“Padova al femminile” di Francesca Visentin (Morellini editore)

Padova al femminileRecensione di Raffella Tamba

Francesca Visentin, giornalista attualmente al Corriere della Sera del Veneto, particolarmente attenta ai temi delle pari opportunità e della violenza (contro le donne ma non solo), è innamorata della sua città. Lo dice lei stessa, nelle prime pagine di questo libro, ma avrebbe anche potuto non dirlo apertamente: la passione e l’orgoglio per Padova trapela da ogni pagina. E di questa passione, di questo orgoglio ci vuole far parte con un testo che, sotto le sembianze di una guida turistica, nasconde una serie di piccoli racconti, aneddoti storici di cui protagonisti sono le persone comuni: “chi affronta la città con entusiasmo e voglia di conoscere scoprirà una popolazione generosa, ironica, accogliente, dal cuore d’oro“. Persone che hanno contribuito a costruire la città di Padova nel passato e nel presente, col loro lavoro, con le loro idee innovative, con la loro perseveranza, con il loro talento creativo. E la offrono ad un futuro di apprezzamento internazionale (“Urbs picta candidata come bene patrimonio dell’Unesco”).

Dai grandi scrittori del passato che hanno parlato di Padova, Shakespeare, Goethe, Foscolo, il quale in particolare, deve la sua fama ad un episodio avvenuto proprio qui, il suicidio dello studente Girolamo Ortis di Pordenone che divenne il ‘suo’ Jacopo Ortis, agli scrittori padovani di oggi, primo fra i quali Matteo Strukul che, dopo la trilogia dei Medici, rese omaggio alla sua città col bellissimo thriller gotico La giostra dei fiori spezzati. Rilievi di apprezzamento sono rivolti anche a Silvia Gorgi che ha dedicato a Padova le sue ricerche storiche sui fatti più strani, curiosi o misteriosi che caratterizzano la sua storia; a Claudia Grendene che scrive un romanzo sugli studenti universitari e ancora a tanti altri.

Dai libri al cinema, per ricordare quante pellicole sono state girate in questa città, poi alla politica con la fiera citazione di Maria Elisabetta Alberti Casellati, avvocato e prima donna ad essere stata eletta presidente del Senato. Toccanti le parole riservate a due donne di Padova molto speciali, entrambe di origina armena, Antonia Arslan e Sonig Tchakerian, grandissime artiste rispettivamente nella letteratura e nella musica che conservano forte il legame con le loro radici. E nell’arte, Francesca Visentin trova davvero un vasto repertorio di donne padovane di cui essere orgogliosa come donna e come padovana: ogni pagina dedicata loro è un piccolo, nitido ritratto.

Dopo le persone, l’autrice anima la stessa città, accompagnando il lettore nelle sue strade, indicandogli virtualmente tutto quello che secondo lei è speciale. Prima ancora di soffermarsi sui capolavori architettonici, desidera presentarci l’aspetto più singolare dell’anima di Padova, quella della creatività e della fantasia innovativa che hanno dato vita a idee speciali come i corsi di gentilezza, gli incontri con gli autori in boutique, il bar che apre alle 3 di notte, “punto d’incontro di guardie giurate, panettieri, pescivendoli, ambulanti, addetti, alle pulizie, dottori, pensionati”.

A questo punto, quando il lettore si sente ormai conquistato dal fascino esuberante della ‘padovanità’, l’autrice lo guida in tutta la città, dai luoghi più rinomati a quelli meno noti in un turbinìo testimonianze di una storia plurimillenaria: dalla leggendaria tomba del troiano Antenore al quale nel XIII secolo si volle romanticamente credere che fosse dovuta la fondazione della città, alla cinquecentesca Loggia, “la prima concreta realizzazione in terra veneta della frons scenae di epoca romana”; dal fiore all’occhiello della città, la sua prestigiossa Università risalente al 1222, fra le più antiche al mondo, “uno dei casi paradigmatici di Ateneo medievale nato dalla migrazione di un gruppo di studenti e docenti dello Studio di Bologna”, alla Specola, la torre fatta erigere dal tiranno Ezzelino III nel 1242 ed oggi sede dell’Osservatorio astronomico; e ancora dalla casa di Petrarca al Museo del volo.

Il lettore è conquistato dall’entusiasmo dell’autrice, dalla vivacità con cui alterna citazioni storiche, descrizioni artistiche, approfondimenti culturali, per sfociare con allegria e spontaneità in consigli per acquisti, pranzi, aperitivi, spuntini, concerti, letture, in realtà commerciali di ogni dimensione: dai grandi e rinomati caffè e ristoranti ai piccoli e pittoreschi mercatini, dalle antiche botteghe ai nuovi street food, frai quali vogliamo  citare la Pastasuta e la Folperia, ma senza rivelare di cosa si tratta, così da  non togliere al lettore la sorpresa di scoprirli andando a provarli personalmente!

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