Sul comodino della Rambaldi: “La città dei labirinti” di Kate Mosse (Newton Compton)

Kate Mosse – autrice di bestseller internazionali – ha venduto più di 5 milioni di copie in 38 lingue. I suoi romanzi includono la trilogia: I codici del labirinto, L’ottavo arcano e La notte degli innocenti e ha ricevuto l’onorificenza dell’Impero britannico per il suo contributo alla letteratura insieme ai colleghi Ken Follet, Jojo Moyes e Lee Child.

Franschhock 1862 – storia di un’eredità rubata 300 anni prima – Nel cimitero una donna, che stringe tra le mani un testamento, riconosce la lapide che sta cercando. Finalmente potrà rivendicare quel che le spetta. Dopo tre secoli giustizia sarà fatta. È stato commesso un grave sopruso in nome della religione, ma adesso il patrimonio e il buon nome dei Joubert potranno essere riscattati.

Ma mentre esulta un uomo la uccide a tradimento, impadronendosi del suo prezioso documento.

Carcassone 1562 – le tensioni religiose imperversano nel sud della Francia. Nel carcere dell’inquisizione torturano prigionieri per costringerli a rivelare il nome di chi ha trafugato la famosa Sindone di Antiochia, mentre il vero responsabile – l’ugonotto Piet Reydon – fugge cercando invano qualcuno in grado di aiutarlo.

Intanto la bellissima Minou Joubert – 19 anni – si è alzata all’alba per raggiungere la libreria del padre. Il negozio non le concede un attimo di respiro ed è angosciata per aver ricevuto una lettera anonima con scritto:

Lei sa che sei viva.

È quasi mezzogiorno. Nella locanda di fronte alla libreria gli uomini del Siniscalco danno la caccia al fuggitivo Piet tra una folla di curiosi. Il suo incontro con la figlia del libraio sarà provvidenziale per uscire vivo dalla città e lascerà un segno indelebile.

Piet si tolse il borsello che aveva in spalla e lo appoggiò adagio sul tavolo. Osservò la propria mano allungarsi, aprire pian piano la fibbia e infilarsi nella sacca. L’aria fremeva di attesa. Le dita di Piet afferrarono il tessuto delicato all’interno e lo portarono alla luce. Sembrava che la pezzuola chiara splendesse di luce propria e illuminasse l’umile stanza in penombra. L’ordito di seta e la trama di lino erano fragili al tatto. Osservò i delicati ricami che bordavano la sindone come se fosse la prima volta. La squisita grafia cufica non gli diceva nulla e al contempo tutto. Per un istante gli parve quasi di sentire il freddo della tomba e i profumi esotici della Terra promessa, degli uliveti e delle erbe amare del sepolcro. Peccato non fosse possibile… il tempo parve riaccelerare.

La sindone di Antiochia” mormorò Devereux, con sguardo avido “Sono anni che aspetto di vederla”.

Nel 1392 la reliquia era stata portata alla chiesa di Saint-Taur di Tolosa dai crociati tornati da Antiochia. Un brandello del sudario nel quale era stato avvolto il corpo di Cristo affinché riposasse nel sepolcro prima della Resurrezione. Si diceva che la sindone avesse compiuto innumerevoli miracoli.

Era la reliquia più sacra di tutte, quella che conferiva potere al suo possessore”.

Pubblicata in 42 paesi, Kate Mosse, è numero uno in classifica in Inghilterra e ha la dote di rendere avvincenti le sue storie anche agli occhi dei non appassionati di romanzi storici. Una dote non da tutti. Di gran lunga meglio di tanta concorrenza, i suoi fan non mancheranno di apprezzare anche quest’ultimo romanzo.

Paola Rambaldi

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