“Una favolosa estate di morte” di Piera Carlomagno (Rizzoli)

Risultati immagini per "Una favolosa estate di morte" di Piera Carlomagno (Rizzoli)Recensione di Marco A. Piva 

All’inizio dell’estate, nei calanchi tra Matera e Potenza, un’attrice e regista sta preparando lo scenario per il suo nuovo spettacolo. Ma il lavoro è interrotto da una scoperta sconvolgente: in un inghiottitoio, ci sono due cadaveri abbracciati.

Presto si scopre che si tratta di due persone soprannominate da tutti “gli amanti di Tinchi”: un architetto locale, che gestisce la maggior parte degli appalti per il rinnovo dei Sassi di Matera e la cui moglie è da poco scomparsa, e la sua amante molto più giovane, figlia di un notaio.

È incaricato delle indagini il dottor Loris Ferrara, il nuovo, giovane sostituto procuratore di Matera, trasferitosi da poco da Napoli nella speranza di avere una vita più tranquilla dopo un matrimonio fallito o in via di fallimento; con lui collaborano il vicequestore De Salvo della Squadra Mobile e l’ispettore Fanuele del vicino commissariato di Pisticci, due uomini concreti, intelligenti e preparati, ma soprattutto la figura centrale di questo romanzo, la dottoressa Viola Guarino, collaboratrice della Procura. Nata e cresciuta a Matera in una famiglia nella quale le donne hanno la fama di essere streghe (e con la nonna che ancora lavora come prefica, andando a piangere a pagamento ai funerali di sconosciuti), l’affascinante Viola si occupa di indagini forensi, fungendo da coroner ma anche da consulente a tutto tondo.

Il caso, che tocca due tra le famiglie più in vista di Matera proprio alla soglia dell’anno in cui la città lucana sarà la capitale europea della cultura (il corrente 2019), andrà a sconvolgere le strutture interne, scritte e non scritte, della cittadina, ancorata a un passato che il presente cerca di rivalutare. È una Matera in bilico tra tradizioni contadine e modernità, tra miseria e cultura, tra i Sassi da ristrutturare e i locali alla moda. Ed è una Matera che si fa coprotagonista di questo romanzo, vissuta in ogni suo aspetto da Viola, la strega motociclista, donna coltissima e allo stesso tempo ancorata fermamente alle sue tradizioni. Per Viola, poi, le cose si rendono ancora più difficili a causa della fortissima attrazione che prova nei confronti di Loris, il cui atteggiamento nei confronti della bella coroner appare quantomeno ambiguo. Questo sembra anche simboleggiare, nella persona di Viola, la città stessa, in equilibrio tra la tradizione (con un vecchio fidanzato trasferitosi altrove e che ritorna a Matera per qualche settimana in famiglia) e l’attrazione del nuovo, qui rappresentato da Loris, appena arrivato dalla grande città.

Una favolosa estate di morte” – che, sia detto incidentalmente, nella mia opinione non è il titolo più adatto a questo interessantissimo romanzo, che sembra così banalizzato alla stregua di un gialletto da ombrellone – è una storia intrigante, in cui la protagonista è costretta a ricorrere a tutte le sue abilità scientifiche, deduttive e interpersonali per cercare di venire a capo di un mistero che si fa man mano più complesso e intricato.

Si tratta di un romanzo che mi sento di consigliare a tutti gli amanti del giallo e del noir grazie alla trama intricata, e che ha anche una grande profondità nella costruzione dei personaggi e dell’ambientazione, rendendosi così appetibile anche per chi non è esattamente un appassionato del genere.

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