Sul comodino della Rambaldi: “La lista nera” di Harald Gilbers (Emons Gialli Tedeschi)

Harald Gilbers (Monaco di Baviera) – Regista teatrale, ha lavorato come giornalista di pagine culturali e per la televisione. I suoi gialli sono tradotti in francese, polacco, danese e giapponese.

Con Emons ha pubblicato i romanzi: Berlino1944, I figli di Odino e Atto finale.

6 maggio1946 – Il medico Oswald Klinke, reduce da un funerale, si accorge di essere pedinato. Da Pasqua in paese ci sono già stati tre funerali e sta rischiando grosso. Rincasare non passando per la strada principale è stata una sciocchezza. Finge di non accorgersi dell’inseguitore stringendo la pistola carica in tasca.

Il primo cadavere è stato trovato in una stalla col cranio sfondato da uno zoccolo e si è pensato a un incidente, lo stesso si è pensato per l’uomo morto nell’incendio del suo fienile e per quell’altro caduto su una falce.

Ma ogni volta l’assassino ha segnato le porte delle loro abitazioni. Anche sulla porta del dottore è comparso lo stesso graffito e deve assolutamente convincere gli altri a dire la verità prima che sia troppo tardi.

Sarebbe stato pressoché impossibile nascondere la gola squarciata del morto sotto il colletto della camicia buona. La vista di quella ferita aveva perseguitato il dottore nei giorni precedenti, due labbra aperte sulla carne viva, che lo avevano deriso per tutto il tempo in cui aveva esaminato il cadavere.

È quella la sua intenzione. L’assassino vuole che abbiano paura di lui. Altrimenti perché quei graffiti?” aggiunse perdendo un po’ il filo del discorso. Ritcher scosse energicamente il capo “Ma quelle sono ragazzate. Dev’essere stato qualche monello del vicinato”.

Quando Klinke aveva fatto visita ai familiari della prima vittima per informarli della loro perdita aveva notato il marchio dell’assassino, un semplice segno inciso sulla porta di casa…”

L’inverno del 1946 viene ricordato come il più freddo del secolo. È l’inverno della fame vissuto tra grossi problemi di approvvigionamento di cibo e carbone e prospera il mercato nero. Nella Berlino in macerie è appena cominciata la ricostruzione e da sei mesi l’ex commissario Oppenheimer lavora allo smistamento schede delle persone scomparse. I rilasci dai campi di prigionia sono cominciati nel maggio del 1945 e un tedesco su quattro risulta disperso o ha almeno un parente disperso.

Le ricerche fervono quando viene reclutato dal colonnello sovietico Askasov per scagionare un funzionario comunista accusato del brutale omicidio di un anziano che faceva mercato nero di sigarette.

In passato Oppenheimer ha già risolto un caso per il colonnello e viene assunto come specialista.

Oppenheimer non riusciva a capire perché la popolazione tedesca non provasse entusiasmo per la fine della guerra. Persino in coloro che durante i lunghi anni di oppressione avevano anelato alla liberazione dal nazionalsocialismo non vedeva un grande ottimismo. Forse parte di loro percepiva comunque la disfatta militare come un’umiliazione”.

Il morto giace nudo dietro i bidoni della spazzatura con braccia e gambe pieni di nomi incisi con l’inchiostro nero e un pezzo di carta bruciata in bocca. E sarà solo il primo di una serie di delitti legati a degli orrori commessi in passato…

Una storia di 434 pagine coi personaggi principali elencati in apertura come in un film. Gli eventi narrati sono in parte ispirati al massacro di Gardelegen del 13 aprie 1945, quando 1.016 prigionieri vennero bruciati vivi in un fienile. Un romanzo, dove forse anche gli assassini hanno le loro buone ragioni, che vi terrà incollati fino all’ultima pagina.

Che la lista nera sia con voi!

Paola Rambaldi

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Una risposta a Sul comodino della Rambaldi: “La lista nera” di Harald Gilbers (Emons Gialli Tedeschi)

  1. patrizia debicke ha detto:

    Un gran libro

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