“La bambina e il nazista” di Franco Forte e Scilla Bonfiglioli (Mondadori)

Risultati immagini per "La bambina e il nazista" di Franco Forte e Scilla Bonfiglioli (Mondadori)Recensione di Patrizia Debicke

Germania, 1943. Hans Heigel tenente addetto agli approvvigionamenti delle truppe nel presidio militare di Osnabrück, cittadina della Bassa Sassonia, fatica a confrontarsi con l’aggressività con cui il suo Paese si è rialzato dalla Prima guerra mondiale. Non la capisce e come il suo capitano Meyer, reduce della Prima Guerra Mondiale, non la condivide ma il timore di ritorsioni sulla sua famiglia con cui vive nel piccolo centro, lontano dagli orrori del fronte e dei campi di concentramento, l’hanno convinto a tenere per sé i suoi pensieri, condizionandolo in una imbelle e tacita convivenza con le politiche più aberranti del Reich. Lui deve reggere per sua moglie Ingrid e, soprattutto, per l’adorata figlioletta, la biondissima Hanne. Ma il destino non perdona, Hanne è ammalata, ha la tubercolosi e forse solo la miracolosa penicillina, un nuovo medicinale da poco in circolazione, potrà salvarla. Ma a Osnabrück non si trova. E invece forse a Berlino i suoi superiori, o magari gli alti membri delle SS più vicini al Führer potrebbero aiutarlo. Ma proprio là, dove si è recato mandato dal suo comandante, che ha già affrontato la perdita di un figlio colpito dalla tubercolosi, ha trovato solo un gelido muro di negazione.

«Non c’è spazio per la debolezza in Germania».

Sono momenti drammatici per lo stato maggiore. Gli alleati stanno vincendo ovunque in Africa e si preparano a sbarcare in Italia mentre l’Unione Sovietica, dopo la vittoriosa battaglia di Stalingrado, ha iniziato la sua controffensiva. Il Reich, anche se non vuole ancora ammetterlo, ha paura e le belve che hanno assunto al comando sono in preda a una folle e crudele furia distruttiva. Himmler ordina la fatale repressione della ribellione in atto nel ghetto di Varsavia e tutti i campi di prigionia della Polonia e il loro povero contenuto umano dovranno essere eliminati. Fino a che punto però si può arrivare in nome di una specie di quieto vivere? Hans Heigel arriverà a scoprirlo al suo ritorno a casa. Sua figlia è morta e sua moglie, non reggendo a quel terribile dolore, è ormai fuori di sé. Una insopportabile tragedia, a cui si può reagire solo con il lavoro e andando avanti in qualche modo ma a fine maggio con la definiiva caduta del ghetto di Varsavia anche la sua povera e grigia esistenza sarà messa in gioco. Il presidio militare di Osnabrück verrà chiuso e i suoi ufficiali riassegnati: il capitamo Meyer dovrà andare a Berlino per integrarsi nell’ Ordnungspolizei, la principale forza di polizia tedesca, soprannominata Grüne Polizei, Polizia Verde, per il colore delle uniformi e famosa per la sua violenza, mentre lui, Hans Heigel, dovrà invece trasferirsi in Polonia nel campo di sterminio di Sobibór. E là non potrà continuare a chiudere gli occhi e reagire solo come un automa di fronte alle mostruosità, all’orrore dell’incontrollabile massacro di cui la Germania nazista si sta macchiando. Dovrà per forza fare qualcosa, perché è come se Hanne, la sua bambina morta, fosse accanto a lui per scuoterlo e spronarlo. E quando, tra i prigionieri destinati a finire nella camera a gas, vede Leah, una piccola ebrea olandese bionda con gli occhi azzurri che somiglia come una goccia d’acqua a sua figlia, si trasforma in un altro uomo. Per lei oserà tutto, ma fino a che punto si può arrivare pur di proteggere qualcuno? Una bambina che il suo cuore ha istintivamente trasformato in sua figlia. Giorno dopo giorno, Heigel inventa sempre nuovi espedienti pur di strappare la piccola prigioniera a un destino già segnato. Per farlo dovrà costringerla a nascondersi in mille modi, dovrà fingere, ingannare la bestialità degli ufficiali, delle SS, e prendere terribile decisioni, destinate a perseguitarlo per sempre. Dovrà rischiare la sua vita, quella di altri e più volte anche quella della bambina… Appoggerà la rivolta e la fuga dei prigionieri, non esiterà davanti a nessun ostacolo, troverà persino il modo di portare Leah con sé durante il tormentato viaggio verso Majdaneck, il campo di morte a ridosso di Lublino Tutto, pur di non perdere un’altra volta ciò che ora sente di avere di più caro al mondo. Ispirandosi a drammatiche realtà, Franco Forte e Scilla Bonfiglioli con questo romanzo tragico, crudele e struggente, ci sprofondano nella infernale oscurità di una spaventosa pagina di Storia che oggi soprattutto con i venti di fanatismo tesi ad oscurarne la memoria, non si può e non si deve mai dimenticare. Ma persino nel buio più profondo e spaventoso si può e si deve sempre sperare. E ripetersi sempre: l’umanità c’è, esiste e può vincere.

