Sul comodino della Rambaldi: “Attacco dalla Cina” di Michael Dobbs (Fazi)

Michael Dobbs – 1948 – membro del Partito Conservatore inglese, è stato capo dello staff del partito durante l’ultimo governo Thatcher (1986-1987) e dal 2010 è membro della Camera dei Lord.

La sua trilogia di House of Cards, pubblicata integralmente da Fazi Editore, ha venduto milioni di copie in Inghilterra e Dobbs ha partecipato alla produzione e alla sceneggiatura della serie omonima.

Dopo Il giorno dei Lord, questo è il secondo capitolo della sua nuova serie.

Dall’autore della fortunata serie House of Cards ecco il secondo capitolo delle avventure di Harry Jones, ex militare e membro del parlamento britannico, che qui dovrà sventare un potente attacco cibernetico cinese in grado di provocare la terza Guerra mondiale.

Lo spietato leader cinese è deciso a distruggere  le  grandi  potenze  mondiali e, per scongiurare il pericolo, il Primo Ministro inglese convoca in un castello scozzese i leader russi e americani e il prezioso Harry Jones. Il presidente russo vorrebbe reagire con la forza, ma la Presidente americana è troppo sconvolta dai tradimenti del marito per concentrarsi come dovrebbe. Hanno da poco celebrato le nozze d’argento e il coniuge si è invaghito di una texana. Divorzieranno appena lasciata la Casa Bianca e punirlo adesso metterebbe in serio pericolo la sua presidenza.

Inizialmente gli attacchi vengono presi per guasti casuali dovuti all’incompetenza umana, solo col tempo viene percepita la vera pericolosità del nemico.

La Cina danneggia linee energetiche, centrali nucleari, mercati finanziari e sistemi informatici sanitari, causando black out ed esplosioni di reattori. Milioni di americani restano al buio. Gli inglesi che si collegano alle banche ricevono i dati di qualcun altro e i danni si accumulano.

L’attacco cibernetico non sarà semplice da combattere e solo Harry Jones potrà trovare una soluzione.

Attacco dalla Cina ci fa capire, in modo credibile, quanto i nostri destini dipendano dalle moderne tecnologie e dell’alto rischio di restare vittime, ogni giorno, della pirateria informatica.

Dai ringraziamenti di Michael Dobbs alla fine del romanzo:

Un paio d’anni fa mia moglie scoprì una voce inaspettata sull’estratto conto della sua carta di credito. Apparentemente aveva iniziato all’improvviso a giocare d’azzardo su Internet. Il mio cuore per un attimo palpitò, ma per fortuna lei fu subito in grado di dimostrare che quel giocatore appassionato, ma clamorosamente sfortunato, non era lei. Qualcuno aveva rubato i suoi estremi e si era introdotto nel suo conto. E poiché la carta era nuova di zecca ed era stata usata soltanto due volte prima di quella appropriazione indebita, sarebbe stato abbastanza facile per la polizia identificare il colpevole. O almeno così pensavamo. Purtroppo, invece, c’erano molte ragioni che impedivano di accertare la responsabilità. Una volta entrati nel mondo virtuale, spiegò l’agente di polizia, niente è più semplice come sembra…

Non avevo mai letto niente di Michael Dobbs, ma è subito riuscito a farmi sorridere a pagina 22:

Time in un articolo d’apertura intitolato Attacco Hacker, fece ricadere la responsabilità dell’onnipresente Microsoft, fornitrice mondiale di moltissimi codici sorgente. “Stiamo mettendo la nostra sicurezza in un unico paniere”, scriveva “e un bel giorno arriverà qualcuno che porterà via tutto quanto”. Eppure non avveniva solo in America. Il sistema bancario della Georgia rimase bloccato per 3 giorni, ma il fatto passò quasi inosservato, visto che molti nemmeno sapevano dove fosse la Georgia. E quando le elezioni parlamentari italiane si dovettero tenere da capo perché il nuovo sistema informatico per il conteggio dei voti depositò i risultati in un buco nero impenetrabile, nessuno fece troppo caso alla vicenda. Dopotutto, era l’Italia…

Un romanzo andrenalinico, che ben si presta a un film o a una nuova serie televisiva, che non deluderà i fans dell’autore.

Che l’astuzia di Harry Jones sia con voi!

Paola Rambaldi 

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