Sul comodino della Rambaldi: “Mio padre era comunista” di Luca Martini (Morellini Editore)

Risultati immagini per "Mio padre era comunista" di Luca MartiniLuca Martini – Bologna – 1971 – presente in numerose antologie e riviste letterarie – è autore di romanzi, poesie, racconti, monologhi teatrali e favole illustrate. Ha pubblicato il romanzo Il tuo cuore è una scopa, le raccolte di racconti: L’amore non c’entra, Manuale di sopravvivenza per bambini invisibili, Il nostro due agosto e ha curato le antologie: Vinyl – Storie di dischi che cambiano la vita con Gianluca Morozzi e On The radio – Storie di radio, DJ e rock’n’roll con Barbara Panetta.

Virginio, 50 anni, è un uomo di successo alla guida di un’importante azienda emiliana con molti dipendenti. La ditta purtroppo attraversa un periodo difficile e seguirne le problematiche per Virginio è un’impresa titanica. Da troppo tempo ormai non ha più una vita.

Quando di sera tardi passa a trovare Sandra la trova sveglia ad aspettarlo, mentre Samuele dorme nella cameretta. Il padre del bambino è morto tre anni fa in un incidente e Sandra ora teme di perdere anche Virginio. Da due mesi la loro relazione si è fatta insostenibile e lui si è trasferito in un altro appartamento. Dice che è una pausa temporanea, ma lei non ci crede e quella divisione somiglia sempre più alla prova generale di una separazione definitiva. Così lo chiama anche nei momenti più inopportuni, come oggi che Virginio è in ritardo per andare a trovare la madre all’ospizio.

Per arrivare in tempo attraversa molti incroci col rosso, collezionando multe. Sua madre non parla da mesi, non risponde alle sollecitazioni e non mangia. Era stata una brava sarta fino a che non si era sposata, poi suo padre l’aveva fatta smettere. “Una donna non può lavorare, la deve mantenere il marito!” e questa era solo una delle sue tante sentenze come “Comunista è colui che non è felice se non sono felici tutti!” eppure Virginio non ricorda di aver mai visto suo padre felice.

Rammenta la Festa dei lavoratori del 1973, quando aveva 8 anni, e abitava in un triste condominio senza giardino. Il padre l’aveva trascinato per i capelli fuori dalle coperte per andare al corteo per i diritti dei lavoratori. A quel tempo lavorava alla catena di montaggio ed era delegato sindacale. A casa non c’era mai e quando non era al lavoro era al sindacato. Per contro, Virginio, non si era mai sentito comunista. In classe vendeva i compiti ai compagni e aveva già intuito che nella vita avrebbe fruttato di più organizzare il lavoro degli altri.

Della sua infanzia ricorda solo divieti.

Suo padre era convinto che i figli andassero tirati su con un’educazione sovietica e si comportava come se avesse a che fare con dei soldati. Bastava un’occhiata per terrorizzarli. Li costringeva a leggere Il capitale, nessuna festa a Natale, mai una pizza e mai un cinema, che riteneva una baggianata per capitalisti.

Il Partito veniva sempre prima di ogni cosa.

Eppure, a 16 anni, l’aveva trovato morto suicida nella sua 128 accanto alla tessera del partito spezzata.

La tessera a cui teneva tanto. L’unica che contasse.

Ma com’erano andate davvero le cose?

Solo a distanza di molto tempo Virginio riuscirà a far luce sugli accadimenti di quei giorni.

Una storia che ci trascina nella vita di un bambino tirato su in modo militaresco da un uomo che fa rispettare le regole senza rispettarle.

Risolvere il passato aiuterà Virginio ad affrontare il presente e a riconoscere le cose che contano per davvero. Un bel romanzo di Luca Martini.

Che il segreto della vecchia 128 sia con voi!

PaolaRambaldi.

 

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