“Il mistero della vetreria” di Margaret Armstrong (Edizioni Le Assassine)

Recensione di Patrizia Debicke

Correva l’anno 1939 quando, in un soleggiato lunedì mattina del mese di marzo, la signorina Harriet Trumbull, abbiente newyorkese sulla cinquantina che si definisce senza remore zitella, di sana e robusta costituzione, decisamente colta, intelligente e brillante, educazione da college di lusso, linguaggio sciolto, ha accettato per “amichevole debolezza” di lasciare il suo comodo appartamento di Park Avenue per recarsi in campagna, a Bassett’s Bridge, tipico villaggio del New England del Cennecticut, accettando l’invito di una vecchia compagna di scuola, Charlotte Blair. E già in treno, in viaggio ancor prima del suo arrivo teme di essere stata avventata nel dire sì. Ricorda infatti Charlotte come una noiosa spilungona più interessata allo studio degli uccelli piuttosto che ai rapporti umani, che a scuola in classe avevano soprannominato il Fantasma, e prevede un soggiorno poco piacevole. Per fortuna, invece verrà rallegrato dalla presenza e compagnia di Phyllis Blair, giovanissima cugina di Charlotte, da mesi sua ospite e precettata per fare da autista. Phyllis, è innamorata di Leo, figlio di Frederick Ullathorne, il celebre artista del vetro, che ha trasferito in campagna il suo grande laboratorio di New York e, un pomeriggio, accompagna la signorina Trumbull e la cugina a conoscere il Maestro e ad ammirare la sua opera.

Ullathorne, uomo dal carattere duro e scostante, con l’aiuto di suo figlio e della sue maestranze specializzate, che strapazza e torto e a ragione, è impegnato da mesi nella realizzazione di uno splendido rosone dedicato al Buon Samaritano per la cattedrale episcopale di Saint Joh,. in Morningside Heights N.Y. Nonostante la sua fama di persona difficile, Frederick Ullathorne dedica alle ospiti tempo e accurate spiegazioni. Le successive giornate della prima settimana campagnola della signorina Harriet Trumbull proseguono serene, rallegrate soprattutto dalla presenza dei più giovani, ma domenica pomeriggio la vita tranquilla del villaggio viene stravolta da un omicidio… Nel forno del laboratorio infatti, dove si cuociono le parti dipinte delle artistiche vetrate di Ullathorne, vengono rinvenute delle ossa carbonizzate che secondo il dottore del paese, convocato immediatamente, si direbbero appartenenti a un essere umano anche se non può dire se uomo o donna. E solo giorni dopo, in virtù di una componente di una protesi dentaria, ritrovata da Leo Ullathorne , si scoprirà che quelle ossa appartengono al padre e proprietario della vetreria Frederik Ullathorne …. Il famoso creatore di vetrate era un uomo inviso a molti, soprattutto per il suo pessimo carattere. E poi i pettegolezzi di paese volano attribuendo, a caso e pericolosamente, accuse e colpe. Anche per questo non sarà cosa facile individuare chi l’ha ucciso. Le indagini della polizia, affidate all’ispettore Skinner, rognoso e poco ricettivo detective di città, languono paurosamente. Quando però i sospetti si addensano sulla testa del figlio del morto, Leo Ullathorne, la signorina Trumbull, che ha un debole per le indagini e tifa per un lieto fine della storia dei due ragazzi, nonostante i consigli degli amici che temono per la sua incolumità, decide di ficcare il naso nella faccenda. E, grazie alle sue intuizioni e alla certezza di essere più in gamba di Skinner, pian piano, allargando il tiro e approfondendo tutta una serie di particolari, riesce a ribaltare molte iniziali convinzioni o meglio arriva a “vedere ciò che altri non hanno visto”, scoprire l’arcano e finalmente incastrare il colpevole… Forse tutto non è come pareva? Ma chi è l’assassino? Un uomo? Una donna?? C’era qualcosa di tenebroso nel passato di Frederik Ullathorne? Un piacevolissimo e stuzzicante giallo vintage con una sfiziosa ambientazione anni 39 che ci rimanda nostalgicamente a una felice America, ante seconda guerra mondiale, un mondo lontano, dimenticato e ormai irricuperabile.

Margaret Armstrong nacque nel 1867 a New York da una famiglia socialmente molto in vista. Per gran parte della sua vita fu illustratrice molto apprezzata di copertine in stile Art Nouveau e solo in età avanzata si dedicò alla scrittura, diventando un’esponente tardiva della Golden Age. Scrisse infatti solo tre romanzi gialli che trovarono un’eco molto positiva nella critica; tra i suoi lettori ebbe anche Agatha Christie. Haycraft, uno dei maggiori studiosi del genere giallo, la considerò tra le migliori scrittrici che ricorsero nei loro romanzi alla tecnica dell’HIBK (Had I But Know ovvero “se lo avessi saputo”), di cui un’altra autrice americana, Mary Roberts Rinehat, fu l’iniziatrice.

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Una risposta a “Il mistero della vetreria” di Margaret Armstrong (Edizioni Le Assassine)

  1. Ivana Daccò ha detto:

    Mi ci vuole. Credo che me lo leggerò, per colpa di questa bella recensione

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