Sul comodino della Rambaldi: “Per un pugno di cioccolata” di  Helga Schneider (Oligo)

Per un pugno di cioccolataHelga Schneider – Slesia – 1937 – Vive a Bologna e ha pubblicato libri per Rizzoli, Salani, Einaudi e Adelphi. Nel 2019 ha vinto il premio Renato Benedetto Fabrizi dell’ANPI perché “Propone ai cittadini del mondo e alle nuove generazioni la propria vicenda e quella della propria gente nel momento più buio della storia e dell’umanità”.

Per un pugno di cioccolata è una raccolta di dieci racconti brevi ambientati al tempo del nazismo. Prima, durante e dopo la caduta di Berlino. Dieci storie dirette che arrivano subito al dunque che ci raccontano:
Di una ragazzina che si lascia corrompere con dei cioccolatini dalla moglie di un uomo influente, che finirà per mettere nei guai il nonno.
Di una giornalista chiamata a intervistare un noto scrittore, ex SS, che ha creato grave danno alla sua famiglia.
Di un giovane ebreo nascosto in un seminterrato, svegliato dai topi che banchettano sul cadavere della madre, che dovrà decidersi ad uscire allo scoperto a costo di andare incontro a morte certa.
Di nonno e nipote che, dopo l’accerchiamento dell’armata rossa a Berlino il 16.4.45, dovrebbero presentarsi per l’addestramento al comando di zona ma decideranno di disertare…
Di un padre che promette alla figlia di 13 anni una bicicletta se gli porterà notizie sugli ebrei e la bambina pur di averla tradirà due amici…
Di un uomo che deciderà di tenere un cane in un rifugio contro il parere di tutti.
Di un crudele soldato di Stalin disposto a torturare e uccidere che tornerà a cercare la ragazza che ha violentato finendo col mettersi nei guai.
Di un reduce tornato dalla guerra con l’unico desiderio di ritrovare l’amata moglie che però è stata violentata da un russo e aspetta un figlio.
Di Edith e Martin che tirano avanti coi bollini elargiti dai sovietici e fanno la fila per un tozzo di pane. E anche se la guerra è finita lui crede che ogni temporale sia l’inizio di un nuovo bombardamento.
Di una donna imprigionata per 7 anni per aver distribuito materiale sovversivo che riconosce la figlia che credeva ormai perduta e scopre che la ragazza la odia.
Di gente che dopo tanti anni spera di recuperare vecchi rapporti, ma niente sarà più come prima.
Di una figlia disposta a perdonare la madre che l’ha abbandonata nel 1941 e che scopre di essere stata lasciata per servire la nazione…

“Tu eri… una SS e facevi la guardiana ad Auschwitz?” domandai, pensando per un istante di non aver capito bene.
“Sì, e ne ero fiera. Quella razza bastarda di traditori e parassiti doveva essere cancellata dalla faccia della terra!”
“Quale razza?”
“Gli ebrei! Il giudaismo avvelenava la vita sociale ed economica della Germania e se avessero vinto la lotta per la supremazia, il popolo ariano sarebbe stato destinato a soccombere”…
“Sei diventata seria, – constatò lei, accigliata – ho detto qualcosa che ti ha infastidita?”

Dieci storie toccanti che ci faranno seriamente meditare anche sull’attuale razzismo dilagante e sui potenziali rischi. Dieci storie che non ci lasceranno indifferenti.

Paola Rambaldi

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