“HEIMAEY” di IAN MANOOK (Fazi editore)

Recensione di Marcello Casalino

Torna il globetrotter del giallo. Dopo la fortunata trilogia mongola e lo spiazzante “Mato Grosso”, ambientato in Brasile, questa volta Ian Manook ci porta nella spiritata terra d’Islanda.

E’ un thriller di impatto ed effetto, con una cura maniacale dei dettagli.

Tutto parte da un carico di cocaina trafugata da un mozzo dopo uno scambio in mezzo al mare e dal ritrovamento di un cadavere spellato dalla cintola in giù.

Da quel momento ad occuparsi delle indagini è l’ambiguo ispettore Kornelìus. Con l’entrata in scena del giornalista Jacques Soulniz e di sua figlia Rebecca, legati da un rapporto di odio-amore, il thriller assume i connotati di una mappa di viaggio in un territorio aspro ed incantevole. Soulniz era già stato in Islanda quarant’anni prima ed ora vi porta la figlia nel tentativo di riconquistarne la fiducia.

I contorni noir riaffiorano allorquando la coppia viene seguita a distanza da una misteriosa auto il cui conducente non fa nulla per rendersi invisibile, pur non mostrandosi mai troppo apertamente.

Jacques Soulniz scoprirà di essere, suo malgrado, l’oggetto delle attenzioni di qualcuno per ragioni misteriose. Il rapporto tra il giornalista e la figlia ribelle, inoltre, è sempre in precario equilibrio, intaccato da complesse dinamiche relazionali e psicologiche. La loro è una storia di perenni malintesi.

L’ispettore Kornelìus Jakobson, protagonista del romanzo al pari di Soulniz, non è l’alter ego dello Yeruldelgger della trilogia mongola, nonostante le affinità fisiche. Al contrario di quest’ultimo, dotato di una morale immacolata, il poliziotto islandese è pronto a varcare la soglia della illegalità pur di raggiungere i suoi scopi. Corpulento come un troll, possiede altresì una sensibilità tale da portarlo a cantare il “krummavisur”, un motivetto folcloristico, in una corale di quartiere. A far da contraltare troviamo la poliziotta Botty, dotata di intuito, di senso del dovere e di uno straordinario spirito di sacrificio.

Il romanzo vede sfilare diversi personaggi descritti mirabilmente, dalla ragazza col caratteristico naso rosso dei clown al pescatore che parla ai corvi, fino alla super- freak Janis, ultima transfuga dell’era dell’acquario, nella cui casa si espandono le note dei Grateful Dead, di George Harrison, dei Jethro Tull, rimembranze felici di gioventù dello stesso Manook.

Non mancano continui riferimenti alla magia, e non poteva essere diversamente, essendo l’Islanda un “place of enchantment”. Lungo tutto il romanzo compaiono nomi e riferimenti alla sacra scienza che studia le relazioni dell’individuo con la natura superiore. Si parte dal Loki, il peschereccio scomparso all’inizio della vicenda, il cui nome è tratto dal dio del male della mitologia nordica, proseguendo con il “necropant”, sorta di stregoneria medievale, fino al “ginfaxi”, uno dei simboli della cultura runica, finendo col grido di Gunna, strega che bazzicava il territorio islandese, vagamente somigliante al lamento della Banshee dei miti irlandesi.

Certe scene descritte nella parte finale fanno tornare alla mente pellicole quali “Nelle terre estreme” di Sean Penn e “Gli Uccelli” di Alfred Hitchcock.

La difficoltà a fare i conti con il passato, quando il futuro non promette nulla di buono e attorno a noi non ci sono più sicurezze, ha una sola via di uscita: quella di trovare una riconciliazione con le questioni lasciate in stand-by da tempo. E’ questa la morale che predomina nel romanzo.

La vicenda narrata funge da ideale supporto alla psicologia dei personaggi. Manook cattura il lettore con una scrittura acuta, brillante ed apprezzabile. C’è la suspence, un intrigo notevole, con un finale drammaticamente positivo e c’è l’azione, che lascia l’attenzione del lettore decisamente sveglia.

Lettura autunnale corroborante.

 

Questa voce è stata pubblicata in recensioni e contrassegnata con . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...