Sul comodino della Rambaldi: “Ballardismo applicato” di Simon Sellars (Nero Editions)

Ballardismo applicatoSimon Sellars – Melbourne, Australia – é scrittore, editor, fondatore del sito ballardian.com e curatore dell’antologia Extreme Metaphors: Interview with J. G. Ballard 1967-2008.

Ballardismo applicato di Simon Sellars, nonostante il titolo da manuale tecnico, è un’opera originale fuori dagli schemi. Racconta di un giovane ricercatore che fantastica di altri mondi e abbandona gli studi per passare da un lavoro all’altro senza prospettive, esplorandosi dentro senza risultati. Il tedio della vita nei sobborghi di Melbourne spinge la sua immaginazione verso nuovi territori fino a quando negli anni ’90 leggendo l’intervista di James Ballard rilasciata al rotocalco i-D ne è conquistato fino all’ossessione.

L’intervista era incendiaria: metteva in mostra tutta l’abilità di James Ballard nell’individuare con esattezza il momento in cui la tecnologia penetra la zona del perturbante. Descriveva nei minimi dettagli la forma che i social media avrebbero assunto quando sarebbero stati inventati vent’anni più tardi, senza sorvolare sulla devastazione psichica che il loro utilizzo avrebbe causato.

– La deregolamentazione delle onde radio – diceva – porterà a una deregolamentazione dell’immaginazione. Le persone si metteranno dietro uno schermo. Si trasformeranno nei programmi tv di se stesse – vedeva la televisione come un’estensione cyborg dell’occhio della mente… Infine si metteva a spiegare in che modo la questione del degrado suburbano fosse centrale nella sua opera… Per Ballard la distopia è un luogo in cui chiunque è perfettamente sano.”

Fino a quel momento Sellars non ha letto niente del famoso scrittore di fantascienza e comincia con Crash, un testo talmente depravato che la prima casa editrice lo rifiutò definendo Ballard uno scrittore oltre la malattia mentale.

Divenuto fanatico dell’autore si mette alla ricerca di segnali che spieghino il mondo attraverso l’opera del maestro. Un viaggio che lo porterà attraverso l’Australia, l’Europa e alcune isole del Pacifico per confrontarsi con l’iconografia del disastro assorbita attraverso: cultura Cyber, fantascienza distopica, UFO, violenza urbana, per non parlare di capolavori come: Mad Max, Crash, Condominio e La mostra delle atrocità.

Tanto che la relazione con l’opera di Ballard, nel tentativo di coglierne l’intima essenza, lo porta a perdere coscienza di sé. Per curarsi assume pillole che danno spaventosi effetti collaterali creando vuoti di memoria e disorientamento a discapito dell’ultimo lavoro part time presso un magazzino di cancelleria e riviste. L’emulazione sarà una tentazione forte e anche se non si è mai suicidato ci andrà vicino.

In Ballardismo applicato non sai cosa sia vero e cosa no e il personaggio stesso sembra scaturito da un’opera di Ballard.

Leggendo mi sono ricordata di Crash il film del 1996 di David Cronemberg tratto dall’omonimo romanzo. Coi suoi personaggi che nutrono pensieri morbosi durante incidenti stradali, che trovano sessualmente rilevante l’accostamento tra corpo umano e automobili come se la tecnologia aprisse nuove prospettive alla sessualità e le cicatrici ne aumentassero l’appeal.

Crash è l’erotismo che non ti aspetti. Un’opera che ti resta in mente.

E Ballardismo applicato è per gli amanti di Ballard, ma anche per gli altri.

Paola Rambaldi

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