Grandangolo: “IL TEMPO DELL’IPOCRISIA” di PETROS MARKARIS (LA NAVE DI TESEO)

Risultati immagini per "IL TEMPO DELL'IPOCRISIA" di PETROS MARKARISRecensione di Marco Valenti

Il tempo passa anche per il commissario Charitos. Nelle prime pagine di questo ultimo “Il tempo dell’ipocrisia”, il nostro è appena diventato nonno. Non ha però il tempo di godersi la nuova condizione. Una scia di morti inspiegabili stanno insanguinando Atene. La cosa più inspiegabile non sta nel fatto che siano tutti professionisti integerrimi, ma nella rivendicazione dei fatti, ad opera di un sedicente “Esercito degli Idioti Nazionali” che almeno in partenza fa tornare il pensiero agli anni del terrorismo politico.

Sarà come sempre il corso degli eventi a mostrare le cose per quello che sono in realtà, perché “a volte le spiegazioni sono semplici, e noi ne cerchiamo di complicate”. Il tutto mentre Charitos vede mutare anche la propria posizione lavorativa con l’imminente ed inattesa promozione.

Atene è dilaniata dalla crisi economica (mai definitivamente superata) e dal difficile rapporto con i vertici delle istituzioni europee. Come “le altre grandi città europee che si stanno trasformando in ghetti per ricchi” anche la capitale ellenica ricorda un tempo in cui “si combatteva perché i poveri potessero vivere un pò meglio, mentre ora i poveri si combattono tra loro per un posto da trecento euro al mese”.

È qui, in questo contesto, che si inseriscono “gli idioti nazionali” con le loro rivendicazioni volte a smascherare quel velo di ipocrisia che nasconde i problemi reali che i greci devono affrontare ogni giorno. Austerità, disoccupazione, salari insufficienti sono solo alcune delle problematiche sociali irrisolte. Il benessere di pochi attraverso il sacrificio di molti. Non c’è molto da aggiungere, credo che le cose siano fin troppo chiare, anche da noi.

Da sempre attento all’aspetto “sociale” Markaris anche in questo ultimo suo lavoro sfrutta il noir per tracciare un affresco sulla decadenza occidentale. Anche e soprattutto grazie alla sua vicinanza con la crisi che tocca noi stati del sud dell’Europa. Una situazione appunto “nera” sotto ogni punto di vista, da cui non si intravede possibilità di uscire. La forbice tra chi sta bene e chi fa fatica con il proprio salario a mantenere un livello dignitoso di esistenza si sta ulteriormente ampliando.

Markaris, cittadino greco nato però ad Istanbul da padre armeno e madre greca ha sempre definito il noir come caratterizzato da “cibo e città”. Anche in questo “Il tempo dell’ipocrisia” il primo non manca mai, soprattutto grazie alle delizie cucinate dalla moglie Adriana. Il secondo vede oggi come caratteristiche prevalenti urbanizzazione esasperata e corruzione di una città che sta affondando sotto una cappa di inquinamento. La sua è una voce sovrapponibile a quella del compianto Izzo, laddove Marsiglia ed Atene sono assolutamente speculari come lo sono anche i problemi di chi vi risiede e lotta per non morire. “I pezzi grossi stanno in ufficio perché tanto sanno che sarà difficile che gli tolgano la poltrona da sotto il sedere. I pesci piccoli, invece, chiacchierano per cercare di controllare l’ansia del domani”.

L’ennesimo ottimo romanzo di un autore che riesce sempre a stare al passo coi tempi ma soprattutto a trovare la chiave giusta per descrivere un mondo chiuso in se stesso che pare destinato ad un inesorabile declino. Sono anni che Markaris ci ha avvertito del rischio a cui stavamo andando incontro. In pochi però forse lo hanno ascoltato.

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Una risposta a Grandangolo: “IL TEMPO DELL’IPOCRISIA” di PETROS MARKARIS (LA NAVE DI TESEO)

  1. Ivana Daccò ha detto:

    Ho molto amato questo autore, arrivando a “trascurarlo”, diciamo così, per vera e propria saturazione. Bello questo post: credo proprio che riprenderò Markaris, ripartendo da questo romanzo

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