“Una madre perfetta” di Kimberly Belle (Newton Compton)

Risultati immagini per "Una madre perfetta" di Kimberly BelleRecensione di Patrizia Debicke

Atlanta, Georgia: una normale gita scolastica di una scuola della haute, la Classical Cambridge Academy, avrebbe dovuto essere una normale escursione, una breve vacanza in campeggio. Una straordinaria esperienza per bambini delle elementari… . Per Kat Jenkins, orfana, oggi madre single che non naviga nell’oro, con per unico sostegno ma a distanza (vive nel Tennessee) Lucas, un vecchio amico di famiglia, Ethan, il suo bambino di otto anni, è l’unica cosa che conta, l’unica cosa buona che gli è rimasta di tutto il suo disastrato matrimonio con Andrew Maddox che prima del divorzio l’ha ingannata e soprattutto abusata moralmente e fisicamente. Ethan poi è un bambino speciale, piccolo e mingherlino per la sua età ma dotato di un’intelligenza eccezionale, quoziente 158, insomma è una specie di genio, ma non ha facili rapporti con i compagni che lo bullizzano e lo evitano. Restiamo a fianco di Kat Jenkins, Kat, la prima voce narrante, la mattina quando abbraccia suo figlio che sta per salire in autobus per andare al campeggio con i compagni e gli insegnanti. Sono diretti nei boschi che sovrastano Dahlonega, vecchia e famosa città georgiana della Caccia all’Oro.

Al suo ritorno a casa, una minuscolo proprietà di due piani in un quartiere di periferia che può appena permettersi, Kat lascia il telefono in cucina, sale in camera al secondo piano e crolla in sonno profondo. Stanchezza arretrata e stress, accumulato per il faticoso e difficile lavoro di consulente immobiliare, si fanno sentire, ma quando alle prime luci dell’alba viene svegliata da un educatissimo agente di polizia Brian Macintosh, si trova di fronte al peggior incubo che possa capitare a una madre: suo figlio è scomparso nel nulla dopo uno strano incendio dietro lo chalet che ospitava scolari e insegnanti. Suo marito Andrew non risponde al telefono, potrebbe averlo preso lui? Altrimenti la sparizione di Ethan è inspiegabile. Angosciata dall’accaduto, Kat si precipita sul luogo, ma ormai sono passate ore, è tardi: gli uomini dello sceriffo e i cani continuano a girare inutilmente a vuoto sotto la pioggia battente. Solo l’arrivo dell’amico Lucas, ex marine addestrato, un fenomeno per scoprire le tracce, riesce a seguire come fossero briciole una specie di scia di Pollicino lasciata da Ethan, ma le tracce si perdono nella foresta alle pendici delle montagne vicino a una strada. Nel frattempo Stef, Stephanie Huntington, la seconda voce narrante e moglie del sindaco di Atlanta, riceve una telefonata da qualcuno che afferma di aver rapito suo figlio Sammy, che era con Ethan nello stesso campeggio e assomiglia ad Ethan come una goccia d’acqua. Disperata e terrorizzata corre anche lei a Dahlonega per scoprire che invece che il figlio di Kat è stato preso al posto del suo. Era lui, Sammy, la preda designata. Stef è una donna ricca, sicura e abituata ad avere tutto. La sua alta posizione sociale la mette in una condizione molto privilegiata ma dietro le mura di casa sua è davvero tutto perfetto? Il fatto che Ethan sia stato portato via, credendolo Sammy, spinge Stef a dare un contributo alle ricerche. Sì certo Sammy è salvo, sta bene ma può aver visto qualcosa, riuscire a dare indizi sul rapimento di Ethan e forse qualcosa di piu?… Stef Huntington conosce appena Kat Jenkins, ha solo sentito voci sul suo traumatico passato. Le due madri vengono da due mondi completamente opposti, eppure le loro strade si incrociano per forza unendole in una disperata ricerca della verità e in una corsa contro il tempo. Il dramma, la collera, l’ansia, il sospetto e la sofferenza che bene o male le uniscono e coinvolgono emotivamente lettore mentre, man mano che si dilatano le ore, aumenta un senso di impotenza di fronte al rapimento e le ricerche sembrano a un punto morto. In caccia di risposte bisogna muoversi correndo contro il tempo, anche se il maggior pericolo potrebbe essere nascosto non su chi attira i peggiori sospetti ma invece dietro la sorridente facciata di persone vicine e di quotidiana fiducia. Un thriller intrigante, sostenuto da una scrittura brillante, da personaggi credibili e da una trama in cui l’autrice riesce a tenere alta la tensione, mettendo anche in evidenza il divario economico e sociale tra i sofisticati Huntingtons e Kat Jenkins, impegnata in un’impari lotta con l’ex marito con il quale sa di dover trovare un modus vivendi perché tirate le somme anche lui adora il figlio. Due protagoniste di polso, diverse tra loro ma entrambe forti e determinate. Un finale ben calibrato ma che già serpeggiando nelle pagine, aveva seminato elementi che consentivano di intuire una possibile e prevedibile soluzione. Ma l’epilogo, con la sua crudele realtà, completa al meglio e alla grande tutta la storia.

Kimberly Belle : autrice di bestseller internazionali. Il suo romanzo Il matrimonio delle bugie è stato semifinalista ai Goodreads Choice Awards, per la categoria Mystery & Thriller. I suoi libri sono apparsi nelle classifiche di «USA Today», «Wall Street Journal» e «Globe and Mail».

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in recensioni e contrassegnata con , . Contrassegna il permalink.

Una risposta a “Una madre perfetta” di Kimberly Belle (Newton Compton)

  1. Luisa Mariani ha detto:

    Affascinante il racconto che ne fa Patrizia Debicke. Invoglia a leggerlo. Da abile autrice di gialli c’introduce in una climax travolgente.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...