“Strade insanguinate” di Stuart McBride (NewtonCompton)

Risultati immagini per "Strade insanguinate" di Stuart MacBride Recensione di Patrizia Debicke

Rieccolo per regalare suspense e divertimento – con McBride le due cose marciano sempre di pari passo – ai lettori italiani, con “Strade insanguinate” un altro azzeccato esempio del tartan noir, o poliziesco scozzese. MacBride, che da un decennio si sta costruendo una reputazione tra i pesi massimi del settore con i suoi romanzi popolati dai suoi irresistibili poliziotti, Logan McRae e la squadra, non scrive certo roba adatti a tutti ma, per coloro che privilegiano un certo tipo di narrativa contemporanea è da piazzare senz’altro su un gradino superiore. E con questo nuovo libro, il dodicesimo della fortunata serie McRae, McBride dimostra con indubbia efficacia i suoi maggiori e migliori perché: prosa corrosiva e l’ambientazione che gli è più congeniale, Aberdeeen, nord della Scozia. Chi non ha ancora letto McBride si metta in pari, agli altri già edotti invece: ormai, abbiamo tutti familiarità con lo stile, il tipo di contenuto, l’umorismo talvolta feroce contrapposto ai molteplici piani del discorso, i personaggi già noti in tutta la loro gloria, quindi ,tanto per cominciare sfoderiamo la domanda più classica: quante rogne e cicatrici McBride appiopperà stavolta al povero Logan McRae? Dunque a voi: l’ispettore McRae, promosso per meriti sul campo, è entrato in forza agli Affari Interni, dove lavora con l’appoggio del detective Constable Simon Rennie: Rennie, catalogato nel suo cellulare come Rennie l’idiota. Non lo è per davvero perché Rennie sa rendersi spesso utile.

Il fatto di essere diventato un poliziotto degli Affari Interni settore che fa le pulci agli altri ha reso McRae un uomo da evitare e nessuno lo sta evitando più della detective Lorna Chalmers. Che per nessuna ovvia ragione, dovrebbe essere sulla scena del fatale incidente automobilistico dell’ispettore ‘Ding Dong’ Bell. Che poi si scoprirà, è morto accoltellato. Logan invece sì, perché la faccenda è decisamente spinosa anzi un vero schock per la Polizia Scozzese. Infatti il cadavere bruciato e praticamente irriconoscibile di Bell era stato rinvenuto nella sua roulotte e sepolto con tutti gli onori. Insomma ‘Ding Dong’ Bell risulta ufficialmente morto suicida più di due anni prima, lasciando addirittura una lettera d’addio per la famiglia. Così sembrava ma… Immediatamente viene aperto un caso ma nella provincia sono in corso le grandi ricerche per ritrovare o avere notizie di una bambina di tre anni, Ellie Morton, accompagnare da pubbliche dimostrazioni della gente e brucianti articoli sui giornali che accusano la polizia di incapacità. Non basta, perché serpeggiano insidiosamente crescenti voci sull’esistenza di un fantomatico e criminale Mercato del bestiame, in cui i bambini rapiti alle famiglie verrebbero messi all’asta al miglior offerente. Tutti i detective disponibili sono impegnati e, visto le carenze di organico, il caso sull’ispettore Bell verrà appioppato a MacRae. Lui volente o nolente comincia a scavare anche nel passato per riuscire a rispondere a tutte le domande. Intanto per cominciare perché Bell si è finto morto? Poi dove si era andato a cacciare per tutto quel tempo? Ma e, soprattutto, cosa mai è successo di tanto importante da costringerlo a tornare indietro a farsi ammazzare? Prima di simulare la sua morte Bell si era scontrato con un orribile caso il rapimento di un bambino, Aiden MacAuly, e il contemporaneo assassino di suo padre, Kenneth. Sally,vedova di Kenneth e madre di Aiden, non ha mai superato la perdita di suo figlio. Ha addirittura scritto un libro per tenere Aiden sempre presente nella memoria della gente e, convinta che sia ancora vivo, continua a pagare investigatori privati ​​per ritrovarlo. Il principale sospettato del rapimento di Aiden, Fred Marshall, è scomparso da due anni. E invece la detective Lorna Chalmers, che ufficialmente stava indagando sul rapimento della piccola Ellie Morton, viene ritrovata impiccata nel suo garage. Si è suicidata? Certo è che più si va a fondo e più si intravedono brutte e scomode verità sepolte, pronte a tornare a galla. Senza contare che c’è anche chi è disposto a tutto, persino a uccidere, perché restino nascoste per sempre. Una cosa è certa: Logan MacRae deve riuscire e sbrogliare il caso alla svelta e a tutti i costi. È sempre un piacere ritrovarsi con Logan McRae e la detective Roberta Steel lesbica – stavolta tra loro è Logan a comandare – con il loro costante battibecco, dovuto anche al loro stretto legame. A conti fatti sono una moderna famiglia di due madri (Roberta e la dolce Susan), un padre biologico Logan e due bambine. Abbiamo rapimenti di minori, vendita di bambini, contorte sadiche e diaboliche trame. Ma sorridiamo con le imperdibili, le mostriciattole Naomi e Jasmine, in trasferta a casa di McRae e Cthulhu la sua favolosa gatta assassina. La penna di MacBride, come nei precedenti romanzi, tratteggia una trama densa affascinante, sconvolgente e misteriosa, ma sempre con quel suo tocco di leggerezza ed ironia che lo contraddistingue. Un caso per niente semplice anche stavolta, ricco di pericoli e colpi di scena. Una storia che tiene il lettore incollato alle pagine per la particolare capacità di McBride di far convivere, gomito a gomito, tensione e risate. Insomma un romanzo che piacerà senz’altro, soprattutto ai suoi fan, per le sue più tipiche caratteristiche: descrizioni precise, prosa diretta, stuzzicante che addirittura ribolle, a conti fatti il vero atout del suo scrivere. Insomma un libro che funziona alla grande, senza mai stancare e fila a cento all’ora dall’inizio alla fine. Ci sono ben 470 pagine di intrighi, complotti, pathos, compassione, violenza a occhi aperti, gran senso dell’humour, però a dominare su tutto c’è lui, il protagonista con le virgolette: Logan Balmoral McRae.

Stuart McBride è lo scrittore scozzese più importante e famoso nel Regno Unito. Autore tradotto in tutto il mondo. La sua produzione letteraria è incentrata sul Thriller. I suoi libri narrano storie criminali che riempiono di killer e cadaveri le menti dei lettori. Nel 2008 ha ricevuto il prestigioso premio CWA Dagger in the Library e l’ITV Crime Thriller come rivelazione dell’anno.

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