“Un’ombra nell’acqua” di Catherine Stedman (Longanesi)

Un'ombra nell'acquaCatherine Stedman (2018) Something in the Water. USA: Penguin Random House.

2019. Un’ombra nell’acqua Milano: Longanesi. Trad. di Luca Bernardi.

Quanto ci vuole a scavare una tomba? Ve lo siete mai chiesto? Be’, mistero svelato. Ci vuole un’eternità. Almeno il doppio di quello che pensate (p. 9)

L’autrice prosegue con la descrizione dettagliata delle emozioni e della fisica e biologia del corpo vivo che scava la fossa per il corpo morto:

un arcobaleno ti fluttua negli occhi: fosfeni dovuti alla stimolazione metabolica dei neuroni della corteccia visiva in condizioni di bassi livelli di ossigeno e glucosio. Ma intanto tu cosa pensi? […] la neurogenesi indotta dallo sforzo, insieme al ‘rilascio di endorfine in seguito ad attività fisica’, grande classico delle riviste sportive, isola il cervello dal dolore protratto e dalla tensione. La stanchezza è perfetta per zittire le emozioni. Che si tratti di correre o di scavare (pp. 10-11).

Dopo l’incipit mozzafiato il libro prosegue a mo’ di patinato romanzo rosa … e mi sono detta, va be’, è la solita English rose, di rara e delicata bellezza, colta e raffinata, che pensa di potersi cimentare in qualsiasi impresa, incluso il thriller. Ma mi sbagliavo.

Steadman, fin dal primo capitolo, contrappone l’accurata esposizione dello scavo alle facili rappresentazioni cinematografiche, sempre eseguite da uomini. Qui invece è Erin, protagonista narrante del romanzo – determinata a non cedere. Non manca il tipico humor inglese con qualche ombra di noir: Con quella forma squadrata [il frigo] non sfigurerebbe in un film di Kubrick. […] ricomincio a guardare la sagoma nascosta dall’incerata […] Chissà se è ancora caldo. Mio marito (p. 14).

Dopodiché, a mo’ di romanzo inglese del Settecento, il testo continua a ritroso per spiegare a noi lettori (a cui la voce narrante si rivolge per assicurarsi la nostra fiducia) le avventure della coppia perfetta – Erin, giovane documentarista e Mark, trader londinese – nei tre mesi precedenti. Ma possiamo confidare nella voce di chi racconta? Il dubbio tiene in sospeso il lettore fino al dénouement.

Il tempo narrativo è racchiuso nello spazio temporale di 3 mesi, ogni capitolo preceduto da una data e dall’avvenimento più importante, per esempio, “La mattina dall’anniversario”. La vita di Erin e Mark segue le tappe della tradizionale coppia altolocata londinese ma iniziano a emergere ombre dal passato ancor prima delle ombre nelle acque smeraldine del Pacifico. Proprio nel momento in cui ci si comincia ad annoiare, l’autrice abilmente stimola l’effetto magnete nella trama ‘rosa’ gettando, per così dire, una bomba nelle magnifiche acque pacifiche in cui nuotano i due Erin e Mark in luna di miele. Grazie all’intreccio che seguirà e che ha preceduto questo evento, Steadman stravolge l’ordine dei fatti per creare una storia avvincente, un’altra storia che spazia al di là dell’azione presente. Le decisioni di Mark e Erin inoltre inciteranno una catena di eventi al di fuori del loro controllo.

Nota per il ruolo di Mabel Lane Fox nella serie Downtown Abbey, Catherine Steadman ha conquistato lettori in tutto il mondo con questo suo primo romanzo tradotto in varie lingue. La trasposizione cinematografica avrà come protagonista Reese Witherspoone.

“Un thriller che brilla di una luce seducente e inquietante. Un’autrice da tener d’occhio” Kirkus Review.

“Scelte audaci, come l’attacco con la protagonista disperata che scava una tomba, fanno emergere Catherine Steadman tra gli esordiente che la vale la pena seguire” Publisher Weekly.

“Un’ombra nell’acqua nell’acqua è un romanzo travolgente. The New York Times.

Se gli encomi si riferiscono soprattutto alla bravura stilistica e narrativa della scrittrice, i miei elogi invece si rivolgono alla sua abilità ‘ritrattistica’. In particolare la protagonista Erin, imperfetta e unreliable, la sua professione di documentarista e le sue scelte, che la portano in contatto con foschi personaggi della malavita. Chissà, magari sarà proprio nelle prigioni londinesi che la nostra enti-eroina troverà di chi fidarsi. Come nei classici inglesi, la luce e il buio, figurano prepotentemente in questo thriller dalla meccanica quasi perfetta – ma non solo.

Recensione di dr. Piera Carroli, School of Literature, Languages and Linguistics, College of Arts and Social Sciences (CASS) AUSTRALIAN NATIONAL UNIVERSITY, CANBERRA, AUSTRALIA

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