“TEXAS BLUES” di Attica Locke (Bompiani)

Texas blues  by Attica Locke Bompiani GN7Recensione di Raffella Tamba

Pluripremiato nel 2018 (con l’Edgar Award e il CWA Ian Fleming Steel Dagger della Crime Writers’ Association) questo nuovo romanzo dell’americana Attica Locke inaugura una serie poliziesca che ha come protagonista Darren Mathews, ranger nella task force del corpo di polizia speciale americano con giurisdizione nel Texas. Il Texas, patria dell’autrice, è l’anima del romanzo, il Texas orientale in particolare, con i suoi paesi appoggiati sulle interminabili strade che attraversano un territorio ancora genuino, immutato laddove non vi sono grandi città e agglomerati industriali; il Texas dove sembra riaffiorare più spesso di quanto non si vorrebbe il ricordo di una cultura che ha troppo a lungo visto bianchi e neri divisi da astio e diffidenza, per potersi dire completamente ‘guarita’ da pulsioni di intolleranza.

In questo suggestivo ambiente, l’autrice colloca i suoi personaggi caldi, sanguigni, autentici. Darren, nero, è stato allevato dagli zii William e Clayton che sono stati per lui la stella polare della vita: uno poliziotto e l’altro avvocato, gli hanno presentato la doppia versione delle aspettative civili dei neri di oggi: “Secondo William, il ranger, la legge ci avrebbe salvati, proteggendoci, perseguendo penalmente i crimini contro di noi con lo stesso zelo con cui si perseguono quelli contro i bianchi”. Secondo Clayton, invece, l’avvocato, “la legge è una truffa dalla quale i neri hanno bisogno di essere protetti, perché le regole sono state scritte contro di noi fin dal primo tratto di inchiostro su una pergamena”.

Quando William è entrato nella task force dei Texas Rangers, uno dei primi neri a raggiungere quella posizione, Darren ha subito il fascino di un traguardo di vita che ha voluto imporre anche a se stesso. Abbandonati gli studi di Giurisprudenza che lo avrebbero portato a seguire le orme di Clayton come avvocato, ha preferito entrare nello stesso corpo militare di William, seguendo le sue di orme, fino a farsi ammettere anche lui nella task force, cioè nella squadra operativa. Questa scelta però si è rivelata una bomba sul suo matrimonio. Il rapporto sincero, fedele e profondo con Lisa viene sgretolato dallo sconforto per le sue frequenti assenze e la preoccupazione per i rischi connessi. Il destino condurrà Darren ad una situazione di coppia molto simile alla sua, ma invertita.

Tutto ha inizio con due cadaveri ritrovati a distanza di due giorni l’uno dall’altro nella melma di un nauseante canale della contea di Shelby, in uno minuscolo agglomerato rurale, Lark. Il centro della vita sociale di quella sperduta comunità è costituito da due locali: il ristorante di Geneva Sweet e la birreria di Wally Jefferson. Due locali completamente diversi, dagli avventori incompatibili: neri nel ristorante, bianchi, per di più affiliati ad una setta neonazista, la Aryan Brotherhood of Texas (ABT), nella birreria. Due mondi opposti che non dovrebbero mai venire in contatto fra loro. Ma un fatidico mercoledì sera un nero entra nella birreria e parla con una bianca. Poco dopo vengono ritrovati i loro corpi straziati.

