Sul comodino della Rambaldi: “La vita in più” di Fabio Rizzoli (Mondadori)

Fabio Rizzoli – Bologna – ha pubblicato con Fernandel: Almanacco dei giorni migliori – Primavera e Inverno.

La vita in più è il suo primo romanzo.

Tornare alla vita comporta anche dei rischi, specie se si è abituati all’idea della morte. Per andare avanti siamo obbligati a lasciarci alle spalle il nostro cadavere

Il 26 marzo fu accettato al Pronto Soccorso del Niguarda con una richiesta di ricovero urgente per accertamenti. Da mesi non aveva più appetito, soffriva di nausea, mal di schiena e depressione.

E quello fu l’inizio di tutto.

Non riusciva ad applicarsi sul lavoro, le cose a casa andavano sempre peggio e i suoi risparmi cominciavano a esaurirsi. La depressione si stava prendendo tutto.

Aveva promesso ad Anna un futuro roseo che non era più in grado di garantirle.

Si erano conosciuti in fila al supermercato ed era stato colpo di fulmine.

Era la donna che aveva sempre sognato.

Ma debolezza e depressione per lei erano inconcepibili e si era convinta che lui non si desse abbastanza da fare. Avevano smesso di fare sesso e meditava di lasciarlo, anche se lui sperava ancora di riconquistarla.

Forse, se avesse scoperto che era malato sul serio, l’avrebbe piantata di dargli il tormento.

Così, mentre viene sottoposto a risonanza magnetica, si augura di essere gravissimo per punirla.

E viene accontentato.

Il suo fegato è compromesso al 90% e la spina dorsale presenta diverse formazioni tumorali.

Tanto calcio nel sangue dà la depressione e a 38 anni le cellule tumorali viaggiano veloci.

Era entrato in ospedale con un semplice codice verde per scoprirsi improvvisamente gravissimo.

L’avevano ricoverato per esami più approfonditi e quando aveva telefonato ad Anna per farsi portare il pigiama era quasi felice.

Nel trasferirsi al reparto oncologico pensò addirittura che finalmente si sarebbe pentita di tutte le cattiverie dette.

E mentre genitori e parenti si disperano inizia per lui il periodo più felice della sua vita.

“Ogni parola del mio discorso era una bugia. Anna teneva ancora in mano la borsa con le mie cose, si era scordata di appoggiarla. O forse non voleva liberarsene, come se ancora sperasse che il pigiama non mi sarebbe servito perché avrei dormito a casa con lei.

Gatto si è preoccupato? Mi cerca? Sicuramente i Servizi lo avranno già avvertito e starà cercando un modo per infiltrarsi in ospedale. Anna non raccolse affatto i miei scherzi, era troppo impegnata a non cadere a terra”

Un romanzo scritto sui tavolini del Bar 2G di Sasso Marconi.

Il protagonista, tra un esame e l’altro, ha modo di rivedere con ironia la sua vita e i rapporti con le donne. Una scrittura attenta e vivace che fa riflettere sulla malattia e porta il lettore a preoccuparsi dei sintomi del paziente (mal di schiena, nausea, inappetenza, non li abbiamo forse avuti anche noi ogni tanto?).

Un libro che fa riflettere su quel che conta davvero e sull’importanza di non arrendersi mai.

Che la salute sia sempre con voi!

PaolaRambaldi.

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