Sul comodino della Rambaldi: “Gennaio di sangue” di Alan Parks (Bompiani)

Alan Parks – Glasgow – Scozia – ha lavorato per oltre 20 anni nella musica e Gennaio di sangue è il suo primo romanzo.

1 gennaio 1973 – Glasgow – mentre tutti si riprendono dai festeggiamenti di capodanno, l’ispettore Harry McCoy, della Polizia di Glasgow, viene chiamato presso il Carcere di Barlinnie. Il penitenziario ricettacolo di tutti i delinquenti di Glasgow, forno d’estate e frigo d’inverno, angusto e maleodorante, con celle da due che ospitano mediamente almeno quattro carcerati, il cui tanfo stagnante ti resta incollato ai vestiti per settimane.

Il detenuto che l’ha fatto chiamare sostiene che l’indomani verrà uccisa una donna di nome Lorna e che la polizia è ancora in tempo a salvarla. Di lei sa solo che lavora presso un ristorante, anche se è incerto su un paio di locali.

Purtroppo anche McCoy è incerto se credergli, anche se di Lorna non dovrebbero poi essercene tante.

Non capisce come l’uomo abbia avuto l’informazione e per quale motivo abbia interpellato proprio lui.

L’indomani, dopo aver individuato dove lavora Lorna, l’ispettore va a cercarla col collega Wattie.

Sfortuna vuole che sia appena uscita di casa e non sia ancora arrivata al ristorante.

I poliziotti decidono di aspettarla alla stazione degli autobus con una foto segnaletica, ma nella ressa, quando si accorgono di urla e spari, Lorna è già a terra colpita in pieno petto e il ragazzo che ha sparato si suicida. Quando si ripresentano al Barlinnie per interrogare nuovamente il detenuto, come in ogni thriller che si rispetti, qualcuno l’ha appena ucciso nelle docce dopo avergli mozzato la lingua. Un monito per tutti a tacere.

L’impressionabile Wattie alla vista di tutti quei cadaveri non fa che vomitare e il povero McCoy tenta di consolarlo dicendo che passeranno sicuramente mesi prima di rivedere altri…

Ma dovrà ricredersi con sei cadaveri in una settimana e i giornali titoleranno:

Gennaio di sangue: quanti moriranno ancora?”

Le indagini ripartono da Lorna.

Nessuno ne parla in modo lusinghiero, sul lavoro è considerata un’incapace col vizio di arrivare in ritardo e un’amica rincara la dose aggiungendo che fosse solita arrotondare lo stipendio coi clienti del ristorante, in cambio di vantaggi e regali.

Il suo cadavere presenta poi strani segni: due rasoiate a X sul seno sinistro e tracce di legature a polsi e caviglie.

Per venire a capo del caso le ricerche di McCoy e Wattie dovranno spingersi nel mondo dell’intrattenimento sessuale, tra ricchi clienti annoiati che non badano a spese per togliersi ogni sfizio, anche i più estremi…

Un buon esordio che ci fa pensare che risentiremo presto parlare di Harry McCoy.

Che il fascino nascosto di Glasgow sia con voi!

PaolaRambaldi.

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