Sul comodino della Rambaldi: “Il gioco del mai” di Jeffery Deaver (Rizzoli)

Risultati immagini per "Il gioco del mai" di Jeffery DeaveJeffery Deaver – Chicago – 1950 – Ex giornalista ed ex avvocato, ha abbandonato la carriera legale nel 1990 per dedicarsi alla scrittura a tempo pieno. È tra i più noti autori di thriller, ha raggiunto la fama mondiale con Il collezionista di ossa (2002). Tra i suoi ultimi romanzi, tutti editi da Rizzoli: Il valzer dell’impiccato e Il taglio di Dio.

I videogiochi fanno male? Lo dicevano anche del rock’n’roll. (Shigeru Miyamoto – Game designer della Nintendo)

Il gioco del mai è il primo romanzo della nuova serie di Jeffery Deaver che vede protagonista Colter Shaw, un cercatore di persone scomparse che si guadagna da vivere riscuotendo ricompense da polizia e cittadini privati, spostandosi da uno stato all’altro a bordo di un vecchio camper Winnebago.

Colter è temprato fin da bambino a contare solo su se stesso, sa seguire le tracce e conosce le regole della sopravvivenza, ma soprattutto sa cosa fare e cosa non fare mai.

Teddy e Velma lo aiutano segnalando le ricompense da inseguire.

Shaw non percepisce ricompense per il ritrovamento di un corpo, ma solo per il ritrovamento del soggetto in vita.

Dopo aver salvato l’area camper in cui soggiorna dall’incendio di un malintenzionato armato di molotov, Shaw, viene chiamato in California nella ricca Silicon Valley sulle tracce della studentessa diciannovenne Sophie Mulliner. Il padre offre 10.000 dollari per ritrovarla. La polizia non la sta ancora cercando. La considera la solita adolescente fuggita di casa. Ma sarà davvero così? Sophie ha forse seguito uno sconosciuto che l’ha ingannata? È perita in un incidente o ha già fatto una brutta fine?

Questi sono i quesiti a cui dovrà rispondere Colter dopo aver raccolto informazioni dal padre della ragazza.

…“Lei è un detective privato o qualcosa del genere?”

No. Riscuoto le ricompense offerte dalla polizia o da privati cittadini”.

E si guadagna da vivere così?”

Esatto”.

Mai sentita una cosa del genere”. Shaw gli fece il discorsetto. Non che avesse bisogno di convincere il signor Mulliner: non era mica un investigatore privato a caccia di clienti. Ma se davvero doveva cercare Sophie, gli servivano informazioni. E per avere informazioni era necessario che il padre cooperasse… “Ho riportato decine di successi in casi di persone scomparse. Porterò avanti le indagini e cercherò di recuperare informazioni che possano condurre al ritrovamento di Sophie… Io non salvo le persone, e non le convinco a tornare a casa se sono fuggite.”

Il padre sostiene che Sophie non può essersene andata di sua iniziativa, non avrebbe mai abbandonato il suo cane. Amici e conoscenti non ne sanno nulla. La madre vive lontana. Prima di sparire padre e figlia avevano litigato perché lui non l’aveva informata di aver messo in vendita la casa.

Colter Shaw scoprirà presto che la ragazza è stata rapita e che purtroppo non sarà l’unica.

No, non poteva ancora assolverlo completamente. Certo, aveva ammesso il titigio, e questo era incoraggiante. Mettendo sul piatto della bilancia anche l’impressione generale che Shaw si era fatto di lui, tendeva a concludere che non fosse coinvolto nella scomparsa della figlia. Tutta quella fretta aveva poi una giustificazione plausibile: la paura di aver spinto Sophie a scappare, consegnandola nelle mani di un assassino, di uno stupratore o di un rapitore…

Il rapitore ricrea nella vita reale i dieci livelli di un noto videogame che consiste nell’abbandonare la preda in un luogo sperduto con soli cinque oggetti per cavarsela. L’ultimo messaggio del gioco è Muori con dignità.

Un romanzo andrenalinico, che ha per protagonisti un videogioco e il tempo, che sa coinvolgere il lettore.

Che il nuovo protagonista di Jeffery Deaver sia con voi!

Paola Rambaldi

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Una risposta a Sul comodino della Rambaldi: “Il gioco del mai” di Jeffery Deaver (Rizzoli)

  1. patrizia debicke ha detto:

    super

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