“Dodici rose a settembre” di Maurizio de Giovanni (Sellerio)

Risultati immagini per dodici rose rosse a settembreRecensione di Patrizia Debicke

Mina Settembre e gli altri sono personaggi che Maurizio de Giovanni ha già usato in precedenti racconti pubblicati per Sellerio. In Dodici rose a Settembre per la prima volta diventano gli interpreti di un romanzo. Un indovinato e irresistibile ventaglio di maschere farsesche che si muove agilmente sul palcoscenico di Napoli, città dolorosa e come la pietà michelangiolesca, spesso sfinita dalla tragedia. Ma una città che sa farsi anche criminale, crudele, spietata verso i deboli che de Giovanni non ci nasconde, anzi ci fa scoprire nelle sue pagine arricchite dal fiorito ironico dialetto, stravagante ma polposo linguaggio dei suoi personaggi di ogni livello sociale. Insomma un ventaglio che, con le tante sfaccettature delle sue storie, si allarga fino a diventare quasi un colorito emblema della difficoltà della vita. Per chi non avesse ancora incontrato Gelsomina Settembre detta Mina, assistente sociale di un consultorio napoletano, mi pare doveroso chiarire che è una borghese napoletana laureata, che lavora nei Quartieri Spagnoli, cosa che troppo spesso la costringe a impegnarsi in casi che chiedono giustizia. Ma Maurizio de Giovanni ci sorprende sempre.

Mina Settembre è una tosta che riesce a far fronte al suo lavoro difficile ovunque ma che purtroppo a Napoli deve subire anche la permanente carenza di personale e quindi non è in grado di fornire vera assistenza ed è sottoposta alla conseguente sfiducia degli assistiti (spesso più nolenti che volenti), che guardano come intrusi impiccioni quei poveri sottopagati impiegati disposti a farsi il mazzo dietro un tavolino. O peggio li considerano impiccioni che vorrebbero ficcare il naso in cose che non li riguardano. E come abbiamo fatto con Mina, presentiamo anche il suo diciamo “team” o improvvisato gruppo d’intervento in termini guerreschi. Sul lavoro colmo di buona volontà, da lei spesso scoraggiato (è fidanzatissimo con una collega in missione in Africa? e l’insicurezza affettiva di Mina non le concede di dargli spazio) il “dottore”, il ginecologo Domenico Gammardella «chiamami Mimmo», bello come il sole, per lei un gemello di Robert Redford, assolutamente ignaro degli effetti del suo fascino; «Rudy» (da Rodolfo Valentino per chi ne dubitasse) Trapanese, il quasi nano portiere dello stabile che si crede un adone con gli occhi sempre “appizzati” sulla sofferta ben oltre la quarta di seno, croce e delizia di Mina; e, più di lato, le irresistibili e spesso generose amiche di sempre con le quali Mina condivide ancora una inestinguibile complicità e amicizia dai tempi di scuola senza eh no! dimenticare il suo ex marito, il magistrato De Carolis, arrogante rompiscatole anche se ogni tanto vorrebbe far conciliare le leggi con la giustizia. Stavolta per tutti loro, baracca e burattini, Maurizio de Giovanni si è ingegnato a coinvolgerli in due quasi parallele corse contro il tempo. Infatti, prima ha impostato la trama di Dodici rose a Settembre legandola alle astruse e incomprensibili macchinazioni di un serial killer, un vendicatore, che seguendo un contorto e incomprensibile disegno – la causa di quella determinata follia omicida sarebbe qualcosa sepolto nel lontano passato – avvolge Mina nelle spire di uno schema di sangue, poi ci ha infilato una storia strappacuore di violenza familiare alla quale Mina deve porre assolutamente rimedio. E proprio lei, infatti, a cui non mancano certo le rogne personali, vedi madre in carrozzella con lingua biforcuta in perenne lotta con badante e che fa del suo meglio per guastarle ogni giornata, si coinvolgerà con l’aiuto della sua “squadra” al completo in un’avventura da cardiopalma. Anche se nel frattempo qualcuno ha cominciato a farle recapitare romanticamente ogni giorno una rosa rossa. Però Mina ignora che il suo ex marito magistrato, Claudio, sta indagando su un caso strano e difficile, su un inafferrabile e sconosciuto serial killer detto “l’Assassino delle Rose”, che sembra scegliere le sue vittime senza criterio e, dopo aver spedito loro dodici rose, le uccide. Ma ignora che la sua ex ne ha ricevute già undici e rischia di essere la prossima vittima. Il magistrato De Carolis dovrà fare alla svelta a e sbrogliare il mistero prima che venga consegnata la dodicesima… Grazie davvero Maurizio, mi hai fatto ridere di cuore con la tua nuova gustosissima avventura settembrina napoletana. Divertente, ricca di intelligente comicità, ironica, graffiante. La surreale ma plausibile caricatura di tutto un mondo che rimanda alla grottesca comicità di Paolo Villaggio con un lieve tocco alla Louis de Funès, senza dimenticare il napoletano giganteggiare dei de Filippo. A prestissimo spero.

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