GRANDANGOLO: “DUE OMICIDI DIABOLICI” di RAFFAELE MALAVASI (NEWTON COMPTON)

Risultati immagini per "DUE OMICIDI DIABOLICI" di RAFFAELE MALAVASI (NEWTON COMPTON)Recensione di Marco Valenti

Secondo passaggio con la Newton Compton per Raffaele Malavasi. Dopo l’esordio del 2018 con “Tre cadaveri” eccolo nuovamente in libreria con il recentissimo “Due omicidi diabolici”.

Non l’ho commesso, padre, il peccato per cui chiedo perdono. Non l’ho commesso ancora”.

Questo il passaggio fondamentale dell’incipit che lascia subito intendere ciò con cui avremo a che fare. Un misto tra sacro e profano volto ad analizzare l’intimo dell’animo umano, mai come oggi perso dietro ad egoismi ed indifferenza.

Il romanzo riprende la linea narrativa del precedente con il medesimo trio di personaggi che continua a cantare e portare la croce. L’ex poliziotto che ha lasciato il lavoro dopo aver perduto la moglie nel corso di un’operazione in cui era impegnato e che cerca di limare un complicato rapporto con il figlio che cresce troppo velocemente. La cronista del giornale locale, punta di diamante della redazione che deve guardarsi le spalle dal nuovo arrivato, l’ennesimo raccomandato pronto a farle le scarpe alla prima occasione. Ed infine il poliziotto vero e proprio, l’ispettore ligio e rigido, il manifesto dell’efficienza delle forze dell’ordine.

Circondati da una serie di personaggi solo in apparenza minori che sapranno ritagliarsi il proprio spazio funzionale nella storia, i tre sono chiamati ad indagare in una Genova alle prese con la visita papale ad un duplice omicidio. Un prete esorcista ed una donna apparentemente integerrima, una vedova benvoluta da tutti, finiscono uccisi nel giro di pochi giorni. Peggio tra i tre andrà all’ex poliziotto che avrebbe dovuto provvedere all’incolumità del sacerdote assassinato e che si ritrova a doversi giustificare davanti ai suoi ex colleghi. Il tutto mentre la cronista di nera faticherà non poco a mantenere il proprio status di primadonna all’interno della redazione andando ben oltre quelli che sono i suoi compiti di giornalista.

Sotto il cielo di una Genova silenziosa che osserva pigramente lo sviluppo degli eventi senza interferire certa che la verità non potrà non emergere, si delinea uno scenario fatto di contrasti ed ammiccamenti, schieramenti ottusamente aprioristici, preti misteriosi e guaritrici ascetiche. E poi, come detto, c’è Genova, terra di contrasti, mai generosa con tutti i suoi disperati in cerca di salvezza. Sotto la canicola di un’estate precoce “la superba” svela il suo lato più oscuro che strizza l’occhio all’esoterismo dimenticando la cieca obbedienza ai dogmi religiosi. Il male emerge in ogni sua sfumatura scoprendo arcani impensabili.

L’uomo [a tutti i livelli ed in tutti i contesti] è di per sè fallibile. Avremo modo di tornare a riflettere su questo postulato diverse volte durante la lettura, pur se consapevoli che non troveremo il modo di porvi rimedio. È la natura stessa dell’uomo, immodificabile. Basterebbe saper convivere con le proprie debolezze e le proprie scelte. Ma non ne siamo sempre capaci. Esattamente come il protagonisti del romanzo. Siamo deboli ed insensibili nei confronti degli altri nostri simili a meno che non ci sia un tornaconto [più o meno evidente ed immediato] che ci spinge laddove il nostro cuore dovrebbe farci arrivare.

L’animo umano a me, a noi, tanto caro, ne esce tragicamente [e colpevolmente] ridimensionato e non solo da un punto di vista strettamente religioso. Anche se uno dei punti fondanti del romanzo è il [nostro] rapporto con la Chiesa e le sue ataviche ed immodificabili regole. C’è da capire quanto oggi ci si possa ancora accostare all’istituzione Chiesa con gli occhi carichi di ingenuità e quanto l’uomo che si nasconde dietro al prete abbia influenzato questo nostro approccio. Se il peccato è da sempre alla base della coscienza cristanocattolica forse oggi, nel 2019, abbiamo raggiunto un punto di non ritorno. Azzerare tutto e ripartire da capo non è e non sarà possibile. Che fare quindi? Non ne ho idea. Io mi limito a leggere dei libri e a pormi delle domande. E visti i tempi che corrono non è per niente poco, anzi.

Questa voce è stata pubblicata in recensioni: Grandangolo e contrassegnata con , . Contrassegna il permalink.

Una risposta a GRANDANGOLO: “DUE OMICIDI DIABOLICI” di RAFFAELE MALAVASI (NEWTON COMPTON)

  1. patrizia debicke ha detto:

    ok

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...