Sul comodino della Rambaldi: “Il giorno del diavolo” di Andrew Michael Hurley (Bompiani)

Risultati immagini per "Il giorno del diavolo" di Andrew Michael HurleyAndrew Michael Hurley ha vissuto a Manchester e a Londra per poi stabilirsi nel Lancashire, dove insegna letteratura inglese e scrittura creativa. Il suo primo romanzo Loney, pubblicato in 300 copie da una piccola casa editrice indipendente, è stato scoperto e rilanciato dalla grande editoria e venduto in tutto il mondo.

Quell’anno mentre i pastori stavano recuperando un paio di agnelli bizzosi in una torbiera, il Diavolo uccise una pecora e ne indossò il vello per nascondersi in mezzo al gregge. Giunto nella valle, cominciò a sfrecciare da una fattoria all’altra, troppo astuto per farsi scoprire, visibile solo in ciò che contagiava. Era il verme nell’occhio del cane sano, il cancro che guastava i genitali del montone, il sangue nel latte del neonato.

Da allora gli abitanti delle Endland celebrano ogni anno il giorno del Diavolo, un rito per tenerlo lontano dal villaggio.

Da tempo non mi capitava un romanzo che mi prendesse tanto. Andrew Michael Hurley è una bella sorpresa che mi spingerà a seguirlo ancora.

Nell’ostile brughiera del Lancashire, caratterizzata da estati piovose e rigidi inverni, la famiglia Pentecost alleva pecore da generazioni, ottenendo a malapena di che vivere. Ma nonostante sacrifici e privazioni nessuno se n’è mai voluto andare. O perlomeno sono rimasti tutti tranne John Pentecost, che dopo aver sposato Kat fa l’insegnante nel Sulfolk. Richiamato al paese dai funerali del nonno porta con sé la moglie incinta, ansioso di comunicare a tutti il lieto evento.

Kat lo segue fiduciosa, contravvenendo alle raccomandazioni dei suoi che l’hanno messa in guardia da quel viaggio stancante e si sforza di essere gentile. I Pentecost sono spigolosi e la casa è in pessime condizioni. Non a caso tutti i parenti morti tra quelle mura sono sempre deceduti mentre cercavano di riparare qualcosa.

Quando John decide di trattenersi per dare una mano ai suoi Kat non la prende bene e per di più si avvicina il giorno del Diavolo.

Stando alle storie che si tramandano di padre in figlio sembra che la bestia si ripresenti ogni anno più feroce che mai attraverso drammatici episodi inspiegabili.

Kat è scettica e con lei il lettore sceglie se credere o non credere alle storie passate e presenti che apprende man mano, ansioso solo di trovare un colpevole in carne e ossa e una spiegazione concreta agli eventi.

La comparsa del Diavolo risale a cento anni prima, con una moria di bestiame e una tormenta che sembrano non finire mai. La neve alta fino alle finestre confina la gente in casa per settimane.

Le scorte di cibo e legna si assottigliano e oltre alle bestie muoiono tredici persone.

Dopo aver fatto di tutto per scacciare il Maligno gli abitanti si affidano alla chiesa, che manda un giovane prete con tanto di crocifisso. Purtroppo alla vista delle bestie in putrefazione e del sangue che cola dal petto delle balie anche il religioso li abbandona a gambe levate.

Ma da dove viene tanto male?

C’è forse stato un segno che hanno ignorato?

Così ogni anno nel giorno del Diavolo si rinnova il rito per allontanare il Maligno e gli abitanti gli danno la caccia nella speranza di intrappolarlo.

Perché ormai è certo, il Diavolo tornerà…

Da cupe brughiere che ricordano: Macbeth, Cime tempestose, Poldark e il Mastino dei Baskerville, ecco un’altra storia che non vi lascerà indifferenti.

Che il giorno del Diavolo sia con voi!

Paola Rambaldi

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