Sul comodino della Rambaldi: “Milano Pastis” di Davide Pappalardo (RaccontaMI)

Davide Pappalardo vive e lavora a Bologna e ha al suo attivo molti racconti e altri due romanzi: Buonasera (signorina) e Che fine ha fatto Sandra Poggi?

Milano 15 aprile 1964 – ore 16,28 – per 4 minuti Via Montenapoleone viene sconvolta dalle raffiche di mitra della rapina del secolo. Un manipolo di banditi, metà italiani e metà francesi, svuotano la storica gioielleria Enzo Colombo per un bottino in gioielli di 350 milioni di vecchie lire. Uno dei brillanti rubati vale da solo 80 milioni. Una cifra spropositata per quegli anni. Spropositata quanto quella del clamoroso furto nel Castello di Dresda nella sala delle Volte Verdi di qualche giorno fa.

Ma torniamo a noi, otto banditi a volto coperto a bordo di quattro Alfa Romeo Giulia – due bianche e due grigio scuro – assaltano l’oreficeria coi mitra in pugno.

Oggi al posto della gioielleria, in Via Montenapoleone 12, ci sono un negozio di orologi e una boutique.

«Per me è stata una signora rapina e quelli lì sono dei tipi in gambissima!» scriverà Dino Buzzati sul Corriere, raccogliendo il commento di un garzone di bottega che aveva appena assistito alla rapina.

Robert lancia sguardi verso Jo che passa il sigaro da un angolo all’altro della bocca.

– Perché tutto questo casino inutile e all’estero, per di più?”

– Perché dobbiamo terrorizzarli. Ogni volta che colpiamo devono avere paura. Deve venire a tutti la cagarella per la strizza. Devono filarsela a ogni nostro colpo.”

– A me sembra una stronzata.”

Il romanzo di Davide Pappalardo è liberamente ispirato alla vera storia della rapina. Milano fino a quel momento aveva visto solo una delinquenza da poveracci fatta di piccoli furti e scippi dove non si usavano armi. Ma da quel momento, col Clan dei marsigliesi in cerca di soldi facili in città, conoscerà la malavita organizzata e diventerà la città dei mitra segnando l’inizio degli anni di piombo

Milano Pastis segue le fasi preparatorie del colpo e ci fa conoscere meglio i due protagonisti: il cinquantenne Jo, detto il sindaco, da tempo alla ricerca della sterzata giusta per uscire dalla miseria e l’evaso Robert.

La progettazione vedrà gli inizi al bar di Jo: Le trois garçon, dopo l’andrenalinica fuga di Robert con la polizia alle calcagna. Uno dei tre evasi, gravemente ferito, non ce la farà.

Oggi non è filato tutto liscio. Didier è andato a trovare i suoi antenati e suo fratello è fuori che lo seppellisce e non credo sarà più dei nostri. E penso anche che Paul, troppo legato ai corsi, non ci seguirà. Abbiamo perso tre uomini validi in un colpo solo. E soprattutto Didier era un duro”.

Da vivo, però. Peccato che adesso è morto. Li sostituiremo. Le perdite sono fisiologiche quando si è in guerra. Comunque in giro ci sono tanti bravi ragazzi pronti a prendersi a coltellate per venire a fare i garzoni di bottega di Jo”.

Sarà Jo a proporre il colpo di cui tutti parleranno a lungo. Occorreranno 7-8 persone forse 12 e si farà all’estero. Serviranno uomini disposti a tutto che si facciano largo a colpi di mitra. Nel romanzo spicca anche la figura di Sherazade una giovane e bella magrebina desiderosa di rifarsi una vita.

Il colpo farà spazio ai nuovi malavitosi anni ’70. Saranno i servizi segreti d’Oltralpe a passare un’informativa ai poliziotti italiani per metterli sulle tracce dei colpevoli e addirittura anche Luciano Lutring, il solista del mitra, racconterà di aver aiutato i banditi francesi con una consulenza sui vetri infrangibili…

Bellissime le illustrazioni di Carlo Jacono in copertina e all’interno del libro, con tanto di riproduzione della copertina originale della Domenica del Corriere dedicata alla famosa rapina, una storia da conoscere per un Davide Pappalardo sempre bravo.

Paola Rambaldi

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