Sul comodino della Rambaldi: “A metà del sonno” di Emiliana Erriquez (Les Flaneurs)

Emiliana Erriquez – giornalista – dopo aver vissuto per un breve periodo negli Stati Uniti si occupa a tempo pieno di traduzioni ed è libraia. E’ membro di EWWA (European Writing Women Association) e autrice del saggio Oriana Fallaci una vita vissuta in pienezza, vincitore del premio Giuseppe Sciacca 2006. 

Nel novembre 2009, a dieci anni dall’immane crollo che ha segnato Foggia, la giovane giornalista Giulia si accinge a intervistare Massimo, zio della sopravvissuta Ester, che all’epoca dei fatti aveva solo tre anni e che quella notte ha perduto entrambi i genitori.

Alle 3.12  dell’11 novembre 1999, in viale Giotto 120 nella periferia nord di Foggia, crolla uno stabile di sei piani e in 19 secondi muoiono 67 persone.

Si salvano solo in 9, oltre a una famiglia che dopo aver sentito strani rumori è fuggita appena in tempo.

A causa della presenza di persone sotto le macerie non vengono utilizzate scavatrici.

Vigili del Fuoco e volontari lavorano tutta la notte per rimuovere le macerie servendosi di cani da ricerca. L’incendio di alcuni materassi negli scantinati e un fumo densissimo complica ulteriormente il salvataggio. Le autopsie  sulle salme riveleranno che buona parte delle vittime è morta per asfissia per fumo e polvere nei primi due minuti dal cedimento. Per le cause del crollo vengono avanzate numerose ipotesi quali: dei lavori di ampliamento del garage sotterraneo, supponendo che fossero stati danneggiati o rimossi pilastri portanti, il tutto combinato con le abbondanti piogge dei giorni precedenti e con le condizioni geologiche del terreno che avrebbero reso insicura la struttura.

Alcuni parenti delle vittime dichiararono che fin dall’agosto precedente si sentivano scricchiolii e rumori nella struttura, e che erano stati notati disallineamenti nelle porte e nelle finestre.

La causa definitiva venne individuata nella scorretta esecuzione dei lavori di costruzione e nella pessima qualità dei materiali utilizzati. I costruttori dello stabile, che vivevano all’ultimo piano, perirono nel disastro. L’inchiesta, chiusa nel 2007, confermò che le cause del disastro risiedevano esclusivamente nella cattiva qualità dei materiali utilizzati. Il disastro portò a modifiche legislative relative all’ispezione degli stabili di vecchia costruzione e ad ulteriori garanzie per quelli nuovi.

Da allora Massimo ha allevato Ester come fosse sua figlia e un’emozionatissima Giulia si accinge a intervistarli. La città è in fermento per il decimo anno di commemorazione del disastro e i giornalisti sgomitano per intervistare i pochi sopravvissuti.

Giulia prepara in anticipo domande adatte per zio e nipote, che al momento dell’intervista sembrano inadeguate e chiede di Valeria, sorella di Massimo e madre di Ester. I due fratelli erano particolarmente legati e si amavano molto. Massimo l’aveva sentita per l’ultima volta la sera prima della disgrazia.

Ora Ester, grazie a Massimo, conduce una vita normale anche se è consapevole di quel che è successo. Non è facile crescere dopo aver perso entrambi i genitori. Da allora ne parla poco e si confida solo con la nonna.

Un vigile aveva sentito i suoi lamenti verso le 6 del mattino e l’aveva estratta dalle macerie.

Di quella notte la bambina ricorda solo l’odore di biscotti della mamma.

Indossava un pigiamino rosa.

Da tempo sua madre si era accorta di una crepa dietro la lavatrice, ma si era dimenticata di parlarne al marito.

È Massimo, che ha letto un libro di Giulia, a chiedere di scrivere la storia di Ester.

Nei ringraziamenti l’autrice cita i nomi dei protagonisti di questa disgrazia che poteva essere evitata e che resterà impressa nella memoria di tutti.

A metà del sonno ci parla soprattutto della consapevolezza del destino che può cambiare da un momento all’altro e dell’amore che ci salva sempre.

Che la sensibilità di Emiliana Erriquez sia con voi!

Paola Rambaldi

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