“PER INTERPOSTA PERSONA” di Monica Bartolini (I BUONI CUGINI EDITORI)

RUBRI-Cate

Un ambiguo gioielliere viene ucciso con modalità che fanno pensare a una resa dei conti. L’arma del delitto è una pistola di proprietà del maggiore Spada, comandate della locale stazione dei carabinieri. Nunzio Piscopo, maresciallo alle soglie della pensione, rodato investigatore e carabiniere di traboccante umanità, fa quadrato con i colleghi per dimostrare l’innocenza del superiore.

Una ragnatela di sospetti si irradia dal delitto insinuandosi nella complessa realtà del posto e arrivando a lambire gli affetti interconnessi di indagati e inquirenti, la mafia locare, scabrosi e remoti antefatti.

Un’indagine, quest’ultima di Piscopo, che procede sghemba e ramifica incessantemente intrappolando il maresciallo in un mortifero timore di inadeguatezza professionale e umana.

Vi sono libri che seducono per la profondità, la qualità della scrittura, l’impianto narrativo, le atmosfere. E altri, come questo “Per Interposta Persona” di Monica Bartolini (nella foto sotto) che, in più, vantano uno sguardo radiografico sui personaggi. Romanzi scritti con una sapienza emotiva che intaglia e vivifica protagonisti irresistibili nella loro calda autenticità. Ovviamente un’autenticità infusa, il cui sinonimo è umanità. L’umanità dell’autrice.

Il maresciallo dei carabinieri Nunzio Piscopo, sua moglie Pina, la complicata Tiziana e tutta la serie dei personaggi in qualche modo coinvolti nella vicenda che vede, come fulcro, l’omicidio del gioielliere, sono tratteggiati con una penna affilata e resi dagli aspetti più appariscenti del carattere alle più tenere o martoriate pliche dell’anima. Il lettore si trova così, dalle prime pagine, introdotto in un contesto avvolgente che poi è quello di una Sicilia ancora frastornata dalle lotte alla mafia di qualche decennio prima, e dall’incombere di una criminalità tentacolare. Ma anche un contesto punteggiato di onestà e affetti viscerali o ragionati le cui concrezioni sono la famiglia o la solidarietà tra carabinieri. Monica Bartolini declina una trama complessa e infallibile osando la rivoluzionaria formula del ripristino di “assetti” come il matrimonio e la genitorialità, però fotografati dall’interno. In una sorta di endoscopia degli affetti radicati e aggreganti, anche se difformi, e vivificati ulteriormente da slanci di generosità o cedimenti prontamente rintuzzati dal coniuge, dal genitore, dal figlio, dal commilitone. Questo non le impedisce di identificare la perversione e il crimine. Di individuare il male dissimulato dietro innumerevoli travestimenti e maschere (non a caso Pirandello è citato in esergo a più riprese). Un male che affonda le radici nella psicopatologia e nell’abuso, ed è scandagliato in punta di penna con una perizia frutto di puro talento narrativo e di evidente studio propedeutico. Colpiscono infatti l’accuratezza e la puntualità dei riferimenti, che riguardino le norme procedurali, la psichiatria o la descrizione delle atmosfere domestiche.

Questo equilibrato e intrigante mix tra ordigno narrativo, inattaccabilità delle fonti, conduzione delle indagini, empatia con i personaggi, rende “Per Interposta Persona” un romanzo avvincente che cattura il lettore e lo tiene stretto fino all’ultima pagina, mollandolo imbevuto di nostalgia per le situazioni attraversate assieme a Nunzio Piscopo. A questo maresciallo tanto perspicace quanto generoso, alle prese con un’urgenza di ridefinizione delle priorità. Quanto gli affetti e la fiducia condizionano l’ufficialità delle indagini e lo sguardo investigativo? Sussiste un margine di liceità nel deragliare dal rigore procedurale? E l’amore, modellato e smussato o deformato dal tempo, è sempre diretto nel suo impeto ostinato o piuttosto si distorce davanti a ostacoli insormontabili? Sono i dubbi che assalgono l’ufficiale a ridosso della pensione e attraversano l’intero libro. Questa storia minuziosa e sfaccettata, armoniosa e intrigante, i cui nodi si sciolgono ruzzolando sulla ripida china della realtà umana, fatta di apparenze, manchevolezze, menzogne, fragilità e riparazione, dietro le roccaforti dei sentimenti profondi.

La prosa controllata, limpida, suadente, contribuisce a fare di “Per Interposta Persona” uno dei più accattivanti gialli (e definirlo giallo è riduttivo) pubblicati recentemente. Imperdibile.

Caterina Falconi

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