Franco Forte è giornalista professionista, traduttore, sceneggiatore e consulente editoriale. Il suo esordio come narratore risale al 1990, con il romanzo Gli eretici di Zlatos (Editrice Nord). Ha pubblicato, tra gli altri, i romanzi bestseller Carthago (Mondadori, 2009), La Compagnia della Morte (Mondadori, 2009), Operazione Copernico (Mondadori, 2009), i cui diritti di traduzione cinematografica sono stati acquistati da Dino De Laurentiis, La stretta del Pitone (Mursia, 2005), Il figlio del cielo e L’orda d’oro (Mondadori, 2000) – da cui ha tratto uno sceneggiato TV su Gengis Khan prodotto da Mediaset – “China killer” (Marco Tropea/Il Saggiatore, 2000). Tra gli altri libri: Roma in fiamme, Il segno dell’untore (2013), Ira domini. Sangue sui navigli (2014).Nel 2016 è uscito per Mondadori Cesare l’immortale. Oltre i confini del mondo, primo capitolo di una saga che riporta in vita Giulio Cesare, cui segue nel 2017 Cesare il conquistatore. Alle sorgenti della vita. Sempre per Mediaset ha scritto la sceneggiatura di un film tv su Giulio Cesare e ha collaborato a serie televisive quali RIS – Delitti imperfetti, Distretto di polizia e Intelligence. Per la RAI ha scritto alcune puntate della fiction Alpha Cyber. Direttore responsabile della rivista Writers Magazine Italia (www.writersmagazine.it) ha pubblicato Il Prontuario dello scrittore, un manuale di scrittura creativa per gli autori esordienti. Ha curato antologie per Mondadori, Stampa Alternativa, Editoriale Avvenimenti e ha tradotto i romanzi Aristoi e Metropolitan di Walter Jon Williams (Mondadori), Meglio non chiedere di Donald E. Westlake (Marco Tropea Editore) e, dal tedesco, Q come Caos di Falko Blask (Il Saggiatore).

Scilla Bonfiglioli nasce a Bologna nel 1983, lavora come attrice e regista con la Compagnia Teatrale I Servi dell’Arte per la quale collabora inoltre nella stesura dei testi drammaturgici. Nel 2011 è tra i vincitori della competizione Saggi under40 promossa da Il Saggiatore con il testo Le Maschere di Athena, edito nel 2012. Finalista del Premio Elsa Morante nel 2005, ha pubblicato racconti in diverse antologie e sulle riviste Writers Magazine Italia e Robot. Nel 2012 pubblica Skylla e Karybdis in appendice a Segretissimo Mondadori, nel 2013 Pagare cara una pelle nell’antologia Giallo 24 su Giallo Mondadori e nel luglio 2014 il thriller storico La corte della seta esce nell’antologia Anno Domini (Mondadori), accanto a grandi nomi del giallo italiano.

Majdanek

Il campo di concentramento di Majdanek, il primo lager liberato dai sovietici il 22 luglio 1944 si trova nella periferia di Lublino, nella Polonia dell’est, ed è tra i meglio conservati di tutta la storia della Shoah, sebbene venga spesso dimenticato a discapito dei più noti Auschwitz, Mathausen o Dachau. La particolarità di Majdanek è il suo essere rimasto l’unico praticamente integro dopo la fuga dei nazisti. E tra tutte le sue baracche, ce n’è una speciale. All’interno domina l’odore del cuoio, ma un odore rancido e stantio che esce dalle enorme gabbie di ferro collocate al centro e piene di migliaia di scarpe di prigionieri.. Scarpe da sera, da tutti i giorni, da lavoro e da festa; bianche, nere, colorate e di ogni misura. Ma sono quelle più piccine a toccare di più la sensibilità di chi guarda. Ciò che fu allora Majdanek è riassunto brutalmente in pochi numeri…

10 i minuti prima di crollare al suolo delle camere a gas.

41 il numero del Blocco dove avveniva l’immatricolazione e la disinfestazione.

24 le ore necessarie per bruciare 1000 corpi.

270 gli ettari di estensione dell’intero campo.

700 i gradi impiegati per la cremazione.

730 i kg di capelli tagliati.

78.000 i morti.

800.000 le paia di scarpe ritrovate.

Questa voce è stata pubblicata in recensioni, Uncategorized e contrassegnata con , , . Contrassegna il permalink.

Una risposta a “La bambina e il nazista” di Franco Forte e Scilla Bonfiglioli (Mondadori)

  1. Ivana Daccò ha detto:

    Complimenti per la recensione, per la sua forza; e per un consiglio di lettura che mi pare importante. Da non perdere.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...