Libroguerriero Party 2019 – Il Reportage

Marilù Oliva con i premiati: Antonio Fusco, Gabriella Genisi e Alessia Gazzola

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(Foto di Claudio Guerra, Paola Rambaldi e Luciana Fredella)

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4 risposte a Libroguerriero Party 2019 – Il Reportage

  1. patrizia debicke ha detto:

    Splendida festa, grandissimo capitano

  2. PIERA CARROLI ha detto:

    Buongiorno a e buon lavoro Marilù,
    quanta energia – davvero straordinario ciò che riesci a organizzare!
    Un commento sulla domanda che mi hai rivolto:
    non basterebbero 100 tesi di dottorato a rispondere in modo esauriente e approfondito!!
    Anche perché non esiste un noir ‘anglosassone’ contemporaneo – anche nelle ex colonie esiste il noir in inglese – troverebbero offensivo che venisse descritto anglosassone, così pure tutti i celti: gli irlandesi, gli scozzesi… insomma, forse avrei dovuto risponderti così ma temevo fosse offensivo. Per quanto riguarda il noir ‘mediterraneo’, una definizione inventata all’estero -credo-, per descrivere una certa letteratura e un particolare cinema (non tutto) del sud Italia, Spagna, Portogallo, Balcani, Grecia, la Corsica in prevalenza, noir ma anche solare, dai toni a volte più vivaci (anche perché magari i contesti e i paesaggi lo sono, ma non sempre) del noir ‘nordico’ o scritto in inglese adesso. Poi se parliamo degli albori allora sì potrebbe forse essere possibile una analisi comparativa (inglese, francese, italiano).
    In breve, ‘noir mediterraneo’ è un’etichetta che non si può applicare a tutto il noir italiano, è molto più complesso il quadro… pensiamo solo al noir di Ilaria Tuti, un esempio lampante, ma anche al noir gotico e rurale di Eraldo Baldini che si rifa alle tradizioni celtiche o a riti e figure popolari della bassa Romagna. E AL TUO, che include il mondo e si apre al mondo… persino all’universo… L’UNICO con risvolti mediterranei sarebbe Lo Zoo, ambientato in Puglia, il quale include però anche temi universali e globali … si può continuare a parlare e scrivere per anni! Ma poi, anche il noir è una mezcla camaleontica cambia pelle repentinamente, e questo è il suo bello, che l’ha reso il genere più diffuso e più ‘immortale’ (come l’elicriso italiano e le sue proprietà, il suo potere) che potrebbe diventarne il simbolo?
    Grazie comunque per la bellissima festa e l’opportunità di introdurre per la prima volta MEZLA! il libro stesso è una mezcla di autori, stili, argomenti, viva!
    Un abbraccio
    Piera

  3. totenschwan ha detto:

    non vedo l’ora di fare la festa dell’anno prossimo

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