Darren viene mandato sul luogo da un suo superiore che spera di far carriera con uno scoop su quegli omicidi. È quasi infastidito dalla richiesta che accetta controvoglia solo perché lo riporta in un contesto sociale simile a quello nel quale è nato e vissuto. Ma quando entra nel ristorante e ne conosce la proprietaria, l’anziana vedova Geneva, nonostante la freddezza e la chiusura che comunicano impenetrabile ostilità, percepisce a pelle la figura materna che non ha mai avuto: l’impronta delle origini comuni, la silenziosa caparbietà, la semplice ospitalità che si esprime non a parole ma a fatti, con un luogo caldo, una tavola, del cibo preparato in casa. Ed è ancora più deciso a scoprire la verità dopo aver conosciuto Randie, la moglie dell’uomo trovato morto, Michael Wright, completamente distrutta dalla perdita, chiusa in un silenzio pieno di rabbia. In risposta alla sensibilità di Darren, a poco a poco riesce ad elaborare quel sentimento e sostituirlo con un dolore più accogliente, che le farà sentire il bisogno di aprirsi, svelandogli un rapporto col marito molto simile a quello che al momento ha lui con Lisa. Costretta lontana da casa per mesi dal lavoro, conscia delle occasionali avventure del marito, aveva lasciato che il matrimonio si allentasse fino ad una separazione di fatto. Ma di fronte alla sua morte, in lei riemerge, travolgente fin quasi a soffocarla, tutto l’amore che ancora provava senza saperlo, insieme a rimpianti e sensi di colpa. Darren non può impedirsi di venire emotivamente coinvolto da quella sua disperazione, dal suo bisogno di qualcuno di cui fidarsi.Trovare chi ha ucciso Michael è a questo punto per lui una forma di protezione e di compenso per quel dolore.

L’altra vittima, Missy Dale, era una donna ancora giovane, molto bella, sposata a Keith, individuo meschino e violento, in rapporti con la ABT.

L’indagine di Darren è travolgente e rischiosa, ma le persone con cui si trova a parlare per riuscire a mettere insieme quei pezzi confusi degli eventi che hanno portato al duplice delitto, lo coinvolgono sempre più intimamente, per la potenza del retaggio antropologico che lo lega a quella terra, dove alla soppressione della schiavitù aveva fatto seguito un nuovo vincolo subliminale dei neri, dovuto al debito inevitabilmente contratto per l’insostenibilità del canone di conduzione del terreno concesso loro: “erano passati dalla padella alla brace, dalla certezza dell’inferno alla lenta, sfibrante tortura della speranza”. E quelli che ancora oggi erano lì, come Geneva, avevano espressamente scelto di rimanere, di non fuggire abbandonando la propria terra ma cercare di conquistarsi un ruolo sociale: “La convinzione di essere speciali, di avere la fibra per sopportare quel che altri non potevano, era il segno più marcato del loro adattamento alla vita in Texas. Si trattava di un’arroganza nata da autentica forza d’animo; una vena di testardaggine profonda sei generazioni; uno scudo omerico contro le gelosie meschine e le ingiustizie”. Darren percepisce tutto questo. Si sente a casa, in famiglia, vicino a persone come lui, e non permetterà a nessuno di far loro del male, di privarli dei loro diritti alla vita e alla giustizia.

Ma la giustizia non è una linea retta come la Highway 59 che attraversa il Texas orientale, perché non lo è stata la vita stessa di quella gente. A mano a mano che penetra la storia di quelle persone, Darren scopre un groviglio di vicende, un intreccio di relazioni che hanno stretto bianchi e neri del luogo in un viluppo di sentimenti proibiti, nascosti, svelati, vendicati. Sono impulsi potenti e primordiali e Darren, indagando “quell’intrico di legami famigliari di cui era intessuta la storia di quella piccola comunità, e i conflitti che ne erano scaturiti, fino a portare all’omicidio”, si trova di fronte alla fiera opposizione di quella gente, come se “giustizia e disillusione fossero intrecciate in modo così inestricabile, tanto da pensare che non valesse la pena di cercare l’una esponendosi all’altra”.

Darren deve, vuole sciogliere quel viluppo di segreti che gli abitanti sembrano preferire alla soluzione della verità. È la missione che ha scelto e andrà fino in fondo.

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Una risposta a “TEXAS BLUES” di Attica Locke (Bompiani)

  1. patrizia debicke ha detto:

    interessante

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