“Ascia Nera. La brutale intelligenza della mafia nigeriana” di Leonardo Palmisano (Editore: Fandango)

Recensione di Marco A. Piva

Leonardo Palmisano è da un po’ sulla bocca di tanti per le sue inchieste senza paura e per i suoi reportage al riguardo senza peli sulla lingua, che gli hanno inimicato associazioni a delinquere nazionali e internazionali. Stavolta, l’autore pugliese ha deciso di indagare sulla mafia nigeriana che, come ci dimostra in questo libro, sta, nell’ambito di un’espansione internazionale, prendendo il controllo di una buona fetta dei racket criminali sul territorio italiano, in particolare per quanto riguarda la droga e soprattutto la prostituzione, partendo da una presunta ma estremamente probabile connessione con la ‘Ndrangheta. Palmisano ci racconta la storia dell’Ascia Nera, l’organizzazione criminale che sta inserendosi sempre più in tutto il mondo, guidata dall’apparentemente democraticissimo Ingegner Felix Kupa, un uomo con il pizzo ormai sale e pepe, ritratto quasi sempre con gli occhiali da sole, leader del Neo-Black Movement (NBM), un’associazione non governativa nata nelle università nigeriane con l’obiettivo dichiarato di supportare il definitivo affrancamento degli africani dall’egemonia culturale ed economica europea e nordamericana.

Di facciata, dunque, il NBM ha scopi legittimi, fondamentalmente politici ma comunque assolutamente comprensibili. Ma, il libro di Palmisano ci rivela, dietro a questa immagine pubblica si nasconde il gruppo criminale più potente e spietato del continente africano. L’Ascia Nera (Black Axe) recluta sia i ragazzi più poveri, promettendo loro una via d’uscita dalla loro condizione miserabile, sia gli studenti universitari, che andranno a formare i quadri dirigenziali dell’organizzazione. Uno sgarro, anche il più piccolo, è punito con la morte. Palmisano compie la sua indagine incontrando persone, dalle prostitute di proprietà (perché di questo si tratta) dell’Ascia Nera che intervista lungo le strade nascondendosi al sopraggiungere dei clienti ai giornalisti internazionali che stanno come lui indagando al riguardo, dai piccoli capi delle cellule locali a operatori di centri d’accoglienza disperati dall’enormità della lotta che si pone di fronte a loro. E gira per l’Italia, dalla sua Puglia al Veneto, da Torino a Roma, per raccogliere quante più testimonianze da parte di persone invischiate, a volte volontariamente e a volte loro malgrado, nell’organizzazione, cercando di capirne le motivazioni, di scoprire cosa li spinge a continuare a fare quella vita (quasi sempre la risposta è la paura o l’ambizione), semplicemente di conoscerle. E questo libro è così: ogni sezione, introdotta da poche pagine di spiegazione più generale da parte dell’autore, racconta una serie di incontri, quasi sempre fatti di persona ma a volte virtuali, con gli individui coinvolti nell’Ascia Nera, dalle ragazzine costrette a prostituirsi ai giornalisti che cercano di capire come esporla e così sensibilizzare il pubblico e le autorità. Leggere queste esperienze è spesso un vero pugno nello stomaco, si tratta di episodi che aprono gli occhi; l’influenza dell’Ascia Nera è presente, come quella di Mafia e ‘Ndrangheta. Leonardo Palmisano cerca di farci capire cosa vuol dire questo.

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