“Alle porte della notte” di Paolo Roversi (Marsilio)

Risultati immagini per "Alle porte della notte" di Paolo Roversi (Marsilio)Recensione di Patrizia Debicke 

Radeschi, Radeschi francamente ci mancavi. Sei cambiato, d’accordo, diverso, nuovo? Più riflessivo? Maturo? No, a ben vedere fa sempre capolino il ragazzo di provincia arrivato a Milano per fare fortuna come giornalista, ma anche il bersaglio sotto pressione di un invisibile e minaccioso nemico che gliel’ha giurata a morte. Stavolta con “Alle porte della notte si parte alla grande” mettendo in tavola una scenografica rapina in una gioielleria del pieno centro di Milano, insomma in via Montenapoleone il più costoso cuore dello shopping della città. L’allarme azionato a distanza che chiama al soccorso la polizia, pare scombussolare i piani dei due rapinatori, ma loro niente! Impavidi prendono una commessa in ostaggio, escono in strada, sequestrano armi in pugno il furgone di una lavanderia e dopo aver ingaggiato un conflitto a fuoco con i carabinieri, fuggono bruciando semafori e travolgendo ostacoli Ai terrorizzati occupanti del mezzo sequestrato i banditi si presentano come Luglio e Novembre. La loro fuga, che provoca senza pietà una sanguinosa e letale carambola che vedrà coinvolte volanti della polizia, auto e taxi, bloccherà Piazza San Babila, permettendo al furgone di dileguarsi nel nulla.

Una brutta storia che oltre a rovinare le programmate vacanze al vicequestore Loris Sebastiani, bruciato all’aereoporto mentre era in partenza con una polposa e giovane fiamma, per il Portogallo, darà il via a una nuova indagine che lo costringerà a coinvolgere, sempre in veste di consulente della polizia, l’amico, giornalista e hacker Enrico Radeschi. Scavando nel passato scappa fuori il probabile collegamento con un’altra rapina milionaria svoltasi ben quindici anni prima in Belgio, ad Anversa nel caveau del Diamond Center. Ma ci sono altre similitudini con quella quasi impossibile e memorabile rapina che non ha mai visto né ricomparire sul mercato il favoloso malloppo e né i ladri finire in galera. Allora uno dei banditi implicati era stato eliminato dai compagni, ma perché poi? Boh! E perché misteriosamente oggi le sue impronte vengono ritrovate su un monile della gioielleria di Montenapoleone che ha subito la rapina, abbandonato dai ladri? Il morto è risorto? È mai possibile? Una storia da brividi! Con l’intento di trovare il bandolo della matassa di questa incredibile e spinosa questione di impossibili impronte ricomparse dal passato e scoprire quale sia l’identità dei rapinatori di Milano, il commissario capo della polizia di Anversa invia in Italia la commissaire Julie De Vos, una sensuale poliziotta dell’Interpol per dare un mano e più a Sebastiani nelle sue indagini Anche con cena bagnata da champagne… e dopo si sa a letto in due si riflette molto meglio. Nel frattempo, Radeschi, che si è anche fatto coinvolgere dal suo amico e nume tutelare il Danese – il suo greco decisamente sopra le righe– in uno strano rapimento del pericoloso giro della mafia russa…. come se non bastasse deve assumere a pieno titolo il timone di Milano Nera perché Diego Fuster deve correre in Toscana ad assumere le redini degli affari e dalla tenuta in Toscana (produce Brunello) del miliardario paparino. Insomma capitano tutte a lui. Ma il caso della rapina alla gioielleria, costi quello che costi, andrà risolto in qualche modo. Gli anni passano, sono passati anche per Radeschi e il vicequestore Sebastiani. E pur volenti e nolenti si affermano con prepotenza. Restano certe vitellonesche abitudini. Sebastiani mastica ancora sigari e non smette di correre dietro alle sottane e Radeschi sogna le bistecche. Poi sempre cani per Radeschi anche se il labrador Buck ormai quasi in pensione è stato sostituito dal chihuahua Rimbaud. Regge gli anni il giallone e parte nonostante il gelido, glaciale direi, e nevoso inverno milanese. MilanoNera è diventata una testata web di gran successo molto seguita, con un redattore di pregio che si chiama Andrea e invece è uno schianto di ragazza. Prende peso e il dovuto spazio la figura del Danese che pare un diavolo incarnato o piuttosto un abile e donchisciottesco giostratore che non crede al destino. Ma stavolta potrebbe sbagliarsi? Che stiano rischiando di brutto tutti davvero? Che ne dite? Grazie Paolo alla prossima!

Paolo Roversi è nato nel 1975. Scrittore, giornalista e sceneggiatore, vive a Milano. Con Marsilio, nel 2015 ha pubblicato il dittico Città rossa, due romanzi sulla storia della criminalità milanese degli anni Settanta e Ottanta: Milano criminale e Solo il tempo di morire (premio Selezione Bancarella 2015, premio Garfagnana in giallo 2015). Per la serie con protagonista il giornalista hacker Enrico Radeschi, sempre con Marsilio ha pubblicato La confraternita delle ossa (2016), Blue Tango e Cartoline dalla fine del mondo (2018), La mano sinistra del diavolo (2019, premio Camaiore di letteratura gialla 2007). I suoi libri sono tradotti in otto paesi tra cui Francia, Spagna, Germania e Stati Uniti. Collabora con quotidiani e riviste ed è autore di soggetti per serie televisive e cortometraggi. È fondatore e direttore del NebbiaGialla Suzzara Noir Festival e del portale MilanoNera.

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