“La notte dell’uccisione del maiale” di Magda Szabó (Anfora)

Risultati immagini per "La notte dell'uccisione del maiale" di Magda Szabó (Anfora)Recensione di Eleonora Papp

L’uccisione del maiale, che dà il titolo al romanzo di Magda Szabó, è un evento rituale all’interno delle famiglie ungheresi, legate, anche se appartenenti alla piccola nobiltà, ad un’origine agreste e contadina. La ricorrenza è attesa fin dalle prime pagine e si concluderà, anche se in maniera diversa, cioè senza l’uccisione dell’innocente maiale. La notte dell’uccisione del maiale, infatti, è una sorta di giallo, un giallo con caratteristiche del tutto particolari: si percepisce che qualche accadimento terribile è destinato a verificarsi, ma non si conoscono né il nome della vittima, né le motivazioni che porteranno a un delitto quasi rituale. Si tratterà di un evento terribile, destinato a sconvolgere una cittadina di campagna situata nella grande pianura ungherese, all’interno della regione Hajdúság.

Il romanzo, che pure ha radici reali e possenti nell’Ungheria povera e miserabile dell’epoca, attraverso un sapiente gioco di flashback, spazia dalla fine della Prima Guerra mondiale alla vigilia dello scoppio della rivolta del 1956. In realtà però, dal punto di vista narratologico, l’opera si svolge nell’arco di due giornate. La vita di due famiglie risulterà sconvolta, quando accadimenti improvvisi porteranno in superficie terribili e dolorosi segreti, la cui presenza era avvertita, ma non nota a tutti i protagonisti. Due famiglie si fronteggiano: una nobile, composta di parecchie figure spietate, disperatamente sole, e una povera, non del tutto innocente. Le loro sorti però sono destinate a congiungersi in modo drammatico nel periodo storico che vede un’Ungheria povera e devastata fra gli anni Trenta e gli anni Cinquanta.

Uno dei protagonisti è János Tóth che è stato educato dalla madre vedova e povera a prezzo di immani sacrifici e rinunce, anche da parte dei fratelli Sára e Sándor. János Tóth, che ha una personalità scissa in due, dato che rivela apparentemente una insensibilità e un’ingratitudine nei confronti di coloro che si sono tanto sacrificati per farlo studiare, abbandona la madre e i fratelli dopo essere impazzito d’amore per Paula, Polika, la più giovane figlia del latifondista e agiato Kémery. La nonna austera, rigida e arida, cresce la ragazza insieme alla sorella maggiore e al fratello minore, a suon di bastonate, senza segno di affetto e con scarso cibo. A causa di queste privazioni morirà, praticamente di fame, l’eterea e gentile Veronka, la sorella di Polika, ma la sua figura aleggerà in tutto il romanzo, come un ricordo spesso amato, ma anche inconsciamente temuto dagli altri personaggi. L’altezzosa Polika, donna decisa e senza ripensamenti, si è avvicinata al maestro di casa di suo fratello, il Tóth appunto, spinta dal calcolo, ma da questo contatto il giovane János riceve solo disprezzo e frequenti umiliazioni. Fino a quando sarà possibile mantenere in piedi questa relazione dove per una parte l’amore rappresenta tutto e per l’altra metà non significa niente?

La notte dell’uccisione del maiale è il romanzo dei segreti sepolti: è, nel contempo, una storia criminale a tinte fosche e un dramma ciclico greco commovente. Come ho annunciato in precedenza, la storia delle due famiglie è scandita dalla violenza, dalla sofferenza, dall’iniquità e soprattutto dall’incomunicabilità che regna all’interno di questo ambiente chiuso e soffocante. La scrittrice dedica un capitolo a sé a ciascuno dei protagonisti: Questi capitoli, sfogo dell’anima, sono zeppi di riferimenti e di indizi, destinati a convergere e a rendere chiaro il quadro in cui i drammi si sono svolti e sono destinati a svolgersi. Anche se il matrimonio tra János Tóth e Paula Kémery, osteggiato fin dall’inizio, è l’elemento scatenante, benché sia avvenuto più di un ventennio prima, terribili drammi e sofferenze ci vengono comunicati attraverso una suddivisione in cui si riportano i ricordi pieni di amarezza, sofferenza, astio dei protagonisti: ne risulta una visione diversa di se stessi e degli altri. Ogni capitolo è dedicato a un personaggio diverso e alla sua visione delle altre figure di spicco. Il lettore è reso attivo nella ricomposizione del mosaico in cui spesso manca l’umanità. Sono i personaggi più deboli, Veronka, il defunto dottor Szalay, il medico dei poveri, Gyöző, l’infelice e reietto fratello Kémery, la serva Jolán, a sollevarsi in mezzo a un mondo di vittime e carnefici, in parte innocenti, ma anche colpevoli. Il periodo storico descritto nel romanzo infatti non è un’età dell’innocenza: è lo sfondo su cui vive una generazione incapace, probabilmente per l’infinita e squallida miseria che avvolge tutte le persone e le cose. Ci potrà essere un riscatto? Se il riscatto ci sarà, non sarà certo nel doloroso capitolo del Socialismo, seguito alla carneficina della Seconda Guerra mondiale.

La notte dell’uccisione del maiale è, dopo “Affresco”, il secondo romanzo della scrittrice Magda Szabó. La prima edizione italiana per la casa editrice Anfora è del 2011. La traduzione è di Francesca Ciccariello, la revisione e le note sono a cura di Mónika Szilágyi. È uscita a gran richiesta una nuova ristampa dell’opera nel dicembre del 2018 con un saggio inedito in postfazione, tradotto dalla bravissima Vera Gheno.

Come ha scritto Giulia Sperini, questo romanzo “ha la stoffa di un lavoro egregio e il sapore della magnificenza della sua splendida autrice che qui, in questo alto canto, ha lasciato vedere un buio – umano e sociale – che sanguina palpabili inquietudini e che illumina intime e piene riflessioni. Delizia per gli occhi e sussulto per il cuore”.

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