“Pizzica amara” di Gabriella Genisi (Rizzoli)

Risultati immagini per "Pizzica amara" di Gabriella GenisiRecensione di Patrizia Debicke

Presentazione breve ma necessaria: si chiama Francesca “Chicca” Lopez: Chicca è il diminutivo che da bambina gli ha regalato Gerard, il vecchio amico francese trasferito in zona, uomo di rara umanità e psichiatra, mentre Lopez il cognome risente di antiche dominazioni spagnole. Chicca Lopez è il nuovo personaggio scelto da Gabriella Genisi dopo il commissario Lolita Lobosco (ormai per tutti noi, quasi di famiglia). Ha ventotto anni, è una salentina puro sangue, è nata a Santa Maria Finibus Salis, e cresciuta poco lontano, si porta sulle spalle una difficile storia di famiglia, un’infanzia disagiata, ma è convinta di aver trovato la sua strada nell’arma ed è un maresciallo dei carabinieri presso il comando provinciale di Lecce, che la vede in un nuovo organigramma in forza al Reparto Investigazioni (il maresciallo Muci con il quale si è fatta le ossa è andato in pensione) diretto dal capitano Biondi. Chicca Lopez, che aveva fatto capolino nel 2017 in un racconto di un antologia, stavolta torna in scena come protagonista in Pizzica amara di Nero Rizzoli. La nuova pupilla della Genisi è piccola di statura ma tosta, di bell’aspetto, brigadiere a venticinque anni, oggi a ventotto dopo il successo di un’intricata ’indagine da lei fortemente caldeggiata sui rifiuti interrati nel Salento è stata promossa Maresciallo per meriti sul campo. … e ora due parole sulla trama.

Nell’ordinato cimitero di Montesano Salentino, paesino vicino a Lecce, terra di sogno, ventosa ma baciata dal sole, è stata oscenamente profanata la tomba di Tommaso Conte, un ragazzo morto e seppellito tre anni prima, dopo essersi andato a schiantare con la moto contro un muretto della provinciale, in un incidente dai contorni poco chiari. Mentre il fascicolo sulla tomba devastata balla ancora sulla scrivania della Lopez, alla Marina di Torre Cianca, a circa dieci chilometri da Lecce, viene ritrovato il cadavere di una ragazza bionda molto giovane. La permanenza in acqua, che aveva decolorata la pelle, la faceva simile a una sirena bianca. Secondo il medico legale la ragazza, venti anni circa, probabili origini balcaniche, era incinta di sei mesi almeno ed è morta annegata, ma non in mare. Ha acqua dolce nei polmoni. La sua scomparsa tuttavia non è stata denunciata. Ma c’è un’altra brutta storia in arrivo, Federica Greco, nipote di uno stimato senatore della repubblica, la bella spregiudicata ma brava liceale Federica Greco, viene ritrovata appesa a un albero. Suicidio. Eh no! Troppo facile, perché salterà subito fuori che invece si tratta di una messinscena. Federica è morta strangolata. I due cadaveri presentano lo stesso tatuaggio, una croce greca gemmata chiusa in cerchio. Potrebbe essere un codice esoterico? Ma guarda un po’: anche Tommaso Conte l’aveva. Non basta, perché, la spirale di morte non si arresta, anzi colpisce un’altra volta senza pietà… L’opinione pubblica impazza e preme sugli inquirenti. Ormai il Salento, che pare diventato l’ombelico del mondo, è sotto la lente d’ingrandimento mediatica internazionale. La procura distrettuale e l’Arma sono sotto pressione e il caso è sulle spalle di Chicca Lopez, ma lei deve fare in conti anche con Flavia, una compagna esigente che, quasi come un classico marito pugliese, pretende che ritorni la sera a casa a cucinare. Lei, che ogni giorno deve battersi per farsi spazio e garantirsi il merito che le compete in un ambiente di soli uomini, bolle snervata. Ciò nondimeno, decisa, testarda e spudorata, ha deciso di arrivare alla verità, costi quel che costi, anche la vita. Cosa lega quei cadaveri e una serie di inspiegabili sparizioni negli ultimi quattro anni di ragazzi della zona? E cosa c’entra in questa storia Maria Cafaro, la donna che pare sappia controllare gli antichi poteri delle macare, le streghe del Salento? Affrontando l’omertà di una comunità politica e sociale che non vuole incrinare l’immagine di terra da sogno, e dove invece hanno preso il sopravvento solo gli sporchi traffici degli interessi economici, Chicca Lopez si troverà coinvolta in una storia dai contorni sempre più perversi e inquietanti, tra orge inimmaginabili, diabolici e sanguinosi rituali, magia, una massoneria deviata, delitti occulti, agghiaccianti messe nere, ecc. eccetera. Il tutto con un palcoscenico naturale eccezionale, dominato dal barocco pugliese, dove tuttavia il bello che dovrebbe coprire il male non ci riesce appieno. Una narrazione che ci porta negli antichi palazzi di Lecce con le fondamenta bagnate dalle acque cristalline dell’Idume, per poi spostarsi tra le viuzze e i vicoli dei quartieri più poveri, presi di mira dalla speculazione. Una terra da favola che colorandosi con il rosso del sangue, si trasforma nel cuore più nero del Salento. Un Salento oscuro, dove dominano ancora le superstizioni e le notti della taranta non sono fatte per rallegrare le serate dei turisti.

Gabriella Genisi vive a Bari ed è autrice della celeberrima serie del commissario Lolita Lobosco. Pizzica Amara è il primo romanzo di una nuova serie per Nero Rizzoli.

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