Sul comodino della Rambaldi: “Giallo Venezia” di Nathan Marchetti (Fratelli Frilli Editori)

Risultati immagini per “Giallo Venezia” di Nathan MarchettiNathan Marchetti – Adria – 1973 – laureato in lettere moderne – diplomato in flauto traverso al conservatorio – Giallo Venezia. Un indagine del commissario Enzo Fellini è il suo primo romanzo.

Il barista dell’Hotel Levante, assorto nella sua lista di riapprovvigionamento alcolici, percorre i ventitre passi che lo dividono dall’ufficio della direttrice e per poco non ci resta secco nel trovarla morta accanto al cuoco.

Lo spavento è tale che deve farsi un paio di cicchetti prima di chiamare il 113.

No, non se li sta sognando: la Cristofori e Garavello sono lì, stesi a terra. Morti. Morti sul serio. Il barman ritira la testa. Chiude la porta. Si passa una mano sulla faccia. Guarda in giro. Nella hall: nessuno.

Sul molo, i gabbiani sono volati via. Oltre le travi: i passi felpati di Irina, cameriera addetta al primo piano. “Ir…!” No, non conviene chiamar gente. Gli altri sono sempre un problema. Ti guardano male, se attacchi a bere. E Procaccioni ne ha assoluto bisogno, in questo istante. Dio, se ha sete!”

A indagare viene mandato il commissario Enzo Fellini – quarantanove anni, una vaga somiglianza a Che Guevara, accanito fumatore di Chesterfield. Oggi di cattivo umore, un po’ per lo slalom tra le barche che ha dovuto fare per arrivare fin lì, un po’ per i turisti idioti che si tuffano nel canale e un po’ per colpa del questore Badalamenti e del quotidiano Venezia Notizie che cercano continuamente di metterlo in cattiva luce.

La hall piena di specchi dell’Hotel Levante poi lo mette subito a disagio, quasi si sentisse osservato.

Non sospetta minimamente di essere spiato dall’assassino che, dopo aver piazzato microcamere per tutto l’albergo, non ha ancora abbandonato il luogo del delitto. Ogni microcamera, collegata al suo smarthphone, sorveglia clienti e personale, comprese alcune cameriere che si prostituiscono.

Intanto la morte fa da sfollagente, i primi clienti abbandonano l’Hotel e il misterioso osservatore resta annidato nella stanza 309, una camera in attesa di ristrutturazione poco richiesta perché non dà sul Canal Grande. Dalla sua postazione assiste all’arrivo della scientifica. Vede e sente tutto e contempla il suo capolavoro soddisfatto, certo di non aver lasciato tracce.

Sui due cadaveri c’è già il medico legale Nora Paoletti. Da una prima ispezione sembra che la direttrice sia rimasta vittima di un veleno di origine naturale e che il cuoco sia deceduto per infarto.

E la scia di morte per il nostro commissario Enzo Fellini è solo agli inizi…

Ecco il caffè”, dice Nora Paoletti.

Chiudo il libro. Lo rimetto al proprio posto. Poi alzo lo sguardo. Salto sulla sedia.

Nora è completamente nuda. Da capo a piedi “Sei pazza?”

Bevi il caffè”.

Non crederai che dopo noi…”.

Stai zitto. Bevi”. In silenzio, assaporo il caffè. È amaro.”

Nathan Marchetti stila liste, si diverte coi dialoghi e il romanzo scorre come una sceneggiatura. La sua passione per il cinema trasuda da ogni pagina e non si ferma all’omaggio al famoso regista nel cognome del commissario. Nei ringraziamenti finali poi ho avuto un moto d’invidia. Due pagine fitte di nomi. Nemmeno nell’arco di una vita ho mai conosciuto tanta gente.

E Venezia con le sue calli e i suoi canali conserva il suo fascino immutato e fa venir voglia di tornarci.

Che la prima indagine del commissario Fellini sia con voi!

Paola Rambaldi

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