“Gli illegali” di Piernicola Silvis (SEM)

Risultati immagini per "Gli illegali" di Piernicola Silvis (SEM)Recensione di Patrizia Debicke

In una piovosa serata napoletana di fine ottobre, due uomini parlano a bordo di una Porsche Panamera. Non si conoscono. Ma uno è il mandante di un omicidio, l’altro il killer designato per compierlo. Bisogna solo mettere a punto l’operazione ed è fatto. Due strisce di cocaina sniffate insieme sottoscrivono il patto. Appena il tempo di rifiatare e una telefonata alla vittima designata apre la trappola. Poco dopo, al secondo piano di un elegante palazzo, la mano del killer attacca e uccide, secondo le modalità concordare con il suo mandante, un vecchio prefetto ormai in pensione, Raffaele Esposito. La vittima è considerato dai più uno stimato e rispettabile ex servitore della nazione ma, negli anni di piombo, il prefetto Esposito era rimasto coinvolto negli sporchi giochi e nei rischiosi misteri connessi al potere romano. Il suo omicidio è avvenuto a Napoli in circostanze sospette. Esposito è stato ucciso con taglienti cocci di una bottiglia di birra che gli hanno reciso la giugulare.

Ci sono diverse potenziali piste da seguire, screzi domestici? E poi come dimenticare che siamo nel cuore pulsante dei conflitti tra camorra e stato. In quella Napoli dove la piazza pulita di tante bande criminali ha aperto la strada al dilagare degli inafferrabili e difficilmente imputabili mini delinquenti. Ma non basta perché, poco prima di essere vittima dell’efferato omicidio, il vecchio prefetto aveva dichiarato di volere pubblicare segretissimi documenti che avrebbero potuto coinvolgere certe massime personalità dello Stato. E sarà proprio quel movente, poco più che accennato, il cardine attorno al quale comincerà a ruotare tutta la trama. Per riuscire a individuare dunque il reale perché e i veri mandanti del delitto, il capo della Polizia invia a Napoli da Roma Renzo Bruni e la sua squadra, già conosciuti e apprezzati nei precedenti thriller dell’autore sulla mafia foggiana, “Formicae” e “La Lupa”. E da qui torna in scena come principale protagonista del nuovo romanzo giallo noir di Silvis: Gianlorenzo (Renzo) Bruni. Un nuovo romanzo che ospita complotti e raggiri e lo fa celandoli sotto i cordoni dorati della toga di legali e magistrati. Tuttavia per lo meno all’inizio, superata la pista domestica, le indagini della squadra di Bruni si concentreranno soprattutto sull’oscuro passato dell’anziano prefetto, ma presto finiranno con cambiare mira . Da quel momento, Bruni e la sua squadra nonostante gli squallidi tentativi di ricatto e depistaggio, dovranno scavare più a fondo, a 360°, in un giro che lega i torbidi interessi dei clan mafiosi a una magistratura corrotta e ad avvocati che hanno tradito la toga. Nel corso della loro inchiesta emergerà tutto quel marcio che circondava la vita di Esposito – compresi alcuni occulti intrecci tra Camorra, poteri locali e certi corrotti funzionari dello Stato – verranno a galla, in un frenetico susseguirsi di festini gay a base di cocaina e sesso violento. Il sacrificio dell’ex prefetto risulterà al centro di un folle quanto imprevedibile disegno criminale ideato da menti spregiudicate. Molto dovrebbe, anzi dovrà mutare, ma sarà mai abbastanza?. I problemi familiari e sentimentali di Bruni non sono cambiati e le brevi digressioni di pseudo relax – a conti fatti il “nostro” par sempre in grado di calamitare le figure femminili accanto a lui come api sul miele- servono forse solo ad acuire il suo senso di solitudine e impotenza, ma quella ormai è la sua scelta di vita. Una dura e difficile scelta, costi quello che costi, di convivere con la indefessa e pericolosa routine del poliziotto e di stare sempre all’erta dall’altra parte della barriera: quella della giustizia. Concludo con un sentito plauso a Piernicola Silvis che ancora una volta ha concepito un romanzo duro, scarno, con un ritmo serrato scandito dalla coniugazione al presente dall’inizio fino alla fine, troncato al momento giusto in brevi capitoli che mutano di continuo orizzonte narrativo. Un rapido ed efficace ruotare di ipotesi e di personaggi che si passano il timone, coinvolgendo fino in fondo il lettore nella sua nuova storia. Una scelta che fa maggiormente risaltare lo stile netto e inconfondibile dell’autore in un romanzo articolato, incisivo che mette a fuoco un certo caleidoscopico mondo della connivente e italianissima corruzione. Le passate esperienze di Silvis, come ex Alto dirigente della Polizia di Stato, offrono a “Gli Illegali” precisi particolari che lo rendono molto reale con tutti gli avvenimenti approfonditi e analizzati a tutto tondo.

Piernicola Silvis, foggiano, è primo dirigente della Polizia di Stato. Nella narrativa ha esordito nel 2006, con il romanzo Un assassino qualunque (Fazi), seguito da L’ultimo indizio (Fazi 2008). Tra gli altri suoi romanzi: Gli anni nascosti (Cairo 2010), Formicae (SEM 2017), La lupa (SEM 2018), Gli illegali (SEM 2019).

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