“LA LOGICA DELLA LAMPARA” di CRISTINA CASSAR SCALIA (EINAUDI)

La logica della lampara - Cristina Cassar Scalia - ebookRecensione di Marcello Casalino

Chi semina paura semina pure odio. E l’odio, prima o poi, semina vendetta”. E’ questo l’ammonimento di Cristina Cassar Scalia nel suo ultimo thriller. La scrittrice siciliana, originaria di Noto ma residente a Catania, è autrice, fino ad oggi, di due romanzi per la Sperling & Kupfer: “La Seconda Estate” (2014), insignito del Premio Internazionale Capalbio Opera Prima, e “Le Stanze dello Scirocco” (2015).

In seguito ha ottenuto, per la casa editrice Einaudi, un ottimo successo di critica con “Sabbia Nera” (2018), il primo thriller che vede protagonista il vice questore Giovanna “Vanina” Guarrasi.

Il suo nuovo romanzo, sempre per la Einaudi (aprile 2019), dal titolo “La Logica della Lampara”, è “un frutto pieno di cenere amara, come le coloquintidi del deserto che crescono in luoghi arroventati dal sole”, per dirla con André Gide.

La trama, in breve: il giornalista d’inchiesta Sante Tammaro ed il suo amico pediatra Manfredi Monterreale, nel corso di una uscita di pesca, scorgono da lontano un individuo che trascina a fatica una grossa valigia e la getta tra gli scogli. Subodorando qualcosa di losco, i due pensano che sia il caso di avvisare le autorità. Quasi contemporaneamente, una telefonata anonima al vicequestore Vanina Guarrasi avvisa che, in un villino che fronteggia il mare, è stato commesso un omicidio e che la vittima è una giovane donna. La poliziotta decide di investigare. Da qui una serie di indagini, dapprima condotte con circospezione, poi in modo sempre più risoluto.

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Cristina Cassar Scalia sembra stravolgere quindi i canoni del romanzo giallo di enigma, dove l’avvio della narrazione è determinato da un evento violento. Qui un cadavere, semplicemente, non c’è. Tutto è lasciato al campo delle ipotesi e dell’immaginazione. Il romanzo, nella parte iniziale, non lascia infatti presagire nulla del torbido che ne seguirà. Tra storie di antichi amori ammantati di velenose verità, festini fuori controllo e corruzione in ambienti insospettabili, i lettori seguono gli avvenimenti in uno stato d’animo di alta tensione emotiva. La Scalia scrive un piccolo capolavoro di equilibrio dentro al quale ogni pagina è potenzialmente capace di esplodere, di dimostrare una verità inappellabile. Ed è questa la sua forza.

Il personaggio principale, Vanina Guarrasi, vice questore “tutto intuito”, resta impresso nella memoria dei lettori, con la sua umanità che va di pari passo con la determinazione. A tal proposito è indicativo il suo far ricorso alla “vecchia guardia”, rappresentata dal commissario in pensione Biagio Patanè, suo autentico alter ego.

I personaggi secondari, anch’essi già presenti nel precedente romanzo, fanno da indispensabile corollario alle indagini. Il loro rapporto con il vice questore è amichevole ma mai troppo confidenziale.

La scrittrice ambienta il romanzo quasi interamente nella sua Catania. La città etnea descritta dalla Scalia è parte integrante del racconto. Conserva alcuni tratti del buon tempo antico. Il fascino della sua descrizione è quello della semplicità assoluta che si ammanta di bellezza. Dalle strade deserte del primo pomeriggio, con il loro silenzio formicolante, al traffico degli “orari infami” nel centro storico, con la massa che non riesce più a tenere il ritmo. Mentre il richiamo alle prelibatezze culinarie locali fa tornare alla mente quelle di Manuel Vazquez Montalbàn nella sua Barcellona, o di George Simenon a Parigi.

Circa la passione cinematografica della Scalia, che si evince nei suoi romanzi, occorre sottolineare che i riferimenti sono da lei inseriti con la giusta dose e con soffice ironia, a colorare maggiormente i personaggi (l’avvocato Elvio Ussaro… “la bruttissima copia di Remo Girone nei panni di Tano Cariddi in La Piovra”; Laura Di Franco…”Dominique Sanda nel Giardino dei Finzi Contini”) non risultando mai un mero sfoggio di cultura.

Si può affermare, in conclusione, che la magia di questo romanzo è nell’evoluzione della trama, nell’altalena di sentimenti che la scuotono, nella magnifica caratterizzazione dei protagonisti, nell’efficacia delle descrizioni e nella capacità di alternare situazioni di notevole intensità emotiva a momenti più rilassati.

Decisamente consigliato.

 

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Una risposta a “LA LOGICA DELLA LAMPARA” di CRISTINA CASSAR SCALIA (EINAUDI)

  1. patrizia debicke ha detto:

    ok

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