“Ombre Scure. L’inganno del cuore” di Marzia di Sessa

Recensione di Martino Ciano

La prima sfida che ho dovuto accettare è stata quella di leggere senza pregiudizi un fantasy, genere che si può definire di nicchia e che può scivolare facilmente nei cliché. La seconda è stata quella di mettere da parte la mia formazione. Dietro un libro c’è sempre una sfida, ciò vale tanto per l’autore quanto il lettore e, proprio quest’ultimo, non può solo dimostrarsi passivo nei confronti delle pagine, ma deve anche partecipare al racconto. Vero è che ognuno di noi vorrebbe romanzi che ci catturassero fin dalla prima parola, ma non sempre accade. A volte, bisogna gustarsi l’attesa.

Ombre Scure. L’inganno del cuore è il primo episodio di una trilogia. Centodiciotto pagine che scorrono, che si fanno leggere con disinvoltura. Kayla, la protagonista, è una ragazza che decide di rifugiarsi in un paesino di appena mille anime per dimenticare la fine della sua storia d’amore. A casa della nonna trova la tranquillità necessaria per riflettere e per risalire la china dopo la batosta. Proprio nel piccolo borgo, apparentemente tranquillo, verrà a contatto con svariati segreti e dovrà fare i conti con il suo passato, o meglio, con le sue origini. Proprio la nonna è colei che l’ha legata fin dalla nascita a un demone, a un angelo e all’occultismo.

Nella prima parte saremo quasi disorientati. Il romanzo si muove come una storia ironica, con al centro Kayla che si destreggia in un mondo che non le appartiene, ossia, un borgo che stride con la vita frenetica della città, che cozza con la sua educazione. Sembra quasi una perenne critica al provincialismo, che però ha anche i suoi lati genuini. Proprio questo aspetto antropologico aggiunge qualcosa di più al libro della Di Sessa. Sia ben chiaro, non è una critica fine a se stessa, ma che crea una naturale distinzione tra Città e Piccola comunità, tra Centro e Periferia. Altro aspetto che è bene segnalare, la scrittura condita da parti pulp, senza censure. Una soluzione che ha funzionato, perché all’inizio non capiremo esattamente di essere davanti a un romanzo fantasy, ma in compagnia di una storia alla Che pasticcio, Bridget Jones! Che sia voluto, o meno, ciò fa notare che l’autrice ha voluto creare un effetto sorpresa. Solo alla fine i personaggi si riveleranno, solo nelle ultime pagine la storia si compirà, almeno nelle sue battute iniziali.

Insomma, un fantasy per adulti con tematiche che non si discostano anche da altri generi; un libro che non deve essere solo incastonato in una nicchia, ma che può interessare anche lettori non abituali del genere, che vogliono cimentarsi in qualcosa di diverso… il che non guasta.

 

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