PINK TRILOGY

elettrodomestica-coming-soonLisa Gelli (2007) Progetto “Nessuna donna al mondo”, Roma: Tricomia Art Gallery

Ispirato da Nessuna più. Quaranta scrittori contro il femminicidio (curato da Marilù Oliva, ed Elliot), il progetto di Lisa Gelli presentato alla Tricomia Art Gallery di Roma nel 2017 all’interno della collettiva “Nessuna donna al mondo”, scaturisce da una riflessione sulla violenza di genere perpetrata contro le donne.

La Pink Trilogy è composta da tre volumi che raccolgono le diverse ricerche che hanno stimolato la rappresentazione pittorica delle serigrafie. Alla mostra di Roma i libri affiancavano gli originali esposti nella sala.

“Figurami” – Elettro Domestica” sono in stampa tipografica A5 mentre la serigrafia “Io non ballo da sola” è stata realizzata da Strane Dizioni. Tutti i volumi, stampati su cartoncino rosa, contengono tracciati monocromi in nero.

Si tratta di schizzi che rivelano contemporaneamente la vulnerabilità dei soggetti donna tracciati da Gelli e la violenza di chi le vorrebbe ancora oggetto passivo sotto le loro mani omicida.

L’arte di Gelli non può essere ‘bella’ in quanto i disegni sono volti a raffigurare la donna come buco, elettrodomestico, come trottola il cui lavoro non finisce mai, oppure come una spina da accendere e spegnere a piacimento dell’uomo (“Elettro Domestica”).

O paragonabile a un maiale sgozzato da cui ancora sgorga il sangue, sempre ritratta di schiena, inerme e colpita a tradimento.

Tuttavia, una sorta di riscatto pare presente nell’ultimo libro “iononballodasola”. Le donne danzanti rappresentate nelle illustrazioni dell’artista paiono voler liberarsi dal giogo: la gamba alzata, le braccia aperte, le gonne volanti riflettono la voglia di movimento. Ogni raffigurazione illustra una delle donne uccise durante un periodo di un anno e mezzo (da quando fu deciso il tema della mostra alla pubblicazione dei libri).

Nonostante i numerosi casi avvenuti nel breve spazio della realizzazione del progetto, davvero angosciante, il titolo del libro e le suggestive immagini delle donne, non vittime, ma desiderose di ballare, di unirsi ad altre ridanno una vita poetica che va oltre le esperienze negative e il momento della morte fisica, attraverso la produzione artistica, dialogando con chi guarda e legge. E non finisce lì…

Recensione di dr Piera Carroli, School of Literature, Languages and Linguistics

College of Arts and Social Sciences (CASS)

AUSTRALIAN NATIONAL UNIVERSITY, CANBERRA, AUSTRALIA

 

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Una risposta a PINK TRILOGY

  1. patrizia debicke ha detto:

    Avanti tutta

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