Sul comodino della Rambaldi: “L’ultima notte di Aurora” di Barbara Baraldi (Giunti)

Barbara Baraldi è autrice di thriller, romanzi per ragazzi e sceneggiature di Dylan Dog. Ha esordito con La bambola di cristallo sul Giallo Mondadori e ha pubblicato i romanzi: Aurora nel buio (vincitore del Premio Garfagnana in giallo) e Osservatore oscuro.

Dicembre. Aurora Scalviati, emotiva profiler presso il commissariato di Sparvara, accetta di raccontare il suo doloroso passato a Palazzo d’Accursio in una conferenza del Professor Menni, famoso esperto in disturbi post-traumatici. Aurora ha lottato a lungo contro un disturbo bipolare i cui disastrosi sintomi si sono presentati dopo una sparatoria che le ha lasciato una cicatrice sulla tempia sinistra e un frammento di proiettile impossibile da estrarre.

…”Superare un trauma può essere molto difficile a causa dei sentimenti negativi che tendono a manifestarsi senza preavviso” disse l’uomo seduto alla cattedra sovrastata dal grande affresco. Il pubblico che affollava la sala lo ascoltava con interesse. “A provocarli può essere una parola, una visione, persino un odore che ricordi l’esperienza vissuta, innescando un’associazione mentale che può avere effetti disastrosi sul benessere dell’individuo. Nel caso di sopravvissute ad aggressioni di natura sessuale, per esempio si ravvisa spesso uno stato di allerta permanente… Paura, vergogna, autocommiserazione, rabbia o senso di colpa accomunano tutti coloro che hanno vissuto situazioni di estremo pericolo…

Mentre Aurora esce dalla sala in cerca di un caffè resta colpita da una misteriosa ragazza dai capelli color inchiostro in sottoveste e felpa, un abbigliamento fin troppo leggero per quei giorni freddi, che le rivolge la stessa domanda che Aurora si fa da anni “Credi che si possa uscire davvero dal buio?”.

Diciotto minuti dopo la ragazza si getta dalla torre del palazzo sotto gli occhi terrorizzati dei passanti. Il caso verrà archiviato come suicidio, anche se Aurora non ne è per nulla convinta e si strugge all’idea di non aver fatto nulla per salvarla. La porta della torre era stranamente aperta e la ragazza presentava curiosi tagli alle braccia. Tutto in lei reclamava una richiesta d’aiuto che Aurora non aveva saputo cogliere.

Era la migliore quando si trattava di ricostruire il profilo psicologico comportamentale di un killer a partire dalle osservazioni sulla scena di un crimine. Del resto, almeno apparentemente, stavolta non c’era un killer a cui dare la caccia. Non se fosse stato dimostrato, com’era probabile, che la ragazza era sola e nessuno l’aveva spinta giù dalla torre…

Negli stessi giorni viene chiamata a investigare sul cadavere di un uomo trovato riverso nel fango sulle rive del Po a cui hanno rimosso la faccia. Qualcosa sulla scena del delitto le sfugge e questo sarà solo l’inizio della caccia al feroce killer, inafferrabile come il Grigione delle leggende che strappava la faccia alle sue vittime.

Per venirne a capo alla Scalviati non basterà la sua squadra e sarà costretta a scendere a patti col male accettando l’aiuto del famigerato Curzi, già conosciuto in Osservatore oscuro, chiuso in isolamento in una struttura psichiatrica, che come Hannibal Lecter per Clarice sembra l’unico in grado di capirla e di intuire le verità di questo complicato caso.

Terza indagine per Aurora Scalviati e già gli affezionati lettori, che sono tanti, si domandano se ce ne sarà una quarta. Rivedremo ancora Aurora? O le sue gesta sono destinate a concludersi in una trilogia?

Sono certa che lo scopriremo presto. Nei ringraziamenti la deliziosa autrice racconta di aver preso spunto per la ragazza dai capelli color inchiostro da un sogno e non manca di omaggiare l’amico Andrea Pinketts prematuramente scomparso di recente.

Che l’ultima notte di Aurora sia con voi!

Paola Rambaldi

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