Forse ho sognato troppo di Michel Bussi e/o

Risultati immagini per Forse ho sognato troppo di Michel Bussi e/oRecensione di Patrizia Debicke 

Dodicesimo romanzo e nuovo giallo Michel Bussi, oggi docente in aspettativa dell’università di Rouen, perché ormai rubato alla cattedra dalla letteratura. Le più belle storie d’amore non muoiono mai. Continuano a vivere nei nostri ricordi e in alcune coincidenze talvolta crudeli che la nostra mente riesce a creare… La vita di Nathalie, hostess dell’Air France, scorre via senza scosse. È felicemente sposata con Olivier, un eccellente ebanista, vive con lui in una villetta sulle rive della Senna e ha due belle figlie di diciotto e ventisei anni: Margot e Laura. Laura fa l’infermiera, è sposata con un sergente della gendarmeria, Valentin e hanno due gemelli di quasi due anni. Margot invece sta ancora con i genitori ed ha tutti i pregi e i difetti della sua età. La vita di Nathalie, chiamata Nathy dai suoi e dagli amici, si divide equamente tra il suo amato lavoro di hostess, anche se tre volte al mese la fa volare all’altro capo del mondo, e la sua famiglia che sta crescendo.

Un quadro idilliaco che scorre su binari di una serena tranquillità, però… Però nella vita di Nathy c’è stato un punto oscuro, un buco nero di un anno circa, durante il quale qualcosa di meraviglioso, importante e indimenticabile è accaduto e tuttavia al quale ha scelto di rinunciare. Ma esiste, è reale. Venti anni prima infatti, un suo incontenibile colpo di testa sfociato in una relazione amorosa ha rischiato di distruggere la sua normalità di giovane moglie e madre. E all’improvvisa qualcosa torna da quel dolce e incancellabile passato e, una dopo l’altra, le capitano tutta una serie di strane coincidenze, come se il destino volesse farle fare un balzo indietro nel tempo, costringendola a rivivere tappa dopo tappa quella indimenticabile parentesi della sua vita. Nathalie deve confrontarsi con l’identico itinerario di viaggio di vent’anni prima, con tre voli in rapida successione tra loro che la portano a Montréal, a Los Angeles e Giacarta. Scali che erano stati testimoni della sua storia di amore con Ylian, il giovane biondo e geniale chitarrista. Non basta, anche l’equipaggio dell’aereo sarà lo stesso. Insomma sta accadendo qualcosa di molto strano e misterioso. È come se un diabolico piano la costringesse a ripercorrere i suoi passi, a rivivere e ricordare dubbi, fatti, parole e rinunce mentre e i particolari si fanno sempre più pericolosamente inquietanti. Chi e perché sta cercando di ricreare quella follia, quella appassionata parentesi che aveva quasi distrutto la sua vita? Il passato e presente rimbalzano da una pagina all’altra, in una partita di specchi tra il 1999 e il 2019, e si sfiorano ripetendosi in modo talmente matematico da sfidare ogni razionalità. Sono tutte straordinarie coincidenze, ma assommandosi come per magia diventano troppe. Nathy che non sa più cosa deve fare e pensare ora cede. Aveva giurato, aveva detto mai più, ma ora l’angoscia la costringe a rompere quel giuramento. Deve chiedere, deve sapere… Michel Bussi stavolta fa un patto con il lettore e gli regala una favola che lo porta per mano, nella breve notte estiva canadese a seguire la hostess Nathalie, che ha ceduto all’incantesimo delle antiche leggende Inouit, alla tenera tristezza di La vita è bella di Benigni e si è innamorata follemente di Ylian, il timido chitarrista e della sua melodiosa musica che incanta il cuore. Sogna? Forse troppo? Ma lo stesso raggiunge il suo scopo di fondere due forme di emozioni letterarie che di rado compaiono nello stesso romanzo: il malinconico pathos di una struggente storia d’amore senza tempo, permeata di musicalità e una trama gialla dove domina il sospetto, legato ai tanti eventi inspiegabili, delitti e manipolazioni da chiarire, Un cocktail intrigante ma pericoloso che si snoda in quattro tappe, Montreal, San Diego, Barcellona e Giacarta, , mischiando passione e suspense. Con la sua trama pur densa di colpi di scena, “Forse ho sognato troppo” volge spesso lo sguardo al romanticismo il che non impedisce tuttavia il finale a sorpresa targato Michel Bussi. Il titolo francese del romanzo “J’ai du rêver trop fort” è tratto dal grande successo degli anni 80: Vertige d’amour del celebre cantautore francese Alain Bashung. Mentre la musica della canzone Que restera-t-il de nous, nel testo scritto addirittuta il fil rouge che lega tutto il romanzo, è frutto di una collaborazione in note con Gouvain Sars e farà parte del secondo album del giovane astro nascente francese del palcoscenico.

Michel Bussi è l’autore francese di gialli attualmente più venduto oltralpe. È nato in Normandia, dove sono ambientati diversi suoi romanzi e dove ha insegnato geografia all’Università di Rouen. Ninfee nere (Edizioni E/O 2016) è stato il romanzo giallo che nel 2011, anno della sua pubblicazione in Francia, ha avuto il maggior numero di premi: Prix Polar Michel Lebrun, Grand Prix Gustave Flaubert, Prix polar méditerranéen, Prix des lecteurs du festival Polar de Cognac, Prix Goutte de Sang d’encre de Vienne. Nel 2016 le Edizioni E/O hanno pubblicato Tempo assassino, nel 2017 Non lasciare la mia mano e Mai dimenticare, nel 2018 Il quaderno rosso e La doppia madre e, nel 2019, La Follia Mazzarino.

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