Sul comodino della Rambaldi: “194 – Diciannove modi per dirlo” di Camilla Endrici (Giraldi)

Risultati immagini per "194 - Diciannove modi per dirlo" di Camilla Endrici (Giraldi)Camilla Endici – Bologna – 1982 – Laurea in filosofia – Un passato da giornalista radiofonica e uno più recente da copywriter. 194 – Diciannove modi per dirlo è il suo primo libro.

Silenzio. Padri assenti, padri presenti, padri in fuga, padri che non diventano padri e lo sanno, padri che non diventano padri e non lo sanno. Quanti modi ci sono per essere madre o padre? O per non esserlo?

Cosa c’è dietro la scelta di non diventare madre? A una donna viene chiesto di essere madre, donna in carriera, strafiga, moglie premurosa, e magari anche felice.

L’autrice intervista diciannove donne che hanno deciso di abortire o di rinunciare alla maternità.

La fertilità precipita dopo i 35 anni e molte coppie, che in passato hanno chiesto un’interruzione di gravidanza, a volte tornano sui loro passi tentando di avere un bambino. Caterina, per esempio, vive ancora con questo rimpianto. Alla sesta settimana era disperata e la dottoressa aveva accolto la sua scelta con sarcasmo. Piangeva mentre il compagno restava muto. Anche se hai sempre desiderato una famiglia può capitare di rimanere incinta con la persona sbagliata, nel momento sbagliato, e magari con un lavoro precario che rischi di perdere.

3 mesi – 12 settimane – 90 giorni è il tempo per decidere e le donne spesso prendono appuntamento quando non hanno ancora deciso perché sanno di aver poco tempo per via dei troppi obiettori.

Il nord è più fortunato del sud perché ha meno obiettori di coscienza, in alcuni ospedali del sud pare che arrivino al 100% e si evita l’anestesia generale in favore di quella locale.

Sull’aborto stiamo arretrando.

Nel questionario da compilare prima dell’intervento a volte si trova anche la domanda: Senti il bisogno di suicidarti?

Teresa, che ha abortito due gemelli, ha trovato una ginecologa obiettrice che l’ha trattata con disgusto. Il compagno è all’estero per lavoro, ma si è sbrigata a prenotare l’aborto nel terrore di arrivare tardi. Con due pillole ha abortito i gemelli in pieno agosto.

Marta ha già un figlio e quando scopre di essere incinta capisce che non ce la farà. Con la prima gravidanza ha preso 30 chili e corre ad abortire raccontando alla ginecologa di un preservativo rotto.

Marinella, 5 aborti, una vita difficile, ha trovato l’uomo giusto solo dopo i 40 anni. L’ultima volta che è rimasta incinta a 46 ha perso il bambino per i troppi raschiamenti.

Flora ha portato avanti la gravidanza e ha dato il bambino in adozione, il padre non l’ha mai saputo, ma ha avviato la pratica in tribunale perché un giorno suo figlio possa trovarla, se vorrà.

Molte hanno bisogno di essere ascoltate e di perdonarsi.

Per tutti sembra che conti solo il bambino e che la madre non abbia nessuna importanza.

Il 25% delle donne ha effettuato almeno un’interruzione di gravidanza nella vita e l’aborto è un diritto che ci vedremo negare nel tempo.

Ognuna deve fare i conti con la propria storia e le parole possono aiutare a curare i sensi di colpa, di fallimento e di vergogna che crescono a dismisura.

Diciannove storie per cercare di comprendere la complessità di una scelta, dando voce alle donne e astenendosi dai giudizi.

Che il rispetto per le scelte altrui sia sempre con voi!

PaolaRambaldi

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