Sul comodino della Rambaldi: “Mia o di nessuno” di Ugo Mazzotta (Todaro)

Ugo Mazzotta – Napoli – Scrive gialli, suona il basso e fa il medico legale. Ha pubblicato finora 8 romanzi, diversi racconti e collaborato alla scrittura di alcune stagioni di RIS-Delitti imperfetti su Canale 5. È vicepresidente dell’associazione culturale Napolinoir.

Non è facile chiamarsi Pelagia. Non è facile quando sei una bambina dell’asilo o delle elementari e i tuoi amichetti, ignari com’è comprensibile del concetto di etimologia ma già avvezzi a quello di assonanza, ti chiamano “pelosa” o “pelata”. Non è facile nemmeno alle superiori, quando qualcuno dei tuoi compagni di classe, dopo una ricerca sulla Treccani di casa, scopre che sì, è esistita una santa Pelagia, ma che prima di assurgere alle vette della beatitudine ha esercitato la più antica delle professioni; e per questo da quel momento, ben che vada, ti chiamano “santa zoccola”.

Il vice commissario Pelagia Corsi è uno degli investigatori più insoliti che mi sia capitato di leggere negli ultimi anni. Trentacinque anni, pratica l’antica arte giapponese del Kintsugi, rompe vasi per riassemblarli con uno stucco dorato e conta gli oggetti che la circondano per trarne auspici. Buoni se il numero è dispari. Vive con un serpente del latte, che coi suoi anelli gialli-rossi-neri somiglia al velenosissimo serpente corallo.

Leggendo mi sono incuriosita al personaggio e al suo autore Ugo Mazzotta, bassista, sceneggiatore, che fa il medico legale nei ritagli di tempo, che riempirei di domande.

La storia prende inizio dalla sorveglianza di un supermarket cinese dove 7 belle ragazze in abiti succinti si trattengono per ore, uscendo senza aver comprato nulla, e sul curioso viavai di molti uomini sulla cinquantina che si trattengono per molto meno. Un andazzo sospetto che Pelagia tiene d’occhio da un po’. I suoi sospetti vengono confermati da un sopralluogo che coglie, in una stanza sul retro, una ragazza a letto con un cliente.

Sette escort, che prendono appuntamenti in internet e convocano i clienti al supermarket, vengono spedite al commissariato del Vomero.

I locali sono stati presi in affitto dal famoso avvocato Adolfo Tommasi, già sotto i riflettori per la misteriosa scomparsa della moglie Eliana. I giornali si interrogano se si tratti di allontanamento volontario, rapimento o omicidio e il primo a essere sospettato naturalmente è il marito. Un mese prima Eliana aveva denunciato un misterioso stalker e l’ultimo SMS ricevuto minacciava un “Mia o di nessuno”.

L’avvocato Tommasi sostiene di non essere al corrente del market trasformato in casa d’appuntamenti ed è fuori di sé per tutti i guai che gli piovono addosso.

Ma troppe cose non tornano a cominciare dal pregiudicato spicciafacenne alle sue dipendenze…

Come in tutti i gialli che si rispettino il caso avrà molte false piste da seguire, ma Pelagia ne verrà a capo nonostante l’aiuto delle due teste di cazzo Gagliardi e Fabozzi.

Unica consolazione, il serpente Milky, che a casa le avvolge la mano. Qualcuno deve essersene liberato abbandonandolo su un marciapiede e lei se n’è presa cura. Unico guaio è che Pelagia somigli in modo impressionante alla donna scomparsa e che il misterioso stalker se ne accorga…

Un inizio particolarmente divertente per un finale già visto ma ugualmente godibile.

Si sarebbe vergognata di essere diventata un bersaglio, si sarebbe vergognata di qualsiasi debolezza, per quanto giustificata, avrebbe potuto manifestare. E poi non voleva darla vinta a quello stronzo, non voleva cambiare abitudini, non voleva cambiare il cellulare, non voleva farsi mettere sotto sorveglianza. Si rese conto che molte volte, nei giorni precedenti, si era chiesta perché Eliana avesse ceduto alla paura invece di denunciare lo stalking che stava subendo e gettar via al più presto il cellulare. Sapeva di aver già deciso di comportarsi allo stesso modo. Lei però aveva una pistola.

Che la divertente scrittura di Mazzotta sia con voi!

Paola Rambaldi 

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2 risposte a Sul comodino della Rambaldi: “Mia o di nessuno” di Ugo Mazzotta (Todaro)

  1. patrizia debicke ha detto:

  2. Ivana Daccò ha detto:

    Al momento un buon giallo mi starebbe bene, e confesso che mi incuriosisce l’autore: com’è possibile fare l’anatomopatologo nei ritagli di tempo? Vero che i suoi clienti non reclamano, ed è un indubbio vantaggio..;)

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