Sul comodino della Rambaldi: “Buffet al veleno” di Brigitte Glaser (EMONS, Gialli Tedeschi)

Risultati immagini per "Buffet al veleno" di Brigitte Glaser (EMONSBrigitte Glaser – Colonia – 1955 – Oltre alla serie sula cuoca Katharina Schweitzer e a quella precedente su due detective donne, ha pubblicato diversi libri per ragazzi. Questo è il suo quinto romanzo tradotto in italiano, dopo: Delitto al pepe rosa, Morte sotto spirito, Assassinio à la carte e Miele amaro. Col romanzo Buhlerhohe ha scalato le classifiche in Germania.

Quelle altezze così rarefatte si addicevano bene a Ecki. Aveva troppi valzer viennesi nel sangue e si divertiva a volteggiare fra i grappoli di ospiti bilanciando su un vassoio i calici di champagne. No, non giocava a fare il sovrano della città come Bause, semplicemente gli mancava il senso della realtà. Era un visionario. Di preferenza si fermava vicino ai gruppetti di signore che non si limitavano ad alleggerirgli il vassoio di qualche bicchiere, ma ricambiavano i suoi scherzi e complimenti sghignazzando come ragazzine eccitate, perfino le vedove nere ridacchiavano di nascosto. Trucchetti viennesi, charme da salotto: le donne di Colonia ne vanno matte! E le capivo benissimo, visto che ci ero cascata anch’io. Non erano soltanto Ecki e lo champagne a incontrare ampio favore

La simpatica Katharina Schweitzer, un metro e ottanta di pelle bianca e riccioli rossi distribuiti su ottanta chili di peso, deve occuparsi del buffet di Dirk Bause. A Colonia si usa festeggiare ai piani alti e il padrone di casa non ha badato a spese nell’affittare il ventottesimo piano della torre LVR. Tanti uomini incravattati eleganti e signore in nero sono lì per festeggiare i trent’anni della CB Computer Bause.

Personalmente Katharina detesta i catering. È chef de Il giglio bianco, un raffinato ristorante sulla riva destra del Reno, ma il locale non guadagna come dovrebbe ed è costretta ad arrotondare lavorando per feste come questa, che mediamente la tengono occupata fino alle quattro del mattino.

Ma stavolta le cose vanno diversamente. Una feroce lite tra due invitati interrompe prematuramente la festa e una volta a casa, un carro funebre accosta dietro la macchina di Katharina come un oscuro presagio.

Il proprietario a cui paga l’affitto del ristorante è appena stato trovato morto e lei non ha mai messo nero su bianco il contratto.

Se gli eredi decidessero di vendere il palazzo che ne sarebbe del suo Giglio Bianco?

E le brutte notizie non sono ancora finite.

Il fiume, restituisce il cadavere di Minka la timida lavapiatti del ristorante e tra i sospettati dell’omicidio c’è anche il suo fidanzato Ecki, che pare abbia intrattenuto una relazione con la vittima…

Katharina vede così svanire uno dopo l’altro tutti i suoi progetti affettivi e lavorativi.

Se Ecki l’ha tradita, Il giglio bianco, ormai incalzato da una concorrenza spietata, ha un futuro incerto.

Per tentare di salvare il salvabile la nostra chef si vedrà costretta a investigare personalmente.

Una storia ben scritta, impastata di ironia e ricette.

Tanto ben scritta da spingere molti lettori a informarsi dall’autrice sulla sorte del famoso Giglio bianco nel quartiere Mulheim di Colonia, preoccupati per come riesca a tenersi a galla con un ristorante del genere.

Brigitte Glaser è costretta a deluderli spiegando che il locale è opera di fantasia, ma lusingata da tanti apprezzamenti ha pensato di regalare nelle ultime pagine del libro le ricette di tre antipasti amuse-bouche, di un piatto tradizionale renano coi sanguinacci, degli asparagi con le crepes e di due dessert.

Qualche italiano coraggioso si cimenterà sicuramente nella crema di rabarbaro anche se, personalmente, alla sola idea mi lacrimano già gli occhi.

Particolarmente invoglianti, invece, i mirtilli in copertina. Quasi quasi esco a comprarne un po’.

Che il buffet al veleno di Brigitte Glaser sia con voi!

Paola Rambaldi.

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