RubriCate: VENDICATEVI FIORENDO di Flavia Dragani (ALISE EDITORE)

VENDICATEVI FIORENDO

Pensieri sparsi di una sopravvissuta

all’abuso narcisistico

Immagine correlataSono stata a lungo indecisa, prima di recensire “Vendicatevi fiorendo. Pensieri sparsi di una sopravvissuta all’abuso narcisistico”, di Flavia Dragani, abruzzese trapiantata, anzi fiorita in Emilia-Romagna, se mantenermi su un piano di neutralità, come converrebbe a un recensore, o mostrare coinvolgimento. Ma questo non è un libro qualsiasi, sebbene le pagine siano limpide e interessanti, si leggano in un sorso, instillino nelle lettrici e nei lettori una forza scaturita principalmente da un luminoso, generoso intento salvifico. Questa è essenzialmente la testimonianza di una vittima di abuso narcisistico rinata più forte dalle proprie ceneri. 

Di una Fenice vocata a smascherare predatori interspecie paludati nelle proprie maschere, che puntano di volta in volta una preda, la seducono, la dilaniano, se ne nutrono e la scartano per passare a un nuovo distributore umano di energia, lasciando dietro di sé una scia di dolore, un cimitero sentimentale in cui finiranno per invecchiare e morire, costretti da una sorta di esiziale e tutto sommato banale ingranaggio interiore a ripetere sempre lo stesso copione.

“Vendicatevi fiorendo. Pensieri sparsi di una sopravvissuta all’abuso narcisistico” è una sorta di vademecum necessarissimo, da mettere in mano alle proprie figlie e figli, da far leggere nelle scuole. Un volumetto che ben illustra l’assalto degli psicopatici a vittime affettive ignare, strutturato essenzialmente in uno schema tripartito (cattura, predazione e abbandono) e le tecniche di manipolazione messe in atto, quali il trattamento del silenzio, il rinforzo intermittente, la triangolazione, il future faking, il love bombing, il vittimismo, il gaslighting… Mi preme ricordare che la manipolazione relazionare è abuso. È violenza psicologica. Quanti di noi hanno creduto di vivere una tempestosa relazione sentimentale, mentre erano, mentre eravamo, invece, nel frullatore di uno psicopatico torturatore annoiato che si divertiva a seviziarci stando ben attento a non lasciare segni sulla pelle? Perpetrando un gravissimo abuso nascosto, l’abuso di cui parla Shannon Thomas, nel libro che Flavia Dragani ha voluto omaggiare, riconoscente, denominando la sua pagina Facebook e il canale YouTube “Guarire dall’abuso Nascosto”. Una forma di invisibile violenza che produce danni cerebrali misurabili con la risonanza magnetica. Un abuso da cui nessuno è immune, che ha contraccolpi terribili sulla salute delle vittime. Che talvolta induce al suicidio. Che precipita le malcapitate e i malcapitati nel Disturbo da Stress Post Traumatico. Artefici di una simile devastazione sono i narcisisti perversi, una categoria particolarmente maligna di portatori di disturbo di personalità del Cluster B che, assieme agli antisociali, i borderline, gli istrionici, si relazionano alle persone affettive ed empatiche mettendo in atto una serie di tecniche di manipolazione finora poco divulgate in Italia, anche per colpa di molti psicoterapeuti che si ostinano a concentrarsi sull’intrapsichico, con la conseguenza inaccettabile di rivittimizzare le vittime. Tali psicopatici sono quasi sempre integrati nella società, ricoprono ruoli di responsabilità, possono essere professionisti, intellettuali, insegnanti, medici… hanno figli, famiglia e soprattutto passano per anime belle. Chi smania per apparire migliore del prossimo, talora coadiuvato da uno stuolo di complici denominati in gergo clinico “Scimmie volanti o Sicofanti”, è spesso scavato da un vuoto affettivo e ontologico. Non ama, non è. E mi riferisco al narcisista patologico, anaffettivo, egoriferito, animato da una profonda invidia per le persone empatiche e affettive, che seduce ponendole di fronte a uno specchio. Alimentando in esse l’illusione di aver incontrato finalmente l’anima gemella. Una tale mimesi, correlata a un iniziale intenso bombardamento di premure, denominato appunto “Love bombing”, installa nella vittima una sorta di ologramma che non ha un corrispettivo nella realtà. Nelle fasi successive della relazione abusiva, caratterizzata fondamentalmente da tre step: idealizzazione, svalutazione e scarto, la malcapitata o il malcapitato faranno di tutto, senza riuscirci, per ripristinare lo stato iniziale delle cose. Finiranno così per colpevolizzarsi, saranno colpevolizzati, credendo di aver rovinato l’idillio, in un lento ribaltamento dell’asse amoroso. Da fulcro delle attenzioni del manipolatore, la vittima si tramuterà così in un’affannata figura ancillare, perdendo, nella smania di compiacere l’insaziabile partner, parti di sé. Stravolgendo i propri valori, snaturandosi, scomparendo. Preventivamente isolata dagli affetti, annasperà in una dipendenza totale dal proprio aguzzino, dipendenza abbondantemente irrorata da uno sconquasso biochimico cerebrale. Ma non sarà ancora il peggio perché, a un certo punto, inevitabile, arriverà l’abbandono. Lo scarto. Un abbandono punitivo, che risonerà come sa deflagrare solo un Ghosting, la scomparsa dell’amato, il cui tragico corrispettivo è la nullificazione della vittima. Vittima dapprima idealizzata, poi balocco da sezionare, tradire, ingannare, e infine sostituita da altri trastulli umani destinati a subire la medesima sorte. E che dire dell’Hoovering, del ritorno dei narcisisti? Dei loro cucù (termine coniato dalla Dragani), delle passatine di fronte casa, delle telefonate mute e non, dei messaggi ricognitivi? Dei finti pentimenti e proposte di riprovare? Di questi orridi giri di giostra sempre più frusti e veloci, volti a ripetere senza variazione alcuna il ciclo dell’abuso, quando non mirano alla distruzione punitiva della vittima? Soprattutto se tale vittima ha ardito dire basta. Siamo allora al cospetto di una tremenda tipologia di ritorno narcisistico, denominata Hoovering maligno, matrice di tanti femminicidi. E quindi, come liberarsi di queste pastoie? Flavia Dragani lo spiega con il nitore della sua prosa, in cui riecheggia la passione della sua voce nei video su YouTube, che consiglio di vedere, così come raccomando di visitare la sua pagina Facebook “Guarire dall’abuso nascosto”, che vanta innumerevoli interazioni. Tecniche di emancipazione sono il No contact, il Sasso grigio, la Terapia, la condivisione, i gruppi di mutuo aiuto

Vendicatevi fiorendo” è un libro divulgativo chiaro, puntuale, efficace e indispensabile. Non un testo clinico, come la Dragani sottolinea, ma sorretto da un accurato lavoro di documentazione sui testi scientifici.

Chi tra noi dovesse cadere in una dolorosa confusione, nel ruminio ossessivo alla ricerca di spiegazioni dei comportamenti inesplicabili del proprio partner, potrebbe trovare le risposte che cerca nel testo di Flavia. Risposte inerenti alla meccanica dell’abuso relazionale, che può avere luogo non solo in camera da letto, ma tra familiari, negli ambienti di lavoro, nei luoghi deputati alla cura, nei contesti culturali, tra amici, in rete. Spiegazioni che spesso evidenziano l’assoluta irragionevolezza dell’insalata di parole degli psicopatici, della loro comunicazione manipolatoria, parziale, disonesta. Dei loro comportamenti contraddittori. Degli scoppi di violenza, i ricatti, i silenzi punitivi, i tradimenti, la menzogna patologica e costante. Tali spiegazioni si collocano nell’ambito clinico e, a monte, in quello etico e morale. Lo psicopatico, sempre consapevole della portata distruttiva dei propri agiti è infatti, principalmente, un molestatore morale.

Il salto analogico al concetto del Male di Sant’Agostino si prospetta a questo punto come una tentazione irresistibile. Il Male, nell’accezione di vuoto d’essere, che si attaglia alla personalità degli abusanti, plagiari e non senzienti, aggiogati al bisogno di scaldarsi al fuoco delle anime empatiche, disprezzate per la loro lealtà e sommamente invidiate per la capacità di provare sentimenti.

E qui mi fermo. I temi accennati sono ben sviluppati nel libro della Dragani, suddiviso in preziose sezioni esplicative. Corredato di un glossarietto sui termini clinici e di una interessante bibliografia, impreziosito dall’intervento di valenti psicoterapeuti e della prefazione della grande Shannon Thomas, “Vendicatevi fiorendo” è un’arma d’ordinanza che non può mancare nell’arsenale di tutte noi. Uno strumento di prevenzione e autodifesa.

Regaliamocelo.

Regaliamolo.

Caterina Falconi

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