Sul comodino della Rambaldi: “Il mio terzo dizionario delle serie TV Cult” di Matteo Marino e Claudio Gotti (Becco Giallo)

Risultati immagini per "Il mio terzo dizionario delle serie TV Cult" di Matteo Marino e Claudio Gotti (Becco Giallo)Dopo il grande successo di pubblico dei primi due volumi, ecco finalmente Il mio terzo dizionario delle serie TV Cult, curato da Matteo Marino e Claudio Gotti a completare l’indispensabile trilogia con copertina e illustrazioni del bravissimo Daniel Cuello.

Ogni volume del dizionario è perfettamente autonomo dagli altri e presenta le schede delle migliori serie tv dagli anni novanta a oggi, per cui, volendo, potete anche scegliere solo quello contenente le vostre serie preferite.

Ecco i grandi nomi che hanno collaborato a questa edizione:

Barbara Baraldi, sceneggiatrice di Dylan Dog e autrice della serie thriller di Aurora Scalviati parlerà di Mindhunter. Francesco Bellu, archeologo e giornalista si occuperà della mia serie preferita: Rocco Schiavone. Eva Cabras parlerà di Girls. La stand-up comedian Tiziana Cardella si occuperà de La fantastica signora Maisel. Cesare Cioni, autore di Star Trek, ci trasporterà su Babylon 5. Alice Cucchetti e Ilaria Feole (che da anni seguo su Film TV) parleranno di Alias, The Wire, Big Little Lies e The Americans. Luca Di Natale ci metterà in sella alle Harley-Davidson di Sons of Anarchy. Elena Grassi rievocherà i fantasmi di The Kingdom. Nicolò Targhetta ci farà assistere a una spassosa chiacchierata su Ally McBeal. Lo psicologo Stefano Ventura citerà Vikings, The Night of e Misfits e non ultimo Ernesto Anderle arricchirà la scheda di Misfits illustrando l’album dei supereroi protagonisti.

A ciascun collaboratore è stato chiesto di dividere le schede in sette sezioni, sette punti di vista fissi attraverso cui analizzare ogni serie e per ciascuna troverete una guida veloce per conoscerle meglio. Verranno inoltre analizzate la sigla e la prima puntata, cercando di rispondere a domande tipo: come parte una serie cult? Qual è l’idea che ha catturato gli spettatori? Cosa decreta il successo di una serie cult?

Si studieranno i personaggi e ci sarà una sezione dedicata a tutti coloro che hanno pronunciato le battute folgoranti che ricordiamo a memoria, ma, cosa ancor più interessante: il passo falso, la buccia di banana, il punto preciso in cui una trovata ha segnato il punto di non ritorno per alcune serie facendo decadere l’interesse del pubblico.

Si darà inoltre la caccia a: somiglianze, ispirazioni, affinità elettive e influenze tra la serie trattata e altre opere, di qualsiasi tipo: film, libri, canzoni, fumetti e videogiochi.

Spesso è la serie cult stessa a generare mode, stilemi visivi e narrativi e a fare scuola.

«Nessun organismo vivente può mantenersi a lungo sano di mente in condizioni di assoluta realtà; perfino le allodole e le cavallette sognano, a detta di alcuni. Hill House, che sana non era, si ergeva sola contro le sue colline, chiusa intorno al buio; si ergeva così da circa ottant’anni e avrebbe potuto continuare per altri ottanta. Dentro, i muri salivano dritti, i mattoni si univano con precisione, i pavimenti erano solidi, e le porte diligentemente chiuse; il silenzio si stendeva uniforme contro il legno e la pietra di Hill House, e qualunque cosa si muovesse lì dentro, si muoveva sola».

Questo che avete appena letto è, nella traduzione di Monica Pareschi, il celebratissimo incipit del romanzo di Shirley Jackson The Haunting of Hill House (conosciuto in Italia per anni come La casa degli invasati e riproposto nel 2004 da Adelphi con il titolo L’incubo di Hill House).

«Credo che questo sia uno dei migliori brani descrittivi della letteratura americana», scrive Stephen King «il tipo di quieta epifania che ogni scrittore spera di ottenere: parole che trascendono le parole stesse per costituire un totale superiore alla somma delle parti». Non c’è da stupirsi, quindi, che la serie tv decida di iniziare proprio da lì: sarebbe come avere a disposizione «Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno…» e ignorarlo (un altro incipit che molti in gioventù hanno trovato spaventoso quanto e più di quello di Hill House).

Insomma per gli amanti delle serie TV, ma anche per gli altri, ecco un’ottima idea per i prossimi regali natalizi.

Paola Rambaldi

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