“Il gusto di uccidere” di Hanna Lindberg, Longanesi

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Recensione di Patrizia Debicke

Hanna Lindberg torna in libreria, sempre per Longanesi Editore, con Il gusto di uccidere, nuovo romanzo con protagonista la sua imparziale e accanita giornalista d’inchiesta Solveig Berg. Dopo l’indiscutibile successo di Stockholm Confidential, primo capitolo della saga di Solveig un cui la Lindberg entrava a gamba tesa nei tanti pregi e difetti del modaiolo mondo legato delle riviste specializzate del settore di moda, stavolta l’autrice cambia drasticamente bersaglio. Sempre di moda si tratta, però non più abiti, accessori e fashion di lusso ma semi-olimpicici templi della cucina dove i contendenti in gara possono duellare fino alla morte per una stella Michelin in più e passare persino sul cadavere di un innocente per raggiungere la bramata vetta. In questo caso si tratterà del Golden Chef, ambitissimo e naturalmente poi (ça va sans dire) “fruttuosissimo” premio/riconoscimento nazionale svedese del settore. E quindi con Il gusto di uccidere Hannna Lindberg traccia una perfetta fotografia, o forse più azzeccato sarebbe dire un centrato filmato perché tale appare, dalle sue godibili descrizioni dell’artefatto mondo degli chef stellati, dove la disperata ricerca del successo giustifica insani gesti inimmaginabili. Il Cuoco d’oro (leggasi Golden Chef) è l’evento al quale chiunque abbia o aspiri ad avere un qualche ruolo nel fantasmagorico e milionario olimpo della massima gastronomia svedese non può mancare.

Ma Solveig Berg, la più senza peli sulla lingua e spregiudicata giornalista di Stoccolma, si è garantita l’ingresso allo Stockholm Grotesque, il celebre ristorante che ospita il premio, in virtù della sua direttrice, Vanja Stridh, cazzuta e temuta giornalista d’inchiesta, che faceva parte della giuria e doveva consegnare il premio al vincitore. Eh già Solveig si trovava precettata da Vanja Stridh. Di solito la sua direttrice detestava quel tipo di eventi, la sua odierna partecipazione era abbastanza strana ma… Oggi erano tutte e due là! Vanja Stridh, che per anni era stata la critica gastronomica di un famoso quotidiano del mattino, era stata licenziata solo per colpa della franchezza e rettitudine dei suoi articoli. Con la liquidazione ottenuta, aveva creato Dark Tables, un sito di giornalismo d’inchiesta culinario, e aveva assunto Solveig – in pratica in mezzo alla strada dopo le disavventure di Stockholm Confidential – come unica dipendente. L’intento del sito di Vanja era di dire sempre e comunque la verità su qualunque ristorante, buona o cattiva che fosse. Aborriva e criticava i colleghi che andavano in giro a mangiare gratis per poi tornare a casa e scrivere lodi su chi li aveva invitati. E da settimane si dedicava mente e corpo a una a totalizzante inchiesta segreta di cui non aveva lasciato trapelare verbo neppure con Solveig, ma poche ore prima Vanja le aveva promesso che quella sera avrebbe spiegato tutto. La competizione del Golden Chef è tutta da vedere perché quest’anno pare molto incerto il nome dello chef a cui spetti la vittoria. Ci sono tre chef candidati Linda Berner, Florian Leblanc e Jon Ragnarsson, gli ultimi due un tempo soci, ora rivali. Per anni l’indiscusso vincitore è stato Florian Leblanc. Ma una serata può riservare sempre delle sorprese. Intanto verrà proclamato vincitore Jon Ragnarsson, ma stavolta le sorprese saranno più d’una e, tirate le somme, la seconda ben poco piacevole. Perché, proprio al momento dell’annuncio del nome del vincitore, tutte le luci dell’immensa sala si spengono e un colpo secco di pistola rompe il vociare della folla, ferendo mortalmente Vanja Stridh, il capo, la direttrice di Solveig. Colpo di scena, caos, confusione, svenimenti, gente calpestata e ferita. La polizia, accorsa immediatamente, dà il via alle indagini sull’omicidio, ma dopo i primi istanti Solveig si rende conto che le forze dell’ordine hanno imboccato una pista sbagliata, anche e soprattutto a causa del poco, anzi pochissimo che Vanja le ha bisbigliato sul letto di ospedale, prima di morire. Cosa le voleva dire esattamente? Indagando, interrogando, addirittura scontrandosi con la polizia, muovendosi freneticamente per le strade, mettendo in gioco la sua stessa vita nel tentativo di salvare un testimone e andando disperatamente a frugare negli archivi del passato, Solveig, si troverà così ad affrontare nuovi intrighi, concepiti da una crudele e imprevedibile mente criminale… e persino certe angosciose ombre del suo stesso passato. Eh già perché la sua vecchia conoscenza, Lennie Lee, ex fotografo di moda che ha visto la sua rivista scandalistica sfasciarsi e chiudere i battenti durante la sua permanenza in carcere per frode fiscale, è tornato a Stoccolma dopo tre anni. Ha perso tutto, non ha più amici ma sarebbe pronto a rifarsi, investendo stavolta nella ristorazione. Ci crede, ha speso i suoi ultimi pochi risparmi in un food truck ma…

Ci saranno per lui altri mezzi, altre scelte, buone cattive e poi buone di nuovo. E finalmente le strade di Lennie e Solveig saranno destinate a incrociarsi di nuovo in un frenetico turbinare di disavventure e quasi miracolose avventure tra le sale, le cucine, le scale e i tetti dei ristoranti più di lusso della città. Hanna Lindberg sarebbe la nuova star dell’olimpo giallo scandinavo. Non lo so. Forse? Sicuramente conosce il fatto suo. L’intrigo tiene, i caratteri dei personaggi sono credibili. I buoni sanno essere anche buoni a metà, lo stesso si può dire di certi cattivi e semi pentiti e poi ci sono i cattivissimi mascalzoni efferati senz’altro da eliminare con applauso. Hanna Lindberg è una scrittrice che unisce al pregio di saper concepire un thriller dal ritmo incalzante e fitto di intrighi un intreccio senza respiro che, senza lesinare in sangue e morti assassinati, ci regala anche una calibrata e piacevolissima dose di humour, vero balsamo per il cuore e per lo spirito.

Hanna Lindbergh è nata nel 1981 e vive a Stoccolma. È una giornalista di costume che lavora soprattutto sul web. Stockholm Confidential, il suo romanzo d’esordio, uscito presso Longanesi nel 2017, è subito arrivato in cima alle classifiche svedesi ed è stato pubblicato in oltre 10 paesi.

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