Sul comodino della Rambaldi: “Nestor Burma e il mostro” di Léo Malet (Fazi Editore)

Risultati immagini per "Nestor Burma e il mostro" di Léo Malet (Fazi Editore)Léo Malet – Montpellier – 1909-1996 – Rimasto orfano a 16 anni si trasferisce a Parigi in cerca di fortuna. Nel 1943 nasce la sua creazione più celebre: l’investigatore privato Nestor Burma, protagonista di una trentina di avventure. Nella collana Darkside Fazi Editore ha pubblicato: Le acque torbide di Javel, Nebbia sul ponte di Tobliac, Il boulevard delle ossa, Delitto al luna park, 120, Rue de la Gare e Il cadavere ingombrante.

È agosto inoltrato e un caldo infernale arroventa Parigi. All’Agenzia Fiat Lux, Nestor Burma, legge un giornale sportivo sotto il ventilatore, sprofondato in poltrona, mentre la segretaria ticchetta sui tasti fingendo di battere a macchina. Da qualche tempo il lavoro langue e Burma risente della spietata concorrenza di un ambizioso giornalista che tenta di metterlo in ombra con le sue sensazionali inchieste.

La Fiat Lux ormai sopravvive solo con lavori di corna, pedinando mogli di mariti gelosi.

Come non bastasse, Burma, ha appena perso stupidamente 1000 franchi al gioco.

Poi si presenta Jaques Bressol, un gangster quindicenne capo di una banda di strilloni, preoccupato della misteriosa morte di due dei suoi ragazzi – uno deceduto dopo aver consumato dei cioccolatini avvelenati e l’altro per sincope cardiaca, dopo aver mangiato una minestra.

Bressol sospetta che una banda rivale voglia decimargli la squadra per rubargli il lavoro. Le vendite di giornali vanno bene, gli sbirri li lasciano in pace, ma ultimamente si sono intensificate le rappresaglie della concorrenza e Bressol teme che li vogliano eliminare tutti.

Il ragazzo morto per dei cioccolatini all’arsenico è figlio del tassista Frederic Tanneur, un uomo violento noto per alzare spesso le mani su moglie e figlio. Jean Tanneur, dopo aver inghiottito i cioccolatini, ha chiamato la madre solo quando i dolori erano ormai insopportabili ed è deceduto in poche ore tra atroci spasmi.

Alla notizia il padre non ha dato segno di preoccuparsene. Non è colpa sua se la moglie ha trovato quei cioccolatini nelle sue tasche e se il figlio li ha mangiati. Tutti sanno che è un cattivo marito e un pessimo padre e di come il suo tenore di vita costringa i suoi a vivere in miseria.

Dopo averlo interrogato Nestor Burma decide di fare visita anche ai genitori dell’altro ragazzino morto, e solo con l’aiuto di un anatomopatologo e di Mademoiselle Larcher, riuscirà a risolvere il caso.

Reboul mi raccontò il pedinamento. Non era di alcun interesse. Lo salutai, raccomandandomi di tenere gli occhi aperti, e suonai alla porta del medico. Un’amabile domestica venne ad aprirmi e mi pregò di aspettare in una sala più pulita di quella di un ospedale dove un giovane ammazzava il tempo sfogliando riviste mediche. Era un tipo moro dall’aria distinta, vestito di chiaro, con una stilografica che gli spuntava dal taschino della giacca. “Quindi lei è René Galzat?”, buttai lì.

Sorrise piuttosto sbalordito “Mio Dio, sì. Come l’ha capito?” Aveva dei bei denti…

Un’avventura che non deluderà i fan di Léo Malet, per una storia che ti invoglia a leggerne altre.

Léo Malet, Georges Simenon e André Héléna, restano nel tempo i maggiori rappresentanti del romanzo poliziesco francese.

Che il maestro del noir sia con voi!

PaolaRambaldi

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