare della zona che vuol dire balia degli scolari, corriere dei medicinali per dottore e veterinario e ufficiale di collegamento con il vicino e ridente borgo di Vallettano, sede del presidio dell’Arma, ecc. ecc e badante di nonno Gualtiero, ottantenne che, come tutti i compaesani, dedica buona parte delle sue giornate, quando non piove, alla ricerca di cimeli della Linea gotica assieme al suo bastardissimo cane, glorificato dal nome Patton, detto anche Generale. La caccia ai cimeli della II Guerra Mondiale che hanno il loro prezzo su un fiorente mercato nero del settore è quasi l’unica cosa da fare, a parte giocare a carte, e lo sport preferito della zona. Insomma una vita anche troppo tranquilla, se si esclude e (io dico per fortuna), lo squilibrio ormonale provocato dalla presenza in comune della florida se disinibita novella sindaca Amati, ansiosa di regalare a Montesperso future attrazioni turistiche e i fortuiti incontri con la stuzzicante marescialla Mastrocuoco che comanda i carabinieri di Vallettano. Uniche piacevoli distrazioni: gli appuntamenti gastronomici con il vecchio gruppo di amici d’infanzia e la presenza in incognito nel paese di in famosissimo scrittore, in vacanza, nascosto nella splendida villa di un amico celebre chirurgo. Ma la pace di Montesperso sta per finire. Si comincia con una zuffa di immigrati, ospiti dei Tre castagni, vecchio albergo ormai fatiscente, struttura che ha visto giorni migliori. Ma quando poi l’albergatore Fabrizio Gironi, che li ospitava, prima sparisce poi viene trovato morto, con la testa spaccata in due come un cocomero, in un suo capanno, Monteperso volente o nolente entra di forza nelle pagine delle cronache nazionali e la relativa indagine tutta nelle mani dei carabinieri di Vallettano. Il Ris è in arrivo. Insomma all’arma, la gloria mentre al povero Marco Pellegrini spetta solo il caos di un cadavere tra le mani e una folla di giornalisti sotto casa. Maledizione però, non era proprio quello il genere di pubblicità che la sindaca e i pubblici amministratori sognavano per Mentesperso. Si arresta uno degli immigrati, ma Marco non è convinto della sua colpevolezza. Non sarà che gatta ci covi. Nei giorni precedenti a Montesperso giravano due tipi strani dalla testa rasata specie di naziskin. E l’albergatore morto aveva ricevuto la visita di una collezionista tedesco di storici reperti della II Guerra Mondiale. Certo è che negli ultimi tempi il morto si dava parecchio da fare. Parlava di vendere l’albergo o altro? Una pista da valutare seriamente sarebbe anche pensare a un coinvolgimento di giri neonazisti. Bisogna approfondire a ogni costo perché esistono strane confraternite che si dedicano a sacre rievocazioni hitleriane in costume. Ma forse quello che tutti davvero cercano è la fantomatica Caverna segreta della sedicesima, che dovrebbe nascondere i resti di un intero comando delle SS centrata da un obice alleato nel lontano 1944 ? Ma se così fosse davvero come ritrovarla? Primo e piacevolissimo giallo classico di Lia Celi e Andrea Santangelo, un’ironica commedia paesana ma con risvolti di un’inquietante attualità. con come protagonista un ‘giovane d’oggi’, all’inizio di una carriera di “giustiziere della sosta vietata” che sconfina accidentalmente nell’infernale girone dei casi internazionali, scenario rappresentato con efficacia da una spietata satira dell’universo dei nostalgici di regime.

Lia Celi, scrittrice, giornalista e autrice televisiva e Andrea Santangelo, saggista ed esperto di storia militare, hanno pubblicato a quttro mani diversi saggli di divulgazione storica, tra cui Caterina la Magnifica 2015, Casanova per giovani italiani (2016) e le due vite di Lucrezia Borgia (2019).

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