GRANDANGOLO: “ELEFANTE A SORPRESA” di JOE R. LANSDALE (EINAUDI)

Immagine correlataRecensione di Marco Valenti

Sotto le piogge tropicali dell’East-Texas, Hap e Leonard s’imbattono in una donna in fuga da una banda di malviventi dalla pistola facile. È albina, asiatica e ha la lingua mezza mozzata. Ma soprattutto, ha alle calcagna i sicari piú spietati della Dixie Mafia… questo recitano le note di copertina del recentissimo “Elefante a sorpresa” di Joe R. Lansdale. Il prolifico autore texano torna a distanza di meno di un anno da “Il sorriso di Jack Rabbit” e da “Sangue e limonata” e lo fa alla sua maniera. Ormai Hap e Leonard sono parte della nostra routine di ogni giorno. Sono i compagni di scuola che non abbiamo perso per strada nelle intersezioni con cui la vita ha cercato di sabotare il nostro viaggio. Sono il nostro alter ego ideale che fa emergere quella voglia di “mettere le cose al loro posto” che purtroppo le contingenze del vivere quotidiano ci impediscono di sublimare. Perchè, è inutile negarlo, vorremmo tutti, almeno per un giorno essere come Hap e Leonard, con tutto ciò che ben conosciamo e ne consegue.

“Non mi domando più perchè la gente faccia cose orribili, so solo che capita molto spesso”.

Non voglio dilungarmi sul titolo e sul suo significato. Lascio tutto a voi e alla vostra voglia di approfondirlo leggendo le 208 pagine del volume come sempre edito da Einaudi. Sappiate solo che ogni cosa sarà spiegata a dovere. Per quello che invece riguarda la trama tutto ruota intorno al ritrovamento da parte dei nostri “eroi” di una ragazza seminuda ed in stato di shock nel bel mezzo di una delle peggiori innondazioni della storia non solo dell’East Texas ma degli Stati Uniti interi. Alla ragazza è stata tagliata la lingua perchè non possa testimoniare contro gli il boss della locale Dixie Mafia. Hap e Leonard la caricano a bordo per metterla in salvo attirandosi però le ire della malavita che farà di tutto per riprendersela e farla tacere per sempre.

Non sono più gli Hap e Leonard di un tempo. Gli anni passano anche per loro. Ma ciò che non accenna a scemare è la loro voglia di “giustizia” ed il loro personalissimo senso etico. Per chi conosce il duo non c’è molto altro da aggiungere. Ci sono tutti gli elementi di sempre delle loro storie. Pallottole volanti, dialoghi surreali, donne irragiungibili dal fascino mortale, personaggi grotteschi che solo in Texas possiamo pensare di trovare. C’è la voglia di intrattenere, anche perchè come ha più volte dichiarato lo stesso Lansdale “non voglio fare grande letteratura, ma solo raccontare storie”. Ovviamente però, per chi pensa che tra le pagine di qualunque libro, anche quello più apparentemente scanzonato, debba trovarsi qualcosa che possa portarci a riflettere, anche qui c’è materiale su cui soffermarsi. Il suo “Non faticavo a immaginare che nel bel mezzo del Golfo del Messico si stesse scatenando una tempesta fuori stagione, forse un uragano pronto a inviare le sue truppe di riserva per darci un assaggio di quel che era in grado di fare e ricordarci cosí che, di fronte alla natura, non contavamo piú di una mosca.” che mette in bocca al buon Hap è una riflessione che ci mette con le spalle al muro, inchiodandoci alle nostre (ma soprattutto loro, visto che il primo tra coloro che negano l’esistenza di un problema climatico è il loro presidente) responsabilità. Senza tralasciare l’altra grande considerazione (tra le tante) che sempre Hap butta lì, come niente fosse: “Non era mai una buona idea presentarsi insalutati davanti casa di qualcuno, perché tutti ormai avevano imparato a vivere nel terrore grazie ai notiziari televisivi, e la gente che voleva sentirsi al sicuro si imbottiva di armi al punto di poter resistere anche a un’invasione di marziani. Se ci avessero visti sbucare dal bosco avrebbero potuto spararci senza preavviso.” La paura del “diverso”, dello straniero, ma anche solo dell’indesiderato che potrebbe tranquillamente essere il vicino di casa che ha bisogno di un paio di uova [“Funny Games” docet] è ormai insita in tutti noi. Chi più chi meno guardiamo all’altro pensando al modo per non farci fregare, perchè diamo per scontato che questo prima o poi debba comunque succedere.

C’è in chiusura l’ultima ma non meno importante riflessione sull’uso delle armi e su come le armi abbiano cambiato il nostro approccio alla vita. Hap si trova a dover decidere della morte di uno scagnozzo al soldo della Dixie Mafia e si trova quasi impreparato nell momento in cui deve premere il grilletto alle spalle di un uomo che sta fuggendo. Lasciarlo fuggire o andare contro quelle che crede siano le proprie convinzioni? Deve prevalere il nostro lato razionale oppure in alcuni casi dobbiamo mettere da parte la nostra etica anche a costo di portarci dietro il fardello di una scelta così importante.?

Non voglio andare oltre. Credo di aver detto anche troppo pur senza volerlo. Non vogliatemene, ma il buon vecchio Lansdale è uno di quelli scrittori che lasciano sempre il segno, anche quando meno te lo aspetti. In molti hanno criticato questo “Elefante a sorpresa” addittandolo come “povero” per la trama risicata. Io sono dell’idea che la trama sia solo una parte del romanzo. È ciò che ti lasciano le pagine di un libro ciò che conta. Non serve architettare soluzioni iperboliche e mirabolanti se poi non si ha nulla da dire e nulla su cui riflettere. Joe dai retta a un amico, continua così che ne farai di strada…

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Una risposta a GRANDANGOLO: “ELEFANTE A SORPRESA” di JOE R. LANSDALE (EINAUDI)

  1. patrizia debicke ha detto:

    Super